Unseen Academicals: recensione del libro

Unseen Academicals è il trentasettesimo libro della saga del Discworld di Terry Pratchett e lo si può inserire nel ciclo dei maghi anche se i protagonisti, in realtà, sono solo persone che lavorano all’Unseen University senza però utilizzare la magia. A pensarci bene, introduce un nuovo aspetto di Ankh-Morpork, il calcio, un po’ come Going Postal introduce il servizio postale o The Truth il giornalismo.

Pratchett crea molti nuovi personaggi, e pure uno sport apparentemente molto popolare ad Ankh-Morpork anche se non ve n’è traccia nei libri precedenti, il foot-the-ball (cioè una versione violentissima del calcio), usando soltanto come comprimari i noti Vetinari, l’Archancellor Mustrum Ridcully, e Ponder Stibbons, mago dai multipli ruoli all’università e che praticamente manda avanti la baracca sbrigando tutte le faccende burocratiche possibili e immaginabili.

I veri protagonisti del libro sono altri: Glenda, donna decisa e dai saldi principi responsabile della cucina notturna dell’Università, Juliet, la sua bellissima aiutante, Trev Likely, un ragazzetto che deve dare una svolta alla sua vita e che lavora nei sotterranei facendo candele, e il misterioso quanto culto ed intelligente Mr Nutt, che lavora con Trev. A dare il via alle strampalate vicende che porteranno i maghi ad affrontare in un campo di calcio una selezione cittadina (l’Ankh-Morpork United) saranno una vecchia clausola vitale per il finanziamento degli approvvigionamemti dell’Università, i soliti oscuri piani di Lord Vetinari, e la sempre più affermata moda nanica con le sue sfilate per la Ankh-Morpork che conta (qui è notevole il personaggio di  Pepe, figura chiave del luccicante mondo della moda, e anche impressionante alcolista).

Come distinguere i protagonisti dalla pletora di personaggi della storia (ecco infatti fare capolino il nostro amico di vecchia data Rincewind, ma anche il necromante Dr Hix col suo anello col teschio che gli permette di andare contro le regole secondo lo statuto dell’Università, e il vecchio Dean dell’Università ora Archancellor di un’istituzione più moderna che fa concorrenza proprio all’Unseen University)? È semplice: i tre protagonisti hanno dei character arc ben definiti, cominciano la storia in un modo e la terminano in un altro.

Glenda a prima vista è la classica persona di buon senso pratchettiano, ma prima della fine della vicenda si dovrà ricredere su vari punti che dava per assodati come il giudizio sul giovane Trev o su quale sia la cosa giusta da fare per Juliet. Trev all’inizio è in balia degli eventi e delle sue amicizie, dato il cognome pesante che porta (suo padre fu un leggendario giocatore di calcio e morì sul campo), ma si rivelerà come l’eroe della partita decisiva e riuscirà anche a conquistare la bella Juliet. E lei, la Giulietta della storia d’amore col suo Romeo (naturalmente Trev e Juliet vengono da famiglie di tifoserie avversarie), troverà la sua strada nel mondo della moda e abbandonerà la via che Glenda stava tracciando per lei al sicuro nella cucina notturna dell’Università.

Insomma, Unseen Academicals è una solida storia del Discworld in cui non mancano decine e decine di passaggi brillanti1 (e alcuni anche parecchio affilati sulla società moderna, come ci ha abituato il buon Terry2), i protagonisti si muovono in un mondo familiare ma che non smette di evolvere (qui viene menzionato più volte l’accordo di Koom Valley siglato tra troll e nani grazie anche a Vimes in Thud!), e alla fine rimane tanta voglia di averne ancora! Ankh-Morpork è una città dove non mi dispiacerebbe vivere, lo ammetto…

E poi come non menzionare gli splendidi allenamenti dell’improbabile squadra di calcio formata dai maghi? E Bengo Macarona, il mago dal bollente sangue latino e dai piedi buoni che esige che la curva celebri i suoi goal usando il suo nome intero completo dei numerosi titoli accademici di cui si fregia? Ma non mancano nemmeno le riflessioni più serie come quelle che si poggiano sulla cosiddetta mentalità del granchio, o del secchio di granchi, secondo cui è difficile per un individuo facente parte di un gruppo riuscire ad uscirne perché gli altri faranno di tutto per minare la sua autostima per invidia e senso di competizione, o di cosa voglia dire vivere una vita di valore. Tra tutti, il tema del classismo e della divisione tra il popolo e l’élite dominante è quello più in evidenza nel libro, pur se visto attraverso la lente dello sport (non) organizzato.

Comunque ci sono varie altre perle3 che Pratchett ci ha voluto regalare nelle più di 500 pagine di Unseen Academicals, un libro da leggere senza ombra di dubbio! Ciao! 


1. Sulla “delicatezza” di Juliet lavorando: “Juliet didn’t exactly wash dishes, she gave them a light baptism” (Juliet non è che lavasse i piatti, li battezzava dolcemente). E sulle varie cariche ricoperte da Ponder Stibbons: “most of the jobs he was asked to do did not need doing, and most of the senior wizards did not care if they were not done, provided they were not not done by themselves” (la maggior parte dei lavori che doveva fare non erano necessari, e alla maggior parte dei maghi non importava che non venissero fatti, se non erano loro a non doverli non fare).  

2. Sul calcio: “it’s (…) like war, but without the kindness and consideration!” (come la guerra, ma senza dolcezza e considerazione!) E parlando di guerra: “Maybe there had been true evil there, but apparently the evil was, oddly enough, always on the other side” (Forse c’era della malvagità vera nella guerra, ma, stranamente, era sempre dall’altra parte). Ultimo esempio, sui giornali: “I seriously think they think that it’s their job to calm people down by first off all explaining why they should be overexcited and very worried” (Credo che il loro lavoro sia calmare la gente, cominciando con lo spiegare perché dovrebbe essere sovraeccitata ed estremamente preoccupata). 

3. Eccone una: “Don’t be smart. Smart is only a polished version of dumb. Try intelligence. It will surely see you through.


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