Aeon Flux: recensione del film

Aeon Flux (per l’Italia: Aeon Flux – Il futuro ha inizio) è un film del 2005 diretto da Karyn Kusama e con protagonista Charlize Theron. Premetto che non conosco per niente la serie animata di Peter Chung su cui si basa il film e che andò in onda su MTV dal 1991 al 1995, anche perché il segnale di MTV non arrivava al mio televisore quindi mi sono perso tutte le cose innovative e cool che mandava in onda negli anni Novanta. Tutto questo per dire che ciò che leggerete sul film si basa esclusivamente su quello che mi ha comunicato il film stesso. E, lasciatemelo dire, non è che mi abbia comunicato molto…

La trama: delle scritte su schermo nero ci informano che nel 2011 un virus ha ucciso il 99% della popolazione mondiale (fortunatamente il Covid-19 non è stato così efficiente) e che, 400 anni dopo, i cinque milioni di persone rimaste vivono ora in una roccaforte chiamata Bregna circondata da un mondo in cui la natura sta prosperando. Ci informano anche che una sola famiglia (Goodchild) ha regnato per tutti questi anni e che ci sono dei ribelli che vogliono prendere il potere, i Monicans, visto che il regime è dittatoriale e molte persone sono sparite senza lasciare traccia.

Poi facciamo conoscenza con la protagonista, Aeon (Charlize Theron), che è lei stessa una Monican e compie missioni incredibili avendo capacità atletiche fuori dal comune. Poco dopo, ecco la missione che stava aspettando: uccidere il presidente Trevor Goodchild (Marton Csokas). Ci riuscirà?

Già qui si dovrebbe capire uno dei problemi del film: tutte queste cose che ci vengono raccontate in due minuti potevano essere introdotte in maniera molto più interessante invece di essere raccontate nel modo più banale possibile. E così come il mondo non viene presentato né sviluppato, anche i personaggi sono poco più che macchiette. La sorella di Aeon, Una (Amelia Warner), la vediamo in una scena dialogando con Aeon (uno dei dialoghi meno ispirati e recitati peggio che mi siano capitati di vedere recentemente) prima di morire tragicamente per dare una motivazione alla protagonista. Solo che la tragedia non arriva perché noi spettatori non conosciamo né Aeon Una!

Purtroppo questo problema di narrazione pervade tutto il film che va avanti tra dialoghi che vogliono sembrare misteriosi ma risultano soltanto noiosi e scene d’azione girate male. Perché girate male? Mille tagli rapidi che impediscono una qualsiasi comprensione di cosa stia succedendo,con attori che sono chiaramente incapaci di un qualunque stunt degno di nota, ed accompagnate da suoni ridicoli che sembrano usciti da un cartone della Looney Tunes (Sguish! Swoosh!).

Tutto fino all’inevitabile spiegone di metà film che chiarifica cosa fosse che non quadrava nelle vite dei cittadini di Bregna. Lo chiarisce, certo, ma la forza della rivelazione è quasi nulla perché noi della vita di Bregna abbiamo visto poco e niente, visto che né gli sceneggiatori (Phil Hay e Matt Manfredi) né la regista hanno provato a dare sostanza alla storia. Ma come pretendere che il mondo e i personaggi secondari risultino interessanti quando nemmeno i personaggi principali lo sono? Le varie Freya (Caroline Chikezie) e Sithandra (Sophie Okonedo), per non fare troppi altri nomi inutili, sono esseri bidimensionali di cui non sono note motivazioni né background. Insomma, non c’è niente di appassionante in Aeon Flux, che riesce ad essere macchinoso, lento e ripetitivo pure coi suoi soli 90 minuti di durata.

E con questo non voglio dire che l’idea alla base della storia non fosse promettente, anzi, tratta dello scopo della vita e di rivoluzione (con un messaggio finale che mi sembra preso pari pari dalla graphic novel di Nausicaa di Hayao Miyazaki: sovvertire l’ordine esistente e preconcepito per poter andare avanti). Ma con uno sviluppo come quello del film si fa fatica ad appassionarsi, purtroppo. Non consiglieri la visione di questo film a nessuno, tanto più che gli effetti speciali digitali del 2005 non sono invecchiati affatto bene… ciao!


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14 risposte a "Aeon Flux: recensione del film"

  1. Probabilmente questo è l’unico film che non mi è piaciuto di Karyn Kusama. È una regista che adoro tantissimo e di cui consiglio di vedere The Invitation. Io ho visto il cartone e ti posso assicurare che era qualcosa a livello visivo e narrativo davvero fuori da ogni schema. Questo film purtroppo è stato vittima di una produzione che non sapeva dove voleva andare a parate e non sapeva come mettere in scena un’opera così complessa. Mi dispiace solo che a farne le spese sia stata la Kusama.

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      1. Sono molto serio a riguardo, guarda The Invitation! Questa regista è molto brava, Aeon Flux è solo stato il suo vero passo falso. Inoltre ha anche diretto Jennifer’s Body che inizialmente sottovalutai ma che ora ho rivalutato molto positivamente.

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  2. Aeon Flux cartone ogni tanto lo vedevo su MTV ma più che la trama (che infatti non ricordavo minimamente!) mi intrigava la protagonista perennemente semi-nuda. E così per farne un film hanno scelto una protagonista… TUTTA completamente vestita! Perché scelgono di fare film con argomenti che non possono trattare, tipo la nudità? Anche perché all’epoca Charlize aveva appena compiuto 30 anni e non si scappa, c’è la regola obbligatoria di Hollywood: appena compi 30 anni… devi vestirti completamente di pelle nera. Resident Evil, Underworld, Matrix, tutte donne trentenni completamente rivestite di pelle nera, non si scappa 😀
    “Aeon Flux” l’ho visto all’epoca e lo considerai uno dei film più brutti della storia del cinema, ma è anche vero che non conoscevo ancora la potenza della Z quindi oggi magari sarei meno assoluto, ma rimane comunque una roba inguardabile, e infatti nessuno la cita mai parlando dell’attrice: tutti a citare “Monster” come se la Theron fosse nata con quel film!
    Pensa che mesi fa ho trovato su bancarella il DVD di “Aeon Flux” e l’ho preso (veniva 1 euro) pronto a dargli un’altra possibilità… e invece il disco è rovinato e non si vede! Pure al DVD fa schifo ‘sto film 😀

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    1. Effettivamente ho visto delle immagini del cartone e la tizia è in mutande… Charlize è molto più stilosa nell’uniforme da trentenne a Hollywood!

      Comunque si, c’è molto di peggio, ma sto film è una ciofeca…

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  3. Estrema sintesi da parte mia:
    1) Karin Kusama E’ in gamba, dalle un’altra possibilità…
    2) La serie di Peter Chung E’ di certo molto meglio del film (pur riconoscendo e apprezzando il coraggio per averci almeno provato) 😉

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  4. Nonostante abbia appena letto la storia nella tua recensione ho un vuoto totale. Cioè, ho sicuramente visto il film, perché ricordo che lo noleggiai, ma molto probabilmente non arrivai nemmeno a fine visione, proprio perché era una pellicola mal fatta, dove tutto accadeva a caso e le scene d’azione erano montate in un modo delirante.

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