From Hell: recensione del libro

Non ho letto tutto ciò che ha scritto quel genio di Alan Moore, però poco a poco sto provando a leggerne almeno una buona parte. Non è un compito facile, vista la mole di scritti che ha firmato nella sua carriera, e gli auguro di continuare a regalarci capolavori letterari almeno per qualche altra decina d’anni, ma finalmente mi sono letto From Hell (letteralmente Dall’Inferno), ovvero la sua versione della storia di Jack the Ripper (Jack lo Squartatore). Ho questa bella versione in inglese della Knockabout che viene completa con due appendici: la prima zeppa di spiegazioni dell’autore sui vari passaggi dei 14 capitoli (più un prologo e un epilogo) che formano la storia. La seconda è una riflessione a fumetti su quanto la storia di Jack abbia conquistato l’immaginario collettivo, facendo nascere teorie su teorie e cospirazioni su cospirazioni scritte da una miriade di autori nel corso dei decenni che si sono susseguiti ai tragici avvenimenti di Londra nel 1888.

E c’è di più, perché nei giorni in cui il misterioso Jack uccideva quelle povere prostitute del quartiere di Whitechapel, la polizia ricevette centinaia di lettere di persone che sostenevano di essere l’autore dei delitti! E due o tre di quelle sono tutt’oggi accreditate come effettivamente scritte dall’assassino, la cui identità è comunque ignota (una comincia, non a caso, con “From Hell“). Tutto questo permette a Moore di scrivere una sua storia assolutamente credibile mescolando fatti, presunti tali, e fantasia, un po’ come fece Sciascia con La scomparsa di Majorana, per esempio. Il risultato è affascinante, con molti personaggi realmente esistiti che prendono vita in una serie di situazioni che delineano un quadro ben più profondo e complesso di un semplice pazzo in preda ad una follia omicida.

Moore infatti usa la storia di Jack per dipingere il Regno Unito del tempo in mano ai potenti della famiglia reale che disponevano dei propri sudditi come fossero delle marionette, e ci infila anche la massoneria e la lotta che questa stava perdendo contro i principi scientifici ed illuministi che col progresso galoppante stavano spazzando via le istituzioni più tradizionaliste e ancorate a riti del passato. E come se non bastasse ecco il tempo non lineare, con il dottor Gull che ha delle esperienze sovrannaturali nella Londra del presente in seguito al complicato sacrificio massonico che compie in nome dei suoi assurdi ideali.

E anche se è evidente che Moore abbia lavorato di fantasia, si notano molti elementi ricorrenti nelle varie ricostruzioni della storia di Jack (di fatto, c’è una bibliografia intera menzionata nell’appendice del libro): l’assassino aveva conoscenze di anatomia, tanto che poteva essere un dottore, la famiglia reale era in qualche modo invischiata nella cosa, ci furono depistaggi e strane manovre della polizia di Londra e pure dei giornalisti del tempo… Ma, come scrive Moore stesso, non si saprà mai come siano andate le cose, e a questo punto nemmeno importa. Ha quasi più importanza tutto il mondo nato a partire da questi orribili fatti di cronaca, un mondo che ormai ha vita propria. Già tutte queste considerazioni valgono la lettura di From Hell: c’è molto da imparare dalla lettura, anche per chi abbia delle conoscenze della terribile storia di Jack lo Squartatore!

Più concretamente sulla graphic novel posso dire che i disegni di Eddie Campbell sono da una parte perfetti nel veicolare l’angustia e l’ oscurità della Londra del tempo, la miseria in cui vivono quasi tutti i protagonisti della storia, e la cattiveria di molti di essi. I paesaggi e le architetture sono bellissimi, e ci sono tante vignette che non sfigurerebbero in forma di quadro. Dall’altra parte, però, molto spesso ho avuto difficoltà a distinguere un personaggio da un altro, specialmente quelli femminili li ho trovati tutti disegnati in modo molto simile tanto che a volte ho dovuto ricorrere alle spiegazioni di Moore nell’appendice semplicemente per capire chi fosse coinvolto in determinate scene…

Sulla scrittura di Moore c’è poco da dire: la struttura della storia è perfetta, coi primi capitoli che introducono i personaggi e i temi chiave, i capitoli centrali che contengono gli omicidi, e quelli finali che mostrano le loro conseguenze sulle persone coinvolte. E poi Moore riesce nel compito più difficile, cioè quello di dare vita a persone reali della Londra della fine del XIX secolo. I dialoghi, le situazioni, le condizioni di vita, tutto è organico e realistico, anche le tariffe delle prostitute sono accurate!

Mi ha incuriosito leggere che Neil Gaiman abbia aiutato Moore nelle sue ricerche, e ho sorriso su vari aneddoti regalati da Moore nell’appendice, come quello secondo cui il buon Neil sa imprecare nel’inglese parlato nei vari secoli più recenti. Concludo consigliando senza ombra di dubbio la lettura di un’opera maestra come From Hell, l’ennesima scaturita dalla mente di quello che non esito a definire un vero e proprio genio dei nostri tempi, Alan Moore. Ciao! 

PS: ecco qualche immagine curiosa dalla graphic novel.


33 risposte a "From Hell: recensione del libro"

  1. Una recensione davvero molto interessante (mi sono ricordato che oggi ne avresti parlato!). Sembra che in questo caso sia stato fatto un lavoro di ricerca veramente approfondito e ricco di dettagli interessanti. Devo assolutamente leggere quest’opera. Grazie mille!

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  2. Avevo sempre voluto leggere questo “From Hell” fin da quando vidi il film in sala, mammamia! vent’anni fa! (che per inciso mi piacque molto, atmosfere torbide, grandi prove attoriali), e finalmente l’anno scorso sono riuscita a recuperarlo.
    Forse non so nemmeno io cosa mi aspettassi, ma di certo non quei disegni! Corrado Roi mi ha abituato troppo bene: con tavole a dir poco magnifiche, sono sempre riuscita a distinguere tutti i personaggi, nonostante lui non indugi mai sui dettagli. Invece qui mi sono ritrovata a fare più volte avanti e indietro per capire cosa stesse succedendo e a chi, uscendo così ogni volta dalla storia. Capisco poi che Moore ci tenesse a far sapere che si era documentato a fondo, ma tutti i particolari che ben spiega nelle varie note e appendici avrebbe secondo me dovuto integrarli nell’opera, e non costringermi -di nuovo!- a tornare indietro per capire di cosa stesse parlando! Macchinoso, ho faticato ad arrivare alla fine. Ed è ovvio che nessuna trasposizione può rendere giustizia ad un simile lavoro di ricerca, a meno di non farne un documentario.
    Di pregevole ha sicuramente la sensazione di malessere che trasmette (mi è rimasta addosso a lungo), mi sono ritrovata con le lacrime agli occhi per l’orrore nell’ultimo omicidio del mostro: “un cuscino…un cuscino per te…”.
    Ultimo omicidio che il film non mostra ma lo leggiamo negli occhi di chi esce da quella stanza. Perché dopo aver letto Moore & Campbell sono andata a rivedermi il film di Hughes & Hughes, apprezzandolo forse un po’ di più, per le scelte di adattamento fatte, e, di nuovo, per le prove attoriali: su tutti Ian Holm, certo, ma i comprimari tutti, e anche Depp, che lavora di sottrazione.
    Non penso che mi verrà voglia di rileggerlo, il fumetto.
    La tua recensione sì però, così da confrontare la diversità di vedute 😉

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    1. Capisco perfettamente il tuo giudizio, sono disegni ostici, e all’inizio anche io ho faticato ad entrarci dentro. Poi però mi sono lasciato catturare dall’atmosfera, e soprattutto dai testi meravigliosi di Moore (appendice compresa)! Ma su Goodreads ho visto recensioni più varie, una distribuzione binaria da una e da cinque stelle, sembra un’opera polarizzante (se esiste questa parola in italiano)…

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      1. Forse la parola che si può usare è “divisiva”. Il problema è che credo che l’effetto disturbante e il disagio che mi ha procurato l’opera siano dovuti di più al soggetto che non all’opera in sé. Infatti, come dicevo ad esempio a proposito dell’ultimo omicidio, avrei preferito meno dettagli ma più cura: certi “effetti speciali” per così dire mi piace vederli solo quando sono finti, e in questo senso ho apprezzato di più la scelta del film. Di conseguenza , non avendo mai letto nient’altro di Moore, rimarrà un unicum, perché non mi è venuta voglia di recuperare altro.

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        1. Divisivo effettivamente funziona meglio! :–)

          Moore non ci ha risparmiato l’orrore in From Hell, è vero, e quell’ultimo omicidio non si dimentica… Ma ti consiglio di leggere anche altro di lui, è un artista talmente completo che non troverai due suoi prodotti uguali!

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        1. Ci credo! Appena finisco leggo tutto. Mi sono preso anche i volumi 3 e 4 di The League of Extraordinary Gentlemen (i primi due volumi li ho già letti) quindi in realtà non mi manca Moore da leggere…

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              1. bellissimo come storia e gameplay

                ma non voglio che i personaggi muoiano secondo le mie scelte, se voglio che i personaggi sopravvivano devo giocare in stealth (e nn so farlo), ci sono ragni e sanguisaghe enormi

                non è u gioco rilassante e nn mi sono ripreso di avere ucciso nella trama un mio alleato con le mie scelte
                ultimo gioco con questo tipo di trama

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  3. Ho letto il fumetto di V per Vendetta e ad essere onesta preferisco il film: come dici tu, a volte si fatica a riconoscere un personaggio dall’altro, il che rende difficile appassionarsi alla storia, anche se è molto ben fatta. Ho visto il film con Johnny Depp e mi è rimasto impresso, credo sia fatto bene. La storia di Jack è di per sè così interessante che offre un’infinità di spunti (non sempre sfruttati bene, ho letto il testo teatrale Lulu di Wedekind e mi son cadute le ginocchia, per esempio).

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      1. Ecco, nella mia ignoranza fumettistica non sapevo fossero diversi gli illustratori 🙂

        Lulu è una cosa che nessuno dovrebbe mai leggere nè tantomeno vedere a teatro, per carità.

        A me piace il film di V per Vendetta, viene tanto criticato, e non a torto sotto certi aspetti, eppure io ci sono molto affezionata.

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