The X-Files – S03E19, Estrazioni macabre

Hell Money (Estrazioni macabre, ma la traduzione letterale sarebbe Denaro infernale) è un episodio davvero unico per almeno due motivi. Primo, le guest star sono a dir poco eccezionali: Lucy Liu (Kill Bill, 2003-04), BD Wong (Jurassic Park, 1993), James Hong (Big Trouble in Little China, Grosso guaio a Chinatown, 1986)… Scusate se è poco! E secondo: di paranormale la storia non ha niente, Jeff Vlaming qui ci ha regalato un thriller in piena regola ambientato nella Chinatown di San Francisco. Per una storia paranormale a Chinatown rivolgersi al già chiamato in causa John Carpenter

Ecco la trama di Hell Money. Mulder e Scully cominciano delle indagini per capire cosa ci sia dietro le morti sospette di vari cinesi appena arrivati negli Stati Uniti e bruciati vivi in forni crematori. Vengono aiutati dal detective Chao (BD Wong) che sa parlare cinese e fa da traduttore per poter parlare con molte delle persone coinvolte.

Il bello dell’episodio sta nel fatto che Mulder e Scully ne sanno esattamente come noi spettatori: zero. Non parlano cinese, non conoscono la cultura cinese, e sono completamente nelle mani di Chao. E infatti Scully si arrabbia non poco quando, per un’intuizione geniale di Mulder, riesce con un’autopsia a capire cosa ci sia sotto questa brutta storia (un traffico di organi) e si confronta con Chao reo di aver perso tempo dietro a cose prive di importanza!

I colpi di scena sono molteplici, James Hong interpreta un personaggio cattivissimo e freddo come il ghiaccio, la fotografia sicurissima e con il rosso più o meno onnipresente è splendida, e lo schema piramidale in salsa cinese sembra decisamente autentico con quelle urne di giada nonostante sia stato inventato di sana pianta da Chris Carter e compagnia.

Funzionano anche tutte le parti più gore, tra persone a cui vengono asportate varie parti del corpo, rane che escono fuori da cadaveri e fantasmi che rubano il cuore delle loro vittime. Mulder e Scully qui sono in sintonia perfetta ed insieme risolvono brillantemente il caso, anche se il finale rivela un nulla di fatto a causa della chiusura della comunità cinese che impedisce di perseguire legalmente il responsabili delle morti sospette e del traffico di organi.

Mark Snow dà un tocco orientale alla sua colonna sonora, che è un po’ il suo marchio di fabbrica: la sua musica risulta sempre riconoscibile, ma ogni volta assume delle tinte in sintonia con i temi dei vari episodi. La regia del semi-sconosciuto Tucker Gates funziona, coadiuvata da un’ottima fotografia di John S. Bartley, e se vogliamo il più grande difetto dell’episodio è quello di non provare quasi a proporre la storia dei fantasmi come possibile chiave di volta del caso. Sinceramente, la mancanza di fenomeni paranormali mi è sembrata un’ottima mossa da parte dei creatori della serie che così sono riusciti a dare ulteriore varietà alle storie che ora possono vantare, oltre agli episodi della mythology, i monster-of-the-week e quelli comici, anche delle storie autoconclusive che non seguono logiche irrazionali o ultraterrena. Un’altra freccia all’arco di The X-Files che permette alla serie di andare avanti senza timore di annoiare o di sembrare troppo ripetitiva, almeno per il momento. Ciao! 


Episodio precedente: L’urna maledetta

Episodio successivo: Dov’è la verità


6 risposte a "The X-Files – S03E19, Estrazioni macabre"

  1. Quando in una serie TV arriva l’«episodio cinese», alla fine becchi un sacco di volti noti, e dagli anni Settanta James Hong c’è sempre, puntuale come le tasse 😀 Negli anni Ottanta potevi trovarci il baffone Al Leong, il montagnoso Toru Tanaka e il giovane James Lew, poi sono andati in pensione… ma James Hong è sempre lì!!! IMDb gli attesta 449 ruoli, ma temo sia una cifra troppo bassa… lui è dappertutto ed è eterno. Lui è Lo-Pan!!!! 😛
    Mi diverte che agli inizi carriera – qui in pratica era ancora in piena gavetta – Lucy Liu facesse la cinese, malgrado sia newyorkese del Queens, poi appena diventata famosa – notata già con “Payback” (1999) e “Pallottole cinesi” (2000) direi che è esplosa con “Charlie’s Angels” (2000) – ecco che è molto più americana che cinese, e già in “Sex in the City” (2001) fa la ricca viziata newyorkese stronza 😀

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    1. Bellissimo l’episodio cinese, è quasi una piaga! Probabilmente James Hong è uno spirito eterno, hai ragione, si vede SEMPRE. Se è pure malvagio come Lo Pan a un certo punto dovremo organizzarci per sconfiggerlo… :–D

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  2. Episodio ottimamente costruito anche se privo di quell’elemento soprannaturale che, per non pochi spettatori (e anche critici di settore), avrebbe costituito la classica ciliegina sulla torta a coronamento di una storia già di per sé assai avvincente… e, se è pur vero che in questo modo si è introdotta un’ulteriore variante rispetto agli schemi già collaudati, non me la sento comunque di biasimarli: diciamocelo, chi di noi non si sarebbe aspettato almeno un pizzico di magia nera cinese da parte di James “David Lo Pan” Hong? 😉

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    1. Da Lo Pan mi sarei aspettato qualcosa di sicuro, come tutti, quindi forse è proprio il motivo per cui Carter e compagnia hanno deciso di sorprenderci eliminando il paranormale da questa storia! :–D

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