Dune: recensione del film

Dune non è un libro semplice da portare sul grande schermo (e se non mi credete, chiedetelo a Alejandro Jodorovsky): è lungo, è pieno di personaggi, costruisce un intero universo con una sua terminologia specifica, con tante razze ognuna con una sua cultura, e tratta di visioni, coscienza e prescience (la capacità di leggere la macrostoria ed anticiparla)… Ma il compito è particolarmente arduo se i produttori del suddetto film costringono l’eventuale regista a comprimere tutto dentro soli 130 minuti. E proprio questo è successo a David Lynch durante la lavorazione del suo Dune uscito nel 1984.

Ho scritto qui del libro Dune di Frank Herbert e ho provato a rendere l’idea della sua epicità e della sua complessità. Guardando il film scritto e diretto da David Lynch, che viene quasi unanimemente considerato un fallimento (specialmente da lui stesso), mi sono reso conto che il povero Lynch aveva ben compreso l’opera di Herbert ed era sua intenzione adattarla fedelmente. Lo si capisce da come tutti gli elementi principali del libro abbiano trovato posto nel suo film, dalla profezia del Muad’dib ai giochi di potere dell’Emperor con le Case nobiliari, passando per il ruolo della spezia.

Ci sono anche cose prese dai libri successivi, e molti dialoghi lasciano intendere che ci fosse molto di più rispetto a ciò che ha trovato posto nel prodotto finale. Grande cura era stata messa anche nella creazione di scenari mastodontici, negli effetti speciali spettacolari (che includono le creature di Carlo Rambaldi), e nella colonna sonora composta dai Toto e Brian Eno. Infine, il cast era quello delle grandi occasioni: Kyle MacLachlan aveva forse un po’ troppi anni, ma era un buon Paul Atreides. Ottimi anche Patrick Stewart (Gurney Halleck), Sean Young (Chani), Brad Dourif (Piter De Vries), Everett McGill (Stilgar), Kenneth McMillan (Baron Harkonnen), Sting (Feyd Rautha), Max von Sydow (Kynes-Liet) e chi più ne ha più ne metta! L’unico che mi è sembrato un po’ meno azzeccato è José Ferrer nei panni dell’Emperor, secondo me dipinto in modo differente rispetto a quanto descritto nel libro. Eppure…

Eppure non si può affermare che il film di Lynch sia riuscito. Guardandolo con una certa conoscenza dei primi libri della saga di Dune se ne capisce anche chiaramente il motivo: i tagli eccessivi per la necessità di racchiudere tutto in un film impossibilmente breve hanno portato ad un prodotto paragonabile in un certo senso al The Lord of the Rings (Il signore degli anelli, 1978) di Bakshi.

In particolare, Dune si prende un’ora e venti per narrare gli eventi della prima parte del libro, venti minuti per la seconda, e una mezz’ora scarsa per la terza. Il risultato è che uno spettatore che non conosca il libro termina di vedere il film senza aver capito chi siano i Fremen o perché siano importanti, visto che nel film non viene spiegato il loro valore in battaglia né il perché del loro odio per gli Harkonnen, e il percorso di Paul tra di loro rimane solo accennato.

E a proposito di battaglie, il film non riesce minimamente a rendere l’idea né dei combattimenti corpo a corpo descritti così bene da Herbert, né della grandezza delle battaglie prima dei Sardaukar contro gli Atreides, e poi dei Fremen contro gli Harkonnen e i Sardaukar (e io che mi aspettavo lasguns, armi d’assedio, spiegazioni sul perché non si potessero usare gli scudi su Arrakis…).

E poi ci sono troppi personaggi che avrebbero avuto bisogno di più spazio e caratterizzazione e invece sembrano poco più che comparse. Sto pensando a Gurney Halleck, Kynes-Liet, lo stesso Duca Leto… e Feyd-Rautha! Quest’ultimo nel film a malapena dice qualche battuta, tanto che è impossibile capirne il ruolo, mentre nel libro è ben caratterizzato: come tutti, fa piani e manipola le persone, gli piace combattere nell’arena dello zio, insomma, è un personaggio a tutto tondo!

Detto questo, del film rimane un’ottima prima parte, degli splendidi sandworm che solcano i deserti di Dune, delle buone performance attoriali e poco più, con la seconda metà interamente da dimenticare. Che occasione mancata! Un vero peccato, perché qui si fa notare davvero la miopia dei produttori, i De Laurentiis, che avevano tra le mani un potenziale gioiello e sono riusciti a distruggerlo invece che a farlo brillare non lasciando lavorare il buon Lynch. Ciao!


Link esterni:


7 risposte a "Dune: recensione del film"

    1. Assolutamente, è un treno che deraglia in maniera devastante passata l’ora e venti. Gli ultimi cinquanta minuti sono un delirio per chi non conosca il libro, e una delusione cocente per chi lo conosca.

      In questo caso è un deragliamento di cui si conoscono bene le cause: produttori che chiesero tagli su tagli e costrinsero Lynch a riscrivere la sceneggiatura nove (nove!) volte, costringere a ridurre tutto a 130 minuti quando si sapeva benissimo essere un compito impossibile (Villeneuve ha appena ottenuto 155 minuti per portare sullo schermo metà del libro!)… è un peccato.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...