Clue: recensione del film

Clue (Signori, il delitto è servito) è una commedia del 1985 scritta diretta da Jonathan Lynn. La storia viene accreditata allo stesso Lynn e a John Landis, e la produttrice è niente meno che Debra Hill. E con attori del calibro di Tim Curry e Christopher Lloyd, non si può dire che non ci siano grandi nomi coinvolti!

Si dice che sia il primo film tratto da un gioco in scatola (in Italia conosciuto col nome Cluedo) e il dettaglio e la cura dei particolari con cui sono stati rispettati molti degli elementi del gioco è in effetti notevole. Si ritrovano infatti i nomi dei personaggi, i colori delle loro pedine (gli stessi delle macchine con cui ognuno arriva alla villa), le stanze dove si svolge la trama, le armi del delitto…

Eppure per me questo è un classico caso in cui la somma dei talenti coinvolti non dà un risultato all’altezza delle aspettative. Il problema principale, secondo me, è una trama che alla fine risulta essere poco più che una scusa per far muovere i personaggi per la casa. Wadsworth il maggiordomo (Tim Curry), Mrs. Peacock (Eileen Brennan), Mrs. White (Madeline Kahn), il professor Plum (Christopher Lloyd), Mr. Green (Michael McKean), la sensuale Ms. Scarlet (Lesley Ann Warren) ed il seno prorompente di Yvette (Colleen Camp), solo per nominarne una parte, interagiscono tra di loro in un’atmosfera surreale in cui molti dei dialoghi non hanno alcun senso e in cui si introducono tantissimi elementi solo per poter giustificare l’esistenza di ben tre finali differenti (che in realtà erano addirittura quattro – il quarto, giudicato troppo macabro, fu eliminato).

Molti dettagli funzionano con una delle spiegazioni finali ma si perdono in un’altra, in un gioco che nella mente dei creatori del film doveva portare le persone al cinema più volte per scoprire soluzioni alternative, ma che in realtà non appassionò proprio nessuno: il film, infatti, fu un flop al botteghino. Come detto, quindi, non si può dire che l’intreccio funzioni. Non mi ha sorpreso nemmeno un po’ scoprire che l’immenso Tom Stoppard lavorò per un anno alla sceneggiatura ma poi, incapace di scriverne una convincente, abbandonò il progetto restituendo il compenso che gli era stato pagato. A pensarci bene il materiale di partenza non aiutava di certo: un gioco in scatola su un misterioso omicidio non offriva molti spunti per una storia!

L’altro problema è l’inevitabile confronto con Murder By Death (Invito a cena con delitto, 1976), un film che praticamente si svolge nello stesso modo e che vuole ugualmente prendere in giro il genere cinematografico del thriller misterioso e investigativo ma che è infinitamente più riuscito in quanto a personaggi, trama e senso dell’umorismo. Tra i due film non ho alcun dubbio su quale riguarderei cento volte, e non è sicuramente Clue.

Certo, ci sono battute che fanno ridere o sorridere anche nel film di Jonathan Lynn, come quella presente in tutti e tre i finali sulla pista politica / comunista che si rivela essere un red herring (intraducibile il gioco di parole visto che si perde l’aggettivo rosso nel tradurre red herring come falsa pista) e tantissimi giochi di parole che strappano un sorriso qua e là. Niente di particolarmente memorabile, però, almeno per i miei gusti.

Inutile dire che tutto il cast fa bene il suo lavoro con una recitazione giustamente sopra le righe in cui l’istrionico Tim Curry fa da maestro di cerimonia e in cui invece le ragazze per la maggior parte sembrano essere lì solo per mostrare i loro seni procaci e far strabuzzare gli occhi di Christopher Lloyd. Ma sono proprio i dialoghi a non offrire nulla di troppo di interessante, cosa imperdonabile visto che accompagnano pure una storia che fa acqua da tutte le parti. Per esempio, gli ospiti non possono scappare dalla villa a causa di un doberman furioso… che però scompare a un certo punto visto che possono arrivare indisturbati sia l’automobilista che il predicatore e la ballerina? Mah…Insomma, comprendo che per molti sia un vero e proprio cult movie, ma temo di non considerarlo tale. Ciao!



14 risposte a "Clue: recensione del film"

    1. Curry è bravissimo (e naturalmente me lo sono goduto in lingua originale!), siamo d’accordo, ma purtroppo il film non mi ha convinto. Forse l’ho visto fuori tempo massimo, forse il confronto col mio adorato Murder By Death gli è stato fatale ai miei occhi… non so!

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      1. Mmh, dovrei contravvenire alla mia regola aurea (sempre e solo film in versione originale!), ma intanto me lo segno per cercarlo, poi capirò come vederlo! Grazie del consiglio! :–)

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      2. Per usare quel blog dovrei andare contro un’altra regola che seguo: non scarico, compro tutto in supporto fisico…! Sono old school, cioè vecchio!

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  1. Cultissimo de “i bellissimi di Rete 4” che lo replicava puntuale ogni anno negli anni 90.
    Francamente, capisco le tue critiche, ma io trovo sempre il film divertentissimo e non così senza senso come dici: anzi, sono stati molto bravi a far si che la storia fosse coerente con i 3 finali diversi ( chi ha notato che ogni volta che c’è un omicidio, manca un personaggio del cast, sempre diverso ?).
    Si c’ è la menata del cane, ma poi lo stesso Curry nel finale dice che era tutta una messinscena , e alla fine nessuno lascia la casa per quello che si scopre nel terzo finale .
    E diciamocelo: sono irreali tutte le storie di questo tipo, con della gente costretta a cercare un assassino nascosto tra loro : nella realtà impazzirebbero dalla paura e si ammazzerebbero tra di loro dopo pochi minuti.
    Non a caso “Invito cena con delitto” era ancora più folle e senza senso ( il finale era però davvero troppo assurdo, al contrario di quelli di questo film, verosimili ).
    Mi piacciono cmq entrambi e me li rivedo volentieri quando capita.
    Non sapevo del quarto finale : proverò a cercare in giro notizie su di esso…

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    1. Ci sta che il mio averlo scoperto troppo tardi per farmelo amare visceralmente como si possono amare solo le cose amate in gioventù, e l’averlo visto solo una volta siano le cause di questo mio poco amore per questo film… Prometto di rivederlo, per eventualmente aggiustare il tiro!
      Concordo sull’assurdità del finale di Murder By Death, ma lo vedo in linea coi finali presi in giro dal film stesso! X–D

      Buon Natale!

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  2. Torno con grandissimo piacere dopo tantissimo tempo, non so se riuscirò a rimettermi in pari (avrai anche diminuito il ritmo ma è comunque tanta roba!) ma ci provo, inizio da questo Clue che per me è davvero un cult movie. Tu hai detto tutte cose giuste, naturalmente, però io ci sono molto molto affezionata. Lo cito di continuo, lo conoscono anche i miei bambini… e tanti anni fa ho anche ideato un gioco di società a partire da Clue (e Murder by Death)! Come il gioco da tavolo (l’originale, non la versione per bambini dove invece del cadavere c’è il giocattolo rotto… soprassiedo…), per me è un cult nonostante i suoi difetti 🙂

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    1. Madame! Spero che tu sia rimessa completamente, ci sei mancata! :–)

      Grazie mille per passare di qua, dove effettivamente ho rallentato un po’ ma dove si continua a scrivere.

      E pure io cambio tutte le fiabe e le storie per eliminare i cadaveri e gli omicidi! Nel mio racconto dei tre porcellini il lupo vuole mangiare la torta che ha fatto il porcellino più piccolo. E quello stesso lupo vuole mangiare la torta che Cappuccetto Rosso sta portando alla nonna (e il cacciatore è il dottore che lo fa digerire)! X–D

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