Halloween II: recensione del film

Non ho potuto smettere di ridere quando ho scoperto il titolo italiano di questo film: Il signore della morte. Ma perché? E ho capito che riprende una frase all’interno del film, ma come faceva la gente a capire che era il seguito di Halloween (Halloween – La notte delle streghe, 1978)? Solo successivamente, ho letto, è stato distribuito col titolo Halloween II – Il signore della morte. Ma sorvoliamo su queste storie tutte italiane e andiamo a parlare del film.

Halloween II uscí nel 1981, tre anni dopo il leggendario film di John Carpenter, e fu diretto da Rick Rosenthal. Carpenter comunque ci lavorò non poco, un po’ per la colonna sonora, un po’ per la produzione, e soprattutto scrivendo la sceneggiatura insieme a Debra Hill. Da allora zio John non ha perso occasione per parlar male del film e della sua stessa sceneggiatura, ma in realtà il film non è così pessimo, secondo me (fu anche un lavoro che fece malvolentieri e solo per i soldi, visto che secondo lui le cose da dire erano finite col primo film). Halloween II riprende esattamente dal finale di Halloween (addirittura riusandone alcune scene) e segue da una parte Laurie Strode (Jamie Lee Curtis) in ospedale braccata da Michael Myers, e dall’altra il dottor Loomis (Donald Pleasence) che tenta di trovarlo per ucciderlo in qualche modo, nonostante si sia capito che le pistolettate non possono fermarlo, ma solo ferirlo. Il film si svolge nella notte di Halloween, quindi, e termina all’alba del giorno dopo.

Rosenthal alla regia fece di tutto per riprendere e rispettare il lavoro di Carpenter, devo dire con buoni risultati. Ci sono tante scene in soggettiva girate con la Panaglide usata nella scena iniziale di Halloween, tante altre girate con dolly, ci sono jump scare ma senza esagerare, e si nota la cura con cui furono composte molte scene in cui accadono cose sullo sfondo più che in primo piano (come un inquietante Michael Myers che cammina senza che nessuno lo veda, per esempio), proprio come nel primo film. Aiuta anche che praticamente tutti i tecnici fossero gli stessi del primo film, pure il direttore della fotografia: Dean Cundey.

Forse quello che non riesce a fare questo film è creare dei personaggi che riescano a restare impressi. Nell’ospedale dove si svolge quasi tutta l’azione vediamo muoversi (e morire) parecchie persone: la guardia interpretata da Cliff Emmich, il dottore interpretato da Ford Rainey, la coppia di infermieri formata da Leo Rossi e Pamela Susan Shoop, il giovane che si innamora di Laurie (Lance Guest)… ma probabilmente nessuno ha abbastanza tempo per svilupparsi e riuscire a risultare memorabile. E anche se ci sono degli omicidi che restano impressi (su tutti, quello dell’infermiera interpretata da Tawny Moyer), Michael Myers non fa altro che camminare lentamente verso le sue vittime con dei coltelli di varie forme in mano, esattamente come nel film precedente. Forse aveva ragione Carpenter a pensare che il suo personaggio non si prestasse ad un seguito, figuriamoci ad un’intera saga!

Halloween II fu comunque un successo al botteghino, incassando dieci volte il suo budget di 2.5 milioni di dollari, ma fu massacrato dalla critica per essere una semplice ripetizione del primo film (che si aspettavano da un sequel di uno slasher se non un altro slasher?). Visto a quasi quaranta anni di distanza, io non l’ho trovato così pessimo, ed è certamente superiore a moltissimi dei film che hanno provato ad imitare Halloween, a partire da Friday the 13th (Venerdì 13, 1980). Però una cosa va detta: la parrucca di Jamie Lee Curtis non si può guardare. Ciao!

PS: qualcuno un giorno mi spiegherà perché c’è Dana Carvey che appare di spalle per qualche secondo in un ruolo in cui non deve nemmeno parlare praticamente all’inizio del film.



21 risposte a "Halloween II: recensione del film"

  1. No Carpenter no party. Senza la sua regia questo film perde tantissimo di tensione rispetto al capostipite, gli voglio bene ma per assurdo preferisco rivedermi il terzo, che almeno ha più personalità. Cheers!

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    1. Ai livelli di Carpenter regista qui non ci arriviamo minimamente, ma mi piace pensare come Rosenthal in ogni inquadratura tentasse di rispettare almeno le intenzioni del Maestro…! :–)

      Il terzo è un classico guilty pleasure, ci arriverò anche io qui su vengonofuoridallefottutepareti… :–D

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      1. Certamente sì! E, comunque, in questo sequel Michael Myers ha ancora quell’alone di mistero non-umano che perderà progressivamente nei film successivi (tra le altre non buone cose, ansiosi di spiegare -troppo- la natura del personaggio), dal quarto in poi…

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      2. Stesso errore che ha fatto pure Rob Zombie nella prima metà del suo remake… Non bisogna spiegare Myers, è il male e basta, come dice anche il peggior psichiatra della storia, il mitico Dr Loomis!

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      3. Esattamente (Zombie poi l’ha “umanizzato” troppo, laddove il Myers di Carpenter rappresentava un male al di là dell’umana comprensione)…

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  2. Questo seguito non è pessimo, è un buon slasher anche se non riesce a raggiungere i livelli meravigliosi del primo. Ha dei personaggi tremendi, ma alla fine riesce a intrattenere dall’inizio alla fine e ha anche delle scene niente male. Personalmente il mio seguito preferito della saga di Halloween è sempre stato uno solo: H20. Quello è un film da amare.

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      1. H20 si collega a questo secondo capitolo. Quindi se vuoi evitare di vedere il sesto capitolo (cielo che orrore) salta pure XD
        Penso che poi Carpenter detestasse questo capitolo perché fu costretto a scriverlo. O faceva la sceneggiatura del film o The Fog non avrebbe mai visto la luce.

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      2. Si, zio John racconta che fu un processo doloroso quello della scrittura della sceneggiatura, ogni giorno si sedeva lì con un six pack di birre e provava ad andare avanti… no, non lo ricorda con piacere, credo si possa dire senza tema di essere smentiti! X–D

        E non sapevo di H20 in continuità col II, questo aumenta le chance che me lo guardi! Grazie!

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  3. I just watched Halloween Kills, and it is essentially a reworking of the 1981 sequel (once again, Jamie Lee Curtis spends the entire movie laying down in hospital bed). Anyhow, Halloween 2 plays more like an epilogue than an actual sequel. The film has no structure. But it’s pretty entertaining.

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    1. Originality is not the strongest point of the sequels, apparently! I mildly enjoyed Halloween (2018), but apart from Carpenter’s score I didn’t notice anything particularly great in it.

      As for Halloween II, I think that Mr Carpenter himself would agree with you, he’s always been very critical of that movie. But I also found it decent!

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