The X-Files – S03E07, Fuori dal corpo

The Walk (in italiano: Fuori dal corpo, tanto per regalare spoiler sin da subito) è un episodio che ancora una volta tocca temi scottanti e ci costruisce sopra una storia horror che vediamo attraverso gli occhi di Mulder e Scully. La sensazione, però, è che molte delle scelte narrative dell’episodio siano state fatte più per scioccare lo spettatore che per creare una storia coerente dall’inizio alla fine, tanto che nel finale mi sono domandato il perché di alcuni aspetti della trama.

Ed eccola, questa trama. In un ospedale militare pieno di reduci della Prima Guerra del Golfo, il tenente colonnello Víctor Stans (Don Thompson) ha già tentato di suicidarsi più volte ma non c’è mai riuscito. Sostiene che ci sia qualcuno che gli impedisce di morire ed effettivamente prima della sigla lo vediamo immergersi in una vasca di acqua bollente ma viene salvato da qualcosa di incorporeo (che talvolta gli appare come un soldato, come lo stesso Stans spiega a Mulder e Scully qualche giorno dopo).

Una particolarmente combattiva Scully esige delle spiegazioni dal generale Callahan (Thomas Kopache) che sembra il classico uomo tutto d’un pezzo che vuole il bene dei suoi uomini. Ci sono stati vari incidenti recentemente che hanno visto morire le famiglie di alcuni dei pazienti e per Scully il generale sta proteggendo gli ex-soldati che, a causa dello stress post-traumatico, sono diventati pericolosi per sé stessi e per chi gli sta vicino. Ma la verità è più complicata di così…

Fuori dal corpo parla quindi apertamente di soldati traumatizzati in tempi in cui il governo americano non aveva ancora ammesso l’esistenza della cosiddetta Sindrome della Guerra del Golfo che si pensa abbia colpito tra il 25 e il 34% dei quasi 700mila soldati statunitensi mandati a combattere le truppe irachene dopo che invasero il Kuwait nel 1990. Come accenna Mulder nell’episodio, chissà a quali agenti tossici furono esposti quei soldati per uscire così male da quella campagna militare…

C’è una certa tristezza nella storia scritta da John Shiban (e diretta dal solito Rob Bowman) in cui vediamo queste persone tormentate da ciò che hanno fatto in guerra, mutilate a causa dei combattimenti, e con seri disturbi mentali. Inoltre, l’antagonista Leonard “Rappo” Trimble (Ian Tracey) è una persona amara ed arrabbiata e non esita ad usare un suo ex-commilitone (Quinton “Roach” Freely, Willie Garson) per i suoi loschi scopi.

E qui la trama scricchiola un po’ perché non è chiaro il collegamento tra le lettere personali ricevute via posta e gli attacchi dell’essere incorporeo governato da Rappo (probabilmente una versione eterea di Rappo stesso). Anche l’indizio delle lastre dentali radioattive di Mulder non l’ho mica capito… È anche un po’ difficile da credere che Rappo sia sempre in grado di entrare in trance ogni volta che il povero Stans prova a suicidarsi! Per il resto, il piano di mantenere in vita i suoi commilitoni distruggendo le loro vite in modo che soffrano come sta soffrendo lui fa di Rappo un antagonista davvero malvagio fino al midollo, uno dei più cattivi incontrati fino ad ora negli X-Files. Certo, avrebbe dovuto dirigere la sua rabbia e la sua vendetta verso chi li ha mandati in Iraq, visto che i commilitoni non erano certo i responsabili di quella guerra! 

Il monologo finale di Mulder non è particolarmente significativo, ma pare che fu cambiato all’ultimo dalla Fox perché quello originariamente pensato da Shiban era ben più pungente rispetto al tema della guerra e dei soldati tornati con seri problemi mentali e fisici. Infine, è impossibile non notare una notevole somiglianza con La lista, sempre della terza stagione, dove un essere incorporeo (stavolta però dalle fattezze di un recentemente deceduto) faceva strage delle persone che lo avevano trattato male in vita. Insomma, non il miglior episodio monster-of-the-week di questa stagione, o dell’intera serie fino ad ora, anche se il mostro c’è eccome (uccide anche un bambino in un modo terribile, soffocato sotto un muro di sabbia), e tra l’altro è stato creato da una guerra, ovvero la creazione più mostruosa dell’umanità. Quindi anche qui ci sono cose non certo da buttare via. Ciao! 


Episodio precedente: Liposuzione

Episodio successivo: Rapimenti


6 risposte a "The X-Files – S03E07, Fuori dal corpo"

      1. Sì, anch’io credo che Shiban abbia avuto tutto fuorché le mani libere di scrivere quella storia DAVVERO antimilitarista che avrebbe voluto portare in scena. Il Rappo di Ian Tracey eccelle nella sua “astrale” e incorporea malvagità, senz’altro, rimanendo allo stesso tempo un’occasione sprecata per il potenziale di denuncia (nei confronti della guerra e i suoi orrori) insito nel personaggio: l’incoerenza di fondo insita nel prendersela con chi, come lui, era stato costretto a eseguire gli ordini e non con chi li aveva impartiti, contribuendo di fatto alla sua attuale condizione, sarà pure stata funzionale alle direttive “patriottiche” della Fox ma, di certo, ha tolto forza a quello che poteva essere un autentico messaggio di dura condanna…

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