The Howling: recensione del film

The Howling (L’ululato) è un film del 1981 diretto da Joe Dante. Il film comincia come un poliziesco: le forze dell’ordine stanno cercando un serial killer usando come esca la sua prossima vittima, Karen White (Dee Wallace). L’operazione però non va del tutto bene e viene risolta con un intervento non brillantissimo di una pattuglia che salva Karen facendo fuori l’assalitore. Da notare come la polizia spari senza avvertimenti attraverso una porta, col rischio di colpire la vittima oltre che il criminale…

In ogni caso, il trauma per Karen è notevole, e il suo psicologo il dottor Waggner (Patrick Macnee) la manda col marito Bill (Christopher Stone) ad un centro di ricovero in una foresta vicino al mare. E lì arriva il peggio… A metà film, infatti, ecco la rivelazione: lupi mannari, ecco chi infesta la foresta dove il dottor Waggner ricovera i suoi pazienti speciali.

Ma se parliamo di horror anni Ottanta è inevitabile parlare di effetti speciali. Mentre John Landis lavorava alla sua trasformazione in lupo mannaro, quella di Dante viene mostrata prima con effetti pratici, e poi con delle immagini quasi fumettistiche che hanno un certo fascino ancora oggi. Ma gli effetti sono notevoli in generale (beh, c’è Rob Bottin dietro, che vi aspettavate?): spettacolare la scena del braccio mozzato che cambia, l’attacco dell’uomo lupo a Terry (Belinda Balaski), e poi come detto l’indimenticabile trasformazione di Robert Picardo nel mostro! 

A tratti ottime e a tratti incomprensibili le musiche: per esempio, quando lo sceriffo e gli altri vanno alla ricerca dell’animale responsabile della morte di varie mucche (anche se poi si trasforma in una battuta di caccia al coniglio) c’è una specie di tema circense che non si abbina minimamente alla scena che accompagna.

Poco da dire invece sul cast, con l’immancabile Dick Miller qui nei panni del proprietario di una libreria, e Picardo al suo esordio cinematografico, anche se irriconoscibile! E che brava Elisabeth Brooks, la scena alla luce del fuoco è proprio… da vedere, via! Invece l’eroe del film (Dennis Dugan) è decisamente poco carismatico, non si capisce nemmeno bene perché si metta ad investigare con la sua amica Terry (per fare uno speciale televisivo?)…

Anche sulla trama avrei qualche appunto: perché il dottore mada Karen dai suoi uomini lupo per poi lamentarsi che una famosa come lei non possa sparire nel nulla? Che ci voleva fare? E se voleva segretezza, perché non recuperare Eddie che non se ne stava a bada e finirla lì?

Il film è comunque godibile, profondo, pieno di riferimenti letterari, cinematografici, addirittura psicologici coi discorsi del dottore e soprattutto incarnati nella figura di Bill che passa da persona non violenta (e vegetariana) e marito attento alle necessità della moglie (e comprensivo quando lei non è pronta a fare l’amore dopo l’attacco subito) a carnefice. Da vegano, non mi sento un represso pronto ad attaccare per far uscire la belva in me, ma capisco il discorso di Dante fatto 40 anni fa. Riguardo ai riferimenti cinematografici, inutile dire che si vede The Wolf Man (L’uomo lupo) del 1941 che viene visionato dai due giornalisti che investigano il caso di Karen, e ci sono molti altri riferimenti a film sugli uomini lupo in varie parti del film. 

Il finale beffardo poi è degno di John Carpenter, e non si può non amarlo! The Howling è quindi per me un film sicuramente da vedere, con i suoi difetti ma anche con un fascino innegabile, anche se probabilmente gli preferisco il coetaneo lupo mannaro di Landis. Ciao!

PS: vogliamo parlare di come il film cominci con una violenza sessuale che viene presa alla leggera (una ragazza incrocia un uomo in un vicolo che così, in leggerezza, le chiede quanto vuole perché lo masturbi, e lei quasi non ci fa caso e chiede per favore di lasciarla passare)? Sono i favolosi anni Ottanta in fondo.


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12 risposte a "The Howling: recensione del film"

  1. Uno di quei film che più rivedo e più mi piace, solo che come tutti i film di “Mighty Joe” Dante l’ho visto un milione di volte, quindi puoi immaginare quanto mi piaccia, gran post non potevi chiudere l’anno senza ricordare questo classico 😉 Cheers

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      1. E, nel caso di “The Howling”, è quanto mai importante conoscere “The Wolf Man ” per cogliere uno degli omaggi più diretti che quell’adorabile volpone di Dante dedica a quest’ultimo: il compianto Patrick Macnee, infatti, interpreta il dottor George Waggner… che è omonimo del regista del classico licantropico del 1941 😉

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  2. Un signor film che ho adorato tantissimo e che dovrei recensire sul mio blog un giorno o l’altro (ho parlato di Un lupo mannaro americano a Londra, mi sembra giusto parlare anche di The Howling). Una recensione davvero ottima che parla molto bene dei momenti chiave della pellicola!

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