Modena City Ramblers: un post musicale

I Modena City Ramblers sono un gruppo che ho ascoltato tanto in gioventù sia da CD che andando ai loro concerti quando capitavano in zona, e poi ho progressivamente dimenticato. Ultimamente mi è capitato di rimettere su qualche loro album e li ho apprezzati non come un tempo, forse, ma almeno mi sono trovato a pensare che la loro musica avesse un senso, e anche una collocazione temporale e politica ben precisa.

I Modena hanno attraversato tanti stili differenti e i loro cambi di formazione sono troppi per essere ricordati. Quello fondamentale, credo, è quelli legato all’uscita (nel 2005) di Cisco, il carismatico cantante che insieme ai suoi primi compagni fondò il gruppo nei primi anni Novanta. La sua voce e il suo modo di cantare sono sicuramente inconfondibili e senza dubbio per me lui è sinonimo di Modena City Ramblers in tutto e per tutto.

Tanti stili, dicevo. Il primo album, Riportando tutto a casa, uscito nel 1995 e contenente parte del materiale della demo Combat Folk dell’anno precedente, è di fatto un album di musica irlandese composto dopo un viaggio sull’Isola di Smeraldo fatto dalla band che saccheggiò tutto il saccheggiabile dal repertorio popolare irlandese. Pure il nome del gruppo! I Dublin City Ramblers erano arrivati prima dei Modena!

Quando feci un viaggio di un mese in Irlanda nel lontano 2001 negli autobus mi capitò spesso di sentire canzoni su cui potevo canticchiare i testi dei Modena City Ramblers che le avevano, diciamo così, omaggiate. Certo, c’erano sonorità rock e punk a rendere il tutto qualcosa di più di un semplice plagio, ma l’influenza celtica era innegabile (i Modena nacquero facendo cover dei Pogues…). Sempre su questa stessa linea, i Modena mantennero una certa relazione tra viaggi e musica con molti degli album seguenti che li fecero arrivare su sonorità latinoamericane. Penso a Terra e libertà e Cent’anni di solitudine del 1997 e del 1998, e Radio Rebelde e ¡Viva la vida, muera la muerte! del 2002 e del 2004. Per non parlare delle altre varie influenze tra cui suoni africaneggianti o balcanici!

Ammetto che ho smesso di seguirli dopo l’uscita di Cisco, come risulterà chiaro anche quando scriverò dei concerti dei Modena a cui ho assistito. Il me diciottenne fu colpito dall’energia della loro musica e dai testi impegnati che includevano anche cover imponenti come Bella ciao e Contessa. I primi anni di vita della band erano anni politicamente tumultuosi tra con la fine della prima repubblica, la globalizzazione, i Social forum… E credo che parte del successo dei Modena derivi anche da quel clima, ma anche musicalmente non si può negare che fossero un’ottima band dal vivo e che sapessero intrattenere il loro pubblico molto bene.

Personalmente li ho visti tre volte. La prima è difficile da dimenticare: Follonica, 21 luglio 2001. A metà concerto, Cisco comunica al pubblico la notizia di un morto nelle manifestazioni di Genova contro il G8. Ricordo ancora che disse “Speriamo non ce ne siano altri“. Poi scrissero una canzone su Carlo Giuliani (La legge giusta)… In ogni caso, gran concerto: tanti componenti del gruppo sul palco, moltissimi polistrumentisti, sonorità inusuali per quelli abituati alle classiche formazioni rock chitarra – basso – batteria, si notava che i Modena erano animali da palcoscenico. 

La seconda volta fu l’anno successivo a Rispescia, durante Festambiente, il 19 agosto 2002. Simile al concerto precedente, dopo un’ora Cisco si arrabbiò di brutto con un ragazzo un po’ esagitato che voleva salire sul palco. Forse per calmare Cisco stesso, gli altri cominciarono a suonare Bella ciao e il concerto andò avanti (e come sempre ci fu il momento “Su le mani, sempre su le mani con Bella ciao!“, ma ebbi l’impressione che tagliarono qualcosa dalla scaletta per l’incidente.

Il 15 agosto 2004 tornai a sentirli ancora una volta a Festambiente e nonostante la loro qualità non fosse minimamente diminuita (e parlai pure con un Cisco super disponibile al banchetto del merchandising prima del concerto), non mi godetti molto il concerto il cui pubblico era composto per lo più da adolescenti con cui non mi identificavo molto.

Infine, il 7 giugno 2006 vidi un concerto molto intimo del solo Cisco nel cortile della Facoltà di Lettere dell’Università di Siena. Voce e chitarra, chiedeva a noi presenti che tipo di canzoni volessimo e ricordo bene che la risposta era immancabilmente “Qualcosa di allegro!“, e lui rispose suonando solo le canzoni più spensierate del suo repertorio, anche se si notava come gli sarebbe piaciuto anche fare anche qualcosa di più serio, diciamo così. Grande serata, comunque, la ricordo con grande piacere e ricordo di pensare come già nel 2006 i giovani avessero meno voglia di cose impegnate e lotte civili rispetto anche solo a pochi anni prima. E ora che la tendenza è continuata, ai giovani non sembrano quasi più importare temi come la giustizia sociale o le lotte per i diritti per le minoranze più colpite dalle ingiustizie… ma forse sono solo io che sto diventando vecchio e burbero!

Se conoscete i Modena, comunque, capirete queste mie parole perché sapete che con il loro repertorio non si nascondevano di certo dall’attivismo politico. In tempi di Maneskin (un gruppo costruito a tavolino e privo di qualsiasi originalità musicale), sembra quasi assurdo pensare che canzoni come Bella ciao, Quarant’anni o Contessa avessero un successo tale da entrare nelle classifiche di vendita. Ciao! 

PS: ecco un po’ di ricordi dei concerti di cui ho scritto sopra:


4 risposte a "Modena City Ramblers: un post musicale"

  1. Cosa mi tiri fuori Sam! Sono stata per tanti anni in fissa totale per i MCR! Avevo tutti i cd, la t-shirt, andavo ai concerti… ho ancora l’autografo di Cisco! Ammetto che, a riascoltarli adesso, mi rendo conto che tanti testi di canzoni più politiche e impegnate nemmeno li capivo del tutto, ma altre canzoni più leggere mi sono molto care (e le ascolto in macchina, e le canto ai miei figli) ancora oggi, come Remedios la Bella, Il Violinista, le lucertole del Folk… Grazie, grazie di cuore per aver condiviso questi tuoi bei ricordi!

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    1. Grandissima! Anche io canto canzoni dei Modena al mio piccolo, e potrei aggiungerci Remedios la bella effettivamente! Dal vivo erano davvero bravi (probabilmente lo sono ancora, ma io non li vedo da più di 15 anni), e hanno tante canzoni a cui pure io sono affezionato. Ce ne fossero di gruppi italiani così! :–)

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  2. Mi hai “sbloccato un ricordo”! Anche io da ragazzina li ascoltavo parecchio, poi li ho progressivamente abbandonati e non sento un loro pezzo da anni credo. Però mi è tornata la voglia di rispolverarli con questo post.

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