Creepshow: recensione del film

21 settembre 2021: Stephen King compie 74 anni. Un compleanno così non poteva passare inosservato qui su vengonofuoridallefottutepareti, e quindi ci uniamo a Cassidy de La bara volante e Lucius de Il Zinefilo e Italian pulp movie posters per festeggiarlo degnamente!

Creepshow è un film antologico horror del 1982 diretto da George Romero, scritto da Stephen King, e con gli effetti speciali realizzati da Tom Savini. Scusate se è poco! È anche uno dei pochi successi al botteghino del regista di New York, essendo costato 8 milioni di dollari ed avendone incassati più di 20. Lo avevo già menzionato nei miei dieci bellissimi coetanei, e finalmente è arrivato il momento di dedicargli un post intero, se lo merita!

Trattandosi di un film ad episodi, è difficile fare un riassunto della trama. Ci sono cinque storie collegate da quella di un bambino castigato dal padre a cui non piacciono i fumetti poco edificanti letti dal figlio. Il fumetto in questione si chiama proprio Creepshow, ed è dalle sue pagine che sono narrate le storie del film. Il film è infatti un dichiarato omaggio ai fumetti della EC Comics degli anni Cinquanta tra cui spicca Tales from the Crypt, poi diventato una serie TV (in Italia nota come I racconti della cripta) sul finire degli anni Ottanta.

Il tono delle storie scritte da King si sposa perfettamente con il pensiero cinematografico del grandissimo Romero ed è facile notarlo, per esempio, in episodi come Father’s Day (La festa del papà), Something to Tide You Over (Alta marea, in cui si perde l’originale gioco di parole), e They’re Creeping Up on You! (Strisciano su di te). In tutti questi casi, infatti, assistiamo alla fine prematura per morte violenta di persone ricche e disgustose, la cui ricchezza si basa inesorabilmente su azioni immorali e che sconfinano nel disumano. Non serve un genio per capire cosa pensassero Romero e King di persone del genere!

Molto divertente anche The Lonesome Death of Jordy Verrill (La morte solitaria di Jordy Verrill) in cui possiamo apprezzare le doti attoriali proprio di Stephen King, qui protagonista della storia in solitaria, e da cui possiamo intuire il suo amore per H.P. Lovecraft (è pacifico che l’episodio si ispiri al racconto The Colour Out of Space, Il colore venuto dallo spazio) e anche un certo ambientalismo che emerge nel finale naturalista (diciamo così) della storia.

A completare il film ecco The Crate (La cassa), anche questa reminescente di Lovecraft visto che si parla di una spedizione in Antartide, ma soprattutto del capolavoro di John Carpenter The Thing (La cosa, 1982) visto che in quella cassa c’è una creatura mortale e che la cassa stessa è indirizzata al signor… Carpenter! Romero i suoi amici ce li voleva tutti nel film, anche fosse solo con dei riferimenti per gli occhi più acuti!

E parlando di amici, che cast! Tanti nomi collegati a Carpenter come Tom Atkins, Adrienne Barbeau (all’epoca era ancora sua moglie), Hal Holbrook, e poi Ed Harris e anche un cattivissimo Leslie Nielsen! Insomma, questo film è veramente imperdibile, divertentissimo, ben girato, con degli effetti speciali strepitosi e fumettosissimi (è praticamente un cinecomics, pur se originale e non basato su un fumetto vero e propio), e ha pure un finale che non può far sorridere noi amanti dello horror e della speculative fiction in generale: lasciamo che i nostri figli leggano storie dell’orrore, che potranno fare di male? Anzi, potrebbero farci del male se non li lasciassimo in pace! Ciao!


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21 risposte a "Creepshow: recensione del film"

  1. Un pezzo di cuore, ho molto amato questo film da ragazzo, recuperato intorno al 1990 nella videoteca del quartiere, all’epoca in cui ero pazzo di Dylan Dog e stavo recuperando tutti gli horror che mi ero perso negli anni 😛
    Auguri, Re! ^_^

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      1. E infatti pure Dylan Dog pescò parzialmente dall’episodio con King, mixando abilmente la citazione di Creepshow con il racconto “Fiori per Algernon” di Daniel Keyes (Dylan Dog n° 23, “L’Isola misteriosa”) 😉

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      2. La Bonelli pescava a piene mani dalle cose giuste in quegli anni, era una gioia leggere Dylan Dog e compagnia e scoprire riferimenti e citazioni! :–)

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  2. Il film che mi ha fatto innamorare degli antologici horror (storia vera). Ancora oggi, che escono film tratti da fumetto ogni settimana, nessuno ha saputo essere fumettoso per davvero al cinema meglio di George “Amore” Romero e il suo amico lo zio Stevie, hai scelto un capolavoro per fare gli auguri al Re 😉 Cheers

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    1. Anche per me è stato uno dei primi film antologici e l’ho sempre portato (e lo porto tuttora) nel cuore! Romero veniva da quel gioiellino molto personale di Knighriders e qui ci ha regalato un altro filmone molto vicino ai suoi gusti e alle sue esperienze di vita di quando era giovane! :–)

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  3. Grande film al contrario del seguito orribile, di cui si salvano solo le sequenze animate.
    E infatti il terzo capitolo sarebbe dovuto essere un film d’ animazione , ma poi si è ripiegato su quella poveracciata che nessuno ricorda.
    Mai capito perché per anni, in tv , sparì l’episodio interpretato da King.

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    1. Il seguito non l’ho nemmeno mai visto, io vado per regista e se Romero ha fatto solo il primo… guardo solo il primo! X–D

      Curioso che tagliassero l’episodio con King protagonista in TV, comunque…

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  4. Il secondo un occhiata almeno la merita, per l’episodio centrale ( tratto da un racconto breve di king) e per gli intermezzi animati ( che durano parecchio e formano un episodio a parte ).
    Il terzo è da evitare.

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  5. Il bello è che l’anno scorso è uscita anche la versione a fumetti, chiudendo il cerchio con la sua ispirazione originale! Bello bello, la sorpresa più grande è stato vedere Leslie Nielsen recitare il ruolo di un cattivo, l’avevo sempre visto in ruoli comici e non me lo aspettavo proprio!

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    1. E pensare che la genialità degli Zucker brothers fu prendere un attore serio e metterlo dentro film demenziali! Risultato: ora nessuno ricorda il Nielsen serio! X–D

      La versione a fumetti funziona di sicuro, il film è praticamente un cinecomics! :–D

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    1. L’ultimo anche a me piace meno ma solo perché mi fanno effetto tutti quegli scarafaggi… Tra l’altro pare sia l’episodio costato di più perché li comprarono a 50 centesimi l’uno ed erano migliaia! X–D

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