The X-Files – S03E13, Congiunzione astrale

Devo ammettere che non mi aspettavo un secondo episodio comico consecutivo dopo l’ottimo Scarafaggi scritto da Darin Morgan. Questo Congiunzione astrale (il titolo originale, Syzygy, indica effettivamente una congiunzione astrale) è scritto da Chris Carter in persona e ci presenta delle versioni poco credibili di Mulder e Scully in quanto sotto gli effetti di una rarissima congiunzione astrale, appunto.

La trama si può riassumere in poche parole: a Comity, New Hampshire, una piccola cittadina di campagna, sono morti vari studenti delle superiori in circostanze misteriose. La popolazione locale è convinta che dietro a queste tragedie ci sia un culto satanico, cosa che Scully subito definisce un’ipotesi stupida e priva di fondamento (ed ha ragione). Mulder quasi non si interessa del caso e sembra più interessato alla detective locale, Angela White (Dana Wheeler-Nicholson)…

Come detto, qui di serio c’è poco. Le morti lo sono, tra impiccagioni e ferite sanguinolente, ma per il resto è evidente che Carter abbia puntato tutto sulla comicità. Le due responsabili degli omicidi Terri e Margi (Lisa Robin Kelly e Wendy Benson) sono adolescenti che hanno acquisito assurdi poteri paranormali che usano per uccidere i loro compagni di scuola per capriccio e alla fine vengono fermate più che dalle forze dell’ordine, dal semplice passare del tempo che elimina quegli stessi poteri che erano apparsi dal nulla.

Nel frattempo Mulder e Scully battibeccano per tutto il tempo, il primo si dà all’alcool e la seconda alle sigarette, litigano su chi debba guidare l’auto (geniale la comicità muta nel finale di Scully che aggiusta il sedile dell’auto per arrivare ai pedali, riprendendo così il dialogo avuto prima col collega), la seconda sembra gelosa delle attenzioni che Mulder dedica alla White, e quest’ultima passa più tempo a tenere a bada la folla cittadina arrabbiata contro fantomatici satanisti che a tentare di risolvere il caso.

Si ride non solo per le insensate interazioni tra i nostri due agenti federali, ma anche per dei dialoghi brillanti che puntano sulla ripetizione per creare un effetto comico. Scully risponde spesso con un semplice “Sure. Fine, whatever” quando viene incalzata da Mulder (e lui usa quella frase per ribattere alla collega in chiusura dell’episodio), Terri e Margi dicono esattamente le stesse cose quando interrogate sugli omicidi, i discorsi ai funerali degli adolescenti uccisi sono sempre gli stessi anche se a farli sono persone diverse… e poi ci sono vari giochi di parole come “horned beast” (bestia cornuta) che diventa “horny beast” (bestia affamata di sesso) quando parlano Mulder e White.

Personalmente, non posso che ringraziare Chris Carter per aver fatto ruotare l’episodio intorno al compleanno delle due assassine che coincide col giorno del mio compleanno (il 12 gennaio) e per avermi fatto fare due risate guardando questo episodio. Rispetto ai tre episodi comici di Darin Morgan (Strane ferite, Previsioni e Scarafaggi), però, non posso non registrare una certa mancanza di profondità che mi ha fatto sembrare questo Congiunzione astrale un po’ troppo bambinesco (nonostante, ripeto, le morti non abbiano niente di comico).

Questi episodi comici esistono un po’ in un universo a sé, e come disse lo stesso Chris Carter i Mulder e Scully di questi episodi non sono gli stessi agenti che conosciamo nel resto della serie. Per questo mi ha sorpreso che fossero ben due gli episodi comici consecutivi visto che li vedo più come degli intermezzi che non facenti parte della serie vera e propria. Che dire, è stato un intermezzo più lungo del solito! Ciao!

PS: in tutto questo a stonare un po’ è il monologo finale di Mulder che con tono serio si preoccupa di quando le forze astrali incontrollabili si concentrano su soggetti deboli come due adolescenti… Avrei preferito una chiosa in tono col resto dell’episodio!

PPS: da buon amante del rock anni Novanta in casa ho il CD dei Live da cui viene la canzone All Over You che viene suonata a palla nella festa di compleanno delle due ragazzine cattivissime! 


Episodio precedente: Scarafaggi

Episodio successivo: Il volto del maligno


10 risposte a "The X-Files – S03E13, Congiunzione astrale"

  1. Devo dire che l’ho trovato simpatico, soprattutto perché la prima vittima – quella che all’inizio fa il discorso funebre – è un giovanissimo Ryan “Deadpool” Reynolds, canadese e quindi finito pure lui in questo universo ^_^

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  2. Episodio “astralmente” comico con due brillanti Anderson e Duchovny che dimostrano -se mai ce ne fosse ancora stato bisogno- di saper reggere le parti umoristiche al pari di quelle drammatiche… quanto al finale apparentemente più serioso rispetto a tutto il resto (morti escluse, ovviamente), è possibile che Carter intendesse semplicemente rassicurare i fan sul fatto che, pur non essendo male farsi qualche sana risata ogni tanto, “The X-Files” avrebbe comunque mantenuto la sua serietà di fondo 😉

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    1. Duchovny e Anderson erano veramente geniali a livello di tempi comici e recitazione, non avrebbero sfigurato in Friends! X–D

      Mi piace la tua spiegazione sul finale dal tono diverso dal resto dell’episodio, a cui aggiungo che forse Carter voleva marcare le differenze con l’altro sceneggiatore che si era cimentato in episodi comici e lo aveva fatto con uno stile diverso, Darin Morgan! :–)

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        1. Ad averci tempo, sarebbe da fare uno studio dei vari sceneggiatori e di cosa hanno apportato alla mythology, ai monster of the week, agli episodi sperimentali… ma per adesso mi limito a continuare a recensire e mettere da parte informazione sulla mythology, almeno!

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