The X-Files – S03E05, La lista

La lista (finalmente viene rispettato un titolo originale, che in questo caso era The List) è un episodio peculiare sotto molti aspetti. Prima di tutto è scritto e diretto da Chris Carter in persona. Secondo, tratta di temi sempre attuali come il sistema carcerario, la pena di morte e il trattamento degli afroamericani nel sistema giudiziario statunitense (e ci possiamo aggiungere la brutalità della polizia: le guardie del carcere massacrano di botte uno dei prigionieri che, guarda un po’, è afroamericano). Terzo, Mulder e Scully se ne vanno con un pugno di mosche non avendo capito niente di ciò che è successo. E, a proposito di mosche, se ne vedono parecchie, così come larve e vermi vari!

La premessa è quanto di più semplice si possa immaginare: Napoleon Neech Manley (Badja Djola – e io leggo il suo nome come un omaggio al Napoleon Wilson di Assault on Precinct 13, Distretto 13: Le brigate della morte, 1976) dopo undici anni di prigione viene ucciso sulla sedia elettrica e prima di morire giura vendetta, dice che tornerà dal mondo dei morti e cinque persone pagheranno con la vita per quello che gli hanno fatto.

Quando effettivamente muore una delle guardie che lo aveva maltrattato, ecco Mulder e Scully ad indagare (dopo un grande classico di The X-Files: una serie di diapositive che fanno tanto anni Novanta!). Solo che l’ambiente carcerario è tremendo, claustrofobico e pieno di persone poco piacevoli, a partire dal direttore Brodeur (J.T. Walsh). Le indagini però procedono e ben presto si scopre che Neech era ossessionato con la reincarnazione: che sia davvero tornato a vendicarsi? A Scully viene rivelata (da una delle guardie, Parmelly, Ken Foree) l’esistenza di una lista delle cinque persone condannate a morte da Neech, una lista che non viene rivelata da nessuno dei due prigionieri che la conoscono (Speranza e Roque, interpretati da John Toles-Bey e Bokeem Woodbine).

Le morti continuano, con una seconda guardia decapitata (Fournier, Mitchell Kosterman) e poi con lo stesso Roque trovato ucciso a suon di botte nelle docce. Mulder però capisce subito che quest’ultimo non era nella lista, anche perché sui cadaveri delle due guardie si erano rapidamente sviluppati dei vermi mentre su quello di Roque non era accaduto. L’inevitabilità del susseguirsi degli eventi sembra la chiave di lettura di questo episodio. Non c’è niente che Mulder e Scully possano fare per fermare gli omicidi, possono solo scoprire tardi i cadaveri (come quello del boia, Bruce Pinard) o ragionare tra di loro su cosa stia accadendo, senza però riuscire a capirci niente.

Così come non c’è niente che si possa fare, sembra dirci Chris Carter, per evitare che le carceri siano piene di afroamericani che non hanno potuto difendersi dignitosamente nei processi, o che ci siano maltrattamenti in luoghi costruiti per segregare delle persone che diventano presto alla mercé di altre persone, però armate. E a proposito di quei luoghi, il set costruito per La lista è davvero impressionante, si nota che non si badò a spese! La sezione della prigione fu costruita dal nulla e si arrivò ad avere tre piani di edificio modulari e tutti utilizzabili, che infatti furono riutilizzati anche successivamente nella serie.

Bella anche la fotografia che si concentra su un paio di colori, su tutti il verde, ed esageratamente efficaci gli effetti speciali, con i cadaveri che rigurgitano vermi che fanno davvero accapponare la pelle. Insomma, gran bell’episodio, che volendo possiamo addirittura relazionare ai recenti fatti di cronaca del #BlackLivesMatter dato l’episodio del pestaggio di Roque ad opera del direttore e di due guardie caucasiche.

Più in generale, possiamo dire che poco è cambiato nel sistema carcerario statunitense negli ultimi venticinque anni, ed è interessante che una serie come The X-Files abbia voluto far sentire la sua opinione (non dovrebbe stupire, basti pensare ad altri episodi che vertevano su temi d’attualità come Morte nell’oscurità, Misteri vodoo La nostra città). Ciao! 

PS: Nonostante il tono dell’episodio sia davvero scuro (anche il personaggio della moglie di Neech interpretato da April Grace è estremamente tragico), Mulder riesce a piazzare una delle sue battute quando parlando di vendetta e di liste chiede conferma a Scully di non essersi dimenticato il suo compleanno quest’anno.


Episodio precedente: Previsioni

Episodio successivo: Liposuzione


14 risposte a "The X-Files – S03E05, La lista"

      1. E nel suo momento di massimo splendore fu pure oggetto di iniziative cinematografiche dedicate: non sto parlando del film del ’98, ma bensì delle quasi contemporanee maratone notturne programmate in sale italiane selezionate… episodi no-stop su grande schermo, proiettati partendo la sera per arrivare fino al mattino successivo (peccato non esserci potuto andare, ai tempi)… in pratica dal tramonto all’alba, per dirla alla Tarantino 😉
        Tornando a “La lista”, ci troviamo senz’altro di fronte al Chris Carter dei momenti migliori, capace di mixare nelle giuste dosi mistero (la reincarnazione), raccapriccio (le vittime della soprannaturale resa dei conti) e denuncia sociale (le crudeltà e gli abusi del sistema carcerario USA, in special modo nei confronti di chiunque non abbia avuto la grande fortuna di nascere con il “giusto” colore della pelle)…

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      2. Eh sì, hai proprio ragione, il tema è intrigante e il mistero pure, la perfetta combinazione!

        Belle le maratone The X-Files! Nel mio paesino di provincia cose così non si sono mai viste, purtroppo (era già un miracolo che ci fossero due cinema monosala), però la serie si prestava sicuramente ad essere proiettata sul grande schermo!

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    1. Il meccanismo che produce le morti proprio delle persone della lista Mulder e Scully non lo capiscono (e resta misterioso anche per noi spettatori), però si rendono conto di quali delitti sono legati a Napoleon e quali no, per esempio! :–)

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