Deep Impact: recensione del film

Verso la seconda metà degli anni Novanta si moltiplicarono le uscite di film che presagivano l’imminente arrivo di catastrofi immani, di proporzioni planetarie. Uno di questi l’ho visto solo di recente, e avrei potuto tranquillamente continuare a vivere senza averlo fatto. Deep Impact (se l’avessero tradotto avrebbero potuto intitolarlo Impatto profondo), film diretto da Mimi Leder, uscì nel 1998 con un cast se non stellare, quanto meno d’impatto (!): Robert Duvall, Téa Leoni, Elijah Wood, e Morgan Freeman erano nomi di tutto rispetto al tempo.

Il film ci mostra le vite di alcuni statunitensi poco prima dell’annuncio dell’esistenza di un meteorite gigante in rotta di collisione contro la Terra e nelle successive settimane che mancano all’evento. Ecco quindi la giornalista Jane (Téa Leoni) coi suoi genitori separati (Vanessa Redgrave e Maximilian Schell), i giovani Leo e Sarah (Elijah Wood e Leelee Sobieski), il presidente degli Stati Uniti (Morgan Freeman) e gli astronauti della nave spaziale che prova a far detonare il meteorite capitanati dal veterano Fish (Robert Duvall).

Il film all’inizio sembra quasi avere una parvenza di serietà, tra complotti politici e giornalistici. Poi, tra manovre spaziali molto più fantasiose di quelle di un qualunque Star Trek e storie che non vanno da nessuna parte (si potrebbero togliere Leo e Sarah dal film senza alcuna conseguenza), Deep Impact si rivela per quello che è: un film la cui trama fa acqua da tutte le parti (!) e che di profondo non ha niente (!).

Ho trovato particolarmente irritante questa assunzione che siano sempre gli statunitensi a salvare l’umanità (c’è spazio per un astronauta russo, l’unico della missione a cui non viene consentito di dire addio ai propri familiari), ma è un problema comune di film prodotti negli Stati Uniti, naturalmente. Altrettanto irritante il malcelato cattolicesimo del film: la nave si chiama Messiah, gli sposati con rito religioso si salvano (Leo e Sarah) e quelli con rito civile si separano e muoiono orribilmente (il padre di Jenny e la ragazza giovane), un astronauta dice addio alla moglie chiedendole di continuare ad andare a messa… E via così.

Le parti nello spazio non sono credibili nemmeno per dieci secondi. Fatta salva la partenza del Messiah, in una scena i cui effetti speciali sono probabilmente i migliori dell’intero film, poi dobbiamo credere (tra le altre cose) ad uno space shuttle che atterra su un meteorite dopo aver disintegrato sul suo cammino rocce e detriti con la semplicità di un tank che passa sopra dei cespugli d’erba, e a inseguimenti spaziali che nemmeno in Star Wars sarebbero arrivati a tanto.

Come se non bastasse, il film rinuncia a mostrare la parte forse più interessante della sua storia. Con la voglia di narrare le vite poco interessanti della giornalista e del giovane Leo, non dice niente di come si comporta la società che sa che tra quattro settimane l’umanità si estinguerà. Anzi, è peggio: la gente continua ad andare a lavoro (ma perché dovrebbe?), accetta educatamente che ci sia uno 0.1% di fortunati che si salverà mentre tutti gli altri moriranno in una catastrofe… Quali sono gli incentivi dei militari (quelli con le armi!) di continuare ad obbedire agli ordini dei politici invece di prendersi con la forza il rifugio anti-fallout? Per non parlare di tutti i civili armati sul suolo statunitense! La cosa più logica sarebbe stato il caos totale, non l’ordinato rispetto delle volontà del Presidente che decide che moriranno tutti gli ultracinquantenni e il 99.9% e passa dei suoi cittadini!

Purtroppo Deep Impact soffre di una mancanza di un focus chiaro: mostra un po’ gli astronauti, un po’ delle persone chiave, a volte la situazione globale (dove globale significa statunitense), ma non sembra sapere cosa voler dire, come esserr incisivo. E poi il climax, spiace dirlo, soffre della qualità degli effetti digitali che sono invecchiati davvero male. L’impatto del meteorite e il conseguente tsunami sono molto brutti da vedere e tolgono drammaticità al finale (a cui invece contribuisce la mitica Denise Crosby, qui nella parte della madre di Sarah!). Ciao!



8 risposte a "Deep Impact: recensione del film"

  1. Non sono mai riuscita a vederlo per intero, e adesso so perché 😀
    Gli ho sempre preferito “Armageddon” (suo coetaneo se non sbaglio) che almeno non è ambiguo nel suo tono caciarone 😛

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    1. Non ho visto Armageddon, ma sono allergico a Michael Bay. Per lo meno Deep Impact fa la scelta di portare degli astronauti nello spazio per mettere delle bombe, invece di insegnare a degli operai petroliferi ad andare nello spazio (se non erro è questo il punto chiave di Armageddon)!

      Però concordo sul fatto che è più onesto un film caciarone che non un Deep Impact che prova a fare le cose “seriamente” ma manda tutto in vacca molto rapidamente!

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    1. Assolutamente si! Per chi c’è cresciuto ha sicuramente un valore nostalgico alto, per me che l’ho guardato ora diciamo per completezza… è sembrato un po’ confusionario, con tante idee che hanno cozzato tra di loro risultando in un film con varie ammaccature!

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  2. interessante
    è da un po’ che non lo guardo interamente, ma la scena dell’impatto e conseguenti tsunami fa sempre impressione

    non è che tutto il cattolicesimo sia nella lingua italiana? siamo famosi per stravolgere le trame e i dialoghi, dopotutto

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    1. Io gli effetti speciali li ho trovati un po’ imvecchiati…

      Sul cattolicesimo confermo che è la sceneggiatura del film ad esserne pregna, perché guardo tutto col doppiaggio originale (si, anche i film coreani e giapponesi), evitando come la peste il “miglior doppiaggio del mondo”! :–)

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  3. La recensione mi sembra faccia più acqua del film. Per quanto alcune connessioni siano interessanti e mi fossero sfuggite (il cattolicesimo strisciante che salva i protagonisti e va oltre il mero nome della nave spaziale – quello sì davvero irritante… “Messiah” è forse il più brutto nome di astronave mai concepito, al pari col “Michael” del celebre romanzo d’invasione aliena del duo Niven/Pournell, “Il Giorno dell’Invasione”), l’ironia mi sembra ingiustificata. Il film, è vero, si lascia andare a troppa retorica e prende in esame solo il lato U.S.A. della vicenda (per motivi di budget secondo la regista non fu possibile filmare altrove) ma è sufficientemente composto e serioso, realistico per la maggior parte (vogliamo davvero nominare Armageddon?) e credibile soprattutto nelle scene dell’impatto della prima delle due comete (l’altezza dello tsunami è stata provata in simulazioni al computer con la consulenza di esperti). Svarioni scientifici per motivi drammatici ci sono, soprattutto all’inizio e alla fine, ma curiosamente non sono quelli citati nella recensione. Interpreti sottotono quando non antipatici (Leoni, soprattutto nella prima mezzora di pellicola), ma Freeman sempre enorme. Film certo non perfetto ma neppure da disintegrare in questo modo. Un altro pianeta rispetto a quell’insulto all’intelligenza che è il film di Michael Bay.

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    1. Prima di tutto, benvenuto sul blog e grazie per il tuo commento!

      Io Armageddon non l’ho nemmeno visto, visto che tendo ad evitare di guardare film di Michael Bay, quindi da me probabilmente non sentirai mai nessun elogio nei suoi confronti. Purtroppo questo Deep Impact mi ha molto deluso, ma sono contento che invece a te piaccia. :–)

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