The X-Files – S03E08, Rapimenti

Una ragazzina di appena 13 anni, Amy Jacobs (Jewel Staite), viene rapita nella notte dalla sua stanza da letto. Contemporaneamente, a venti miglia di distanza, una trentenne di nome Lucy Householder (Tracey Ellis) ha una specie di attacco epilettico, blatera parole senza senso e perde sangue. Solo che il sangue che perde è quello della piccola Amy, e le parole che dice sono quelle dette dal rapitore (così come riportate dalla sorellina di Amy che si trovava nella stanza). Se questo fa sì che l’agente a capo delle indagini Walter Eubanks (Ken Ryan) sospetti immediatamente di Lucy come complice del rapitore, Mulder è di tutt’altro parere. Lucy infatti più di venti anni prima fu rapita e rimase cinque anni nelle mani del suo rapitore prima di riuscire a scappare. Mulder è convinto che si tratti dello stesso squilibrato e che ci sia una connessione tra Lucy e Amy che potrebbe portare al ritrovamento della piccola.

Questa è l’inizio della trama di Oubliette (Rapimenti è il poco ispirato titolo italiano), ottavo episodio della terza stagione di The X-Files e uno dei migliori visti fino ad ora, a mio modesto parere. Pur essendo una storia autoconclusiva, si incastra alla perfezione nella continuità della serie in quanto Mulder lavora a questo caso con un trasporto emotivo fortissimo dato il suo passato di testimone del rapimento della sorella che non è mai più stata ritrovata. Quando la madre di Amy (Sidone Boll) dice a Mulder che non può capire cosa lei stia vivendo, lui si trattiene con grande professionalità ma si vede come in realtà possa capire eccome l’angoscia e la preoccupazione vissute dalla madre. Lo si capisce sia dalla splendida interpretazione di David Duchovny in quella stessa scena, sia da un dialogo tra Scully e Mulder in cui il secondo difende il diritto a che le sue azioni non derivino tutte da un singolo fatto avvenuto quando era adolescente (pare che Duchovny abbia improvvisato quel discorso, quindi ancora una volta non posso che complimentarmi con lui per la sua bravura e per quanto avesse compreso a pieno la natura del suo personaggio).

Ma se l’incipit della puntata è notevole, non è da meno la sua seconda parte con l’inevitabile corsa contro il tempo per trovare il rapitore (interpretato da un inquietantissimo Michael Chieffo) e salvare Amy da un destino tremendo. Il finale, pur se ad un certo punto ampiamente prevedibile, è comunque davvero emozionante e, ammetto, mi ha fatto versare più di una lacrima.

Se è facile preoccuparsi per la giovane adolescente rapita, infatti, non era così scontato che ci fosse un altro personaggio incredibilmente tragico nell’episodio con cui empatizzare. Quel personaggio è Lucy, una persona inevitabilmente segnata da un episodio drammatico che le ha tolto cinque anni di infanzia e ha condizionato tutto il suo modo di vivere e le scelte che a ha fatto successivamente. Ho trovato questo personaggio particolarmente ben scritto anche perché di storie orribili come questa purtroppo ne sono venute alla luce parecchie quindi c’è un certo realismo in questa puntata che va al di là dell’immancabile elemento soprannaturale che ne fa un X-File.

Il caso statunitense più vicino in termini di tempo alla storia di Oubliette è forse quello della piccola Polly Klaas, mentre qui in Europa il primo che ricordo è quello dell’austriaca Natascha Kapusch. The X-Files fa un lavoro straordinario nel ricreare un fatto di cronaca del genere e crearci su una sua classica storia rispettando la serietà del tema e costruendo personaggi assolutamente realistici.

Ma non solo la storia è ottima: come detto, Duchovny offre una performance eccezionale, la colonna sonora di Mark Snow è come sempre perfetta e la regia di Kim Manners (regista che ha firmato moltissimi episodi di The X-Files ma che è passato anche da Star Trek: The Next Generation) funziona alla grande coadiuvata da una fotografia giustamente molto scura. Insomma, non c’è niente che non funzioni in questo splendido Oubliette! Ciao! 


Episodio precedente: Fuori dal corpo

Episodio successivo: Autopsia di un alieno I


5 risposte a "The X-Files – S03E08, Rapimenti"

  1. Dato che su questo degnissimo episodio mi pare tu abbia detto tutto quello che (giustamente) c’era da dire, io mi limito soltanto a segnalare nel cast la presenza di una giovanissima attrice di “fantastiche” speranze e cioè Jewel Staite (qui nel ruolo di Amy), futura star della tanto brillante quanto sfortunatamente breve serie “Firefly” nonché, successivamente, delle stagioni conclusive di “Stargate Atlantid” 😉

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    1. Grazie mille! Firefly non la conosco, per non parlare di Stargate… ci sono tante serie di sci fi di cui vorrei sapere di più, ma il tempo a disposizione è quel che è! :–)

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