Beverly Hills Cop III: recensione del film

Beverly Hills Cop III (Un piedipiatti a Beverly Hills III) è il terzo capitolo della trilogia con Eddie Murphy protagonista ed è uscito nelle sale nel 1994 per la regia di John Landis. Landis è per me un mostro sacro del cinema ed è per questo che non mi è facile scrivere che questo film è un disastro su tutta la linea. Già il secondo capitolo non è esaltante, ma qui siamo proprio al disastro.

Partiamo dalla trama, se così la possiamo definire. Dei criminali uccidono il capo (Gilbert R. Hill) di Axel Foley (Eddie Murphy) e lui li insegue fino a Beverly Hills dove quelli stampano banconote false e li fa fuori tutti aiutato dal suo vecchio amico Rosewood (Judge Reinhold) e dal sostituto del suo vecchio socio, Flint (Hector Elizondo). Se vi sembra familiare è perché è la stessa trama dei primi due film, ma Landis, al contrario di Scott, almeno non ha rifatto il primo film scena per scena.

Da dove partire per elencare i problemi di questo film? I personaggi non sono minimamente caratterizzati. Foley e Rosewood li conosciamo, ok, e pure Flint che è la fotocopia di Taggart dei primi due film, ma i villain sono lì solo per sparare e fare delle facce da cattivi. Non ne capiamo le motivazioni, non ne conosciamo le storie, non assistiamo a nessun dialogo tra di loro, niente. Di fatto non so nemmeno se abbiano dei nomi! Capitanati da Ellis De Wald (Timothy Carhart), sono solo un gruppo di uomini grandi e grossi pronti ad essere uccisi da Foley (nel gruppo spicca Lindsey Ginter, già cattivissimo in The X-Files).

Non solo questi personaggi praticamente non esistono, ma si comportano anche in maniera totalmente casuale. Prima sparano a Foley, poi lo catturano vivo e lo lasciano andare, poi gli sparano di nuovo, poi lo prendono e lo lasciano andare ancora, poi gli sparano… E poi perché verso la fine uccidere Uncle Dave (Alan Young) per tentare di incastrare Foley? Ma non facevano prima ad ucciderlo direttamente, cosa che provano a fare sia prima che dopo questa ennesima baggianata?

Anche il personaggio di Theresa Randle, Janice, non si capisce cosa faccia, né perché si innamori di Axel: la troviamo ad azionare un’attrazione di Wonder World, poi a capo della sicurezza, poi assistente del direttore quando gli porta la registrazione delle telecamere, poi insieme ad Uncle Dave… Ma chi è? Che fa? 

Ma se i personaggi sono inesistenti, la trama lo è ancora di più, zeppa di inconsistenze e salti logici. Un esempio che mi ha fatto ridere molto è il seguente: ad un certo punto Rosewood e Janice restano chiusi in una stanza con una parete di vetro ed una polvere antincendio che scende dal soffitto. Provano a contattare qualcuno con telefono, col computer, e si lamentano del freddo… Poi, dopo un’ora, comincia una scena in cui si vede la parete di vetro, Rosewood ci tira due seggiolate contro e la rompe, via, liberi! Ma non lo poteva fare prima? Ma questo è solo un esempio, praticamente ogni scena con il misterioso personaggio di Stephen McHattie è ridicola (e porta al colpo di scena più prevedibile della storia).

Quindi trama ridicola, personaggi inesistenti, ma purtroppo anche la regia di Landis qui fa acqua da tutte le parti, insieme ad un montaggio stanchissimo. Molte scene sono lente, inutili, appesantiscono inutilmente un film che con un’ora e 45 di durata sembra duri tre ore. I vari minuti con Bronson Pinchot, la gag coi bimbi e Foley nel costume da elefante, il salvataggio dei bimbi sulla ruota panoramica (scena lunghissima e girata malissimo)… Perché? Sarebbe stato meglio tagliarle! Oppure sostituirle con delle scene che sviluppassero trama e personaggi!

Al film manca del tutto il ritmo che dovrebbe avere un film di questo genere. Nessuna scena risulta dinamica, quasi tutto è girato a suon di primi piani e campi e controcampi, con pochissime scene ben costruite con una reale interazione tra i personaggi. In un film d’azione con venature comiche, questo è imperdonabile. Fa cilecca anche la colonna sonora, che ripropone il meraviglioso tema dei primi film in troppe salse diverse e le cui canzoni nuove sono davvero orrende.

Niente, non c’è niente che si salvi, giuro.L’unica cosa divertente è stata notare i cameo di George Lucas, Joe Dante, Ray Harryhausen, e vari altri, davvero gli unici momenti che hanno risvegliato un po’ la mia attenzione, anche se girati in maniera così statica che gridano “cameo” in maniera esagerata. Insomma, fallimento su tutta la linea. La sparatoria finale mi è sembrata infinita… Da non rivedere. Ciao! 



16 risposte a "Beverly Hills Cop III: recensione del film"

  1. Ricordo ancora il dolore profondo quando vedemmo il film in famiglia, con espressioni di lutto stampate sui nostri volti. Come potevano quei nomi coinvolti sbagliare così tanto e creare uno spettacolo così indecoroso e fastidioso a pelle? Da allora non solo non ho più rivisto il terzo episodio, ma non ho più rivisto nessuno degli altri due film. Murphy mi ha ucciso Axel Foley…

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  2. Lo stile Landis si vede ma manca la scintilla, il tentativo del regista e del suo (ex) amico Eddie Murphy di collaborare ancora non funzione proprio benissimo, anche se è pieno di registi famosi impegnati in piccole apparizioni, anche questo è lo stile di Landis 😉 Cheers

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  3. E su questo film siami finalmente d’accordo: recensione inappuntabile, film da dimenticare il più in fretta possibile. Troppe cose sbagliate tutte insieme, davvero incomprensibile.

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    1. Guarda, sinceramente speravo davvero in qualcosa di meglio. L’ho trovato inguardabile purtroppo, a livelli che non mi spiego se non con un Murphy che si sentiva in grado di decidere tutto e che si rivelava un incapace… Landis a questi livelli mi ha messo tristezza!

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      1. Quando si parla di mestiere e passione… Qui Landis ci ha messo il mestiere ma quella che manca è la passione, fagocitata da un Eddie Murphy ormai talmente egocentrico da pensare di saper gestire al meglio il suo personaggio senza l’aiuto di nessuno (Landis compreso, purtroppo). Risultato? Anche volendoci trovare qualcosa di divertente (e qua e là prova ad esserlo, non so quanto volontariamente), lo si dimentica un attimo dopo la fine dei titoli di coda 👎

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      2. Assolutamente, e secondo me inspiegabilmente anche il mestiere qui fallisce in molte scene che sono girate senza alcuna energia, senza nessun guizzo…

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