Old: recensione del film

Old è un film del 2021 scritto e diretto da M. Night Shyamalan, basato su una graphic novel di Frederik Peeters e Pierre Oscar Lévy intitolata Sandcastle (Castello di sabbia). Non mi lascerò andare a spoiler in questo mio post perché credo che andare a vedere il film senza saperne nulla aiuti a godere di più dello stesso. Però sappiate che è impresa ardua!

Io mi sono divertito guardando Old. C’è un mistero da capire, ci sono molte scene ben costruite, alcuni dialoghi interessanti, dei personaggi a cui è facile affezionarsi (pur se fin troppo didascalici). A pensarci bene, però, è anche facile individuarne vari difetti abbastanza evidenti. Da che parto?

Dai primi cinque minuti di trama. Una famiglia composta da padre (Gael García Bernal), madre (Vicky Krieps) e due figli di sei e dieci anni (Nolan River e Alexa Swinton) va a fare una vacanza in un resort di lusso su un’isola sperduta nel Pacifico. Le cose tra i due genitori però non vanno molto bene, e in più la madre sembra avere un grave problema di salute. Il secondo giorno decidono di passarlo su una spiaggia paradisiaca in cui trovano altri ospiti della residenza. E qui mi fermo! Va da sé che in quella spiaggia succederà qualcosa di molto strano, in pieno stile Shyamalan.

Cosa mi è piaciuto di Old? La regia di Shyamalan è perfetta nel trasmettere ansia sin dall’inizio con una camera che si muove sinuosa, è piena di Dutch angle (è storta, per così dire), e spesso gira a 360 gradi intorno agli attori quasi a voler disorientare lo spettatore. Ho apprezzato tantissimo il cameo del regista in cui fa… il regista di un film dentro al film, addirittura porta fisicamente gli attori sul set guidando il minibus diretto alla spiaggia! E non ho potuto fare a meno di notare il colore blu presente in tantissime scene ed oggetti chiave del film, un po’ come il rosso in The Sixth Sense (Il sesto senso, 1999) e The Village (2004). Insomma, si nota come il regista abbia curato come al suo solito molti particolari del suo film, una cura che purtroppo non ha usato per molti altri elementi.

Ho apprezzato molto anche vari dialoghi del film. Mi è sembrata azzeccata la metafora dei bimbi che hanno poche emozioni (colori) ma molto forti, mentre crescendo queste aumentano di numero ma diminuiscono di intensità. E ho trovato molto dolce l’invecchiare insieme di una coppia in cui alla fine conta l’amore, non i piccoli screzi che con gli anni si fa presto a dimenticare.

Ma ho parlato di difetti, quindi lasciate che li accenni brevemente. Ho notato un problema di continuità nella parte centrale del film in cui le azioni di alcuni personaggi mi sono sembrate slegate sia dalle loro azioni precedenti che dal contesto. Di conseguenza, alcune scene le ho trovate poco credibili, o quanto meno fuori luogo. Proprio per questo problema, credo che alcuni personaggi del film siano un po’ deboli, su tutti quelli interpretati da Aaron Pierre, Abbey Lee e Eliza Scanlen.

Un’altra cosa che non mi è piaciuta è che l’enigma lo risolva una spiegazione buttata lì un po’ a caso a circa due terzi del film. Avrei preferito che rimanesse l’alone di mistero, piuttosto che sentire qualcosa tirato fuori dal nulla (spiegazione, tra l’altro, che sembra presa pari pari dall’episodio Calma irreale della seconda stagione di The X-Files!). Il problema del voler spiegare tutto per gli spettatori con dialoghi che suonano innaturali nella bocca dei personaggi si nota anche in moltissimi altri punti del film, a dirla tutta, specialmente nel finale.

Per il resto, come detto, non posso dire di non essermi divertito. Con Shyamalan è normale aspettarsi qualche dialogo stonato o qualche personaggio poco riuscito, ma alla fine Old lo giudicherei un film interessante nonostante la sua buona dose di difetti. Non farà cambiare idea sul regista di Puducherry a nessuno, né ai suoi fan né ai suoi detrattori, ma per me merita una visione. Ciao! 


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5 risposte a "Old: recensione del film"

  1. Mi hanno ricordato dell’episodio di X-Files dove Scully e Mulder invecchiano sulla barchetta, da quando me lo hanno ricordato ho voglia di rivederlo, ma ormai dopo “Old” sono troppo vecchio per questi sforzi 😉 Cheers

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    1. Io sono proprio in pieno rewatch di The X-Files quindi quando hanno tirato fuori la spiegazionie degli ormoni stimolati dalle rocce salite dall’oceano non ho potuto fare a meno di ricordare Dod Kalm! Old di meglio ha solo il trucco per far sembrare anziani, che negli anni Novanta consisteva in aggiungere strati di gomma ai visi degli attori per farli sembrare bolsi e rugosi…

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  2. Purtroppo è uscito in un momento in cui non avevo ancora il green pass, per cui non ho potuto andare al cinema e me lo sono perso; è però sicuramente uno di quelli che intendo recuperare il prima possibile, al di là dei suoi alti e bassi Shyamalan è un regista che mi piace molto e sono curioso di vedere cosa ha fatto stavolta – anche se da quello che hai scritto sembra un suo tipico film, per cui non mi aspetto grandi sorprese in questo senso.

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      1. Ahia, allora si casca male: a me Tenet è piaciuto davvero poco, lo metto tra i peggiori di Nolan, secondo me, ma capisco il senso del discorso. Spero di riuscire a recuperarlo il prima possibile!

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