The X-Files – S03E23, Messaggi occulti

Messaggi occulti (ennesima fantasiosa traduzione di in titolo inglese completamente diverso, in questo caso Wetwired) è un tesissimo episodio della mythology che fa tornare Mr. X (Stephen Williams), personaggio che non vedevamo da un po’ (esattamente da Autopsia di un alieno II).

Brevemente, su imbeccata di un informatore anonimo (Tim Henry), Mulder e Scully cominciano ad investigare su strani casi di persone apparentemente normali che diventano improvvisamente degli assassini efferati. Non ci vuole molto per capire che dei messaggi subliminali veicolati attraverso i loro televisori sono responsabili per questi strani comportamenti.

L’episodio è decisamente avvincente. Non solo per le indagini dei due agenti speciali, ma la trovata di Scully che rimane vittima lei stessa di ciò che ha portato agli omicidi su cui sta investigando è geniale. Questo permette sia di creare tensione tra Mulder e Scully, sia di arrivare ad un’emozionante riconciliazione in cui lui dice a lei “You’re the only one I trust“, “Sei l’unica persona in cui ho fiducia“. Che momento splendido, impreziosito anche dalla presenza dell’ottima Sheila Larken nei panni della madre di Scully!

Poi, la scoperta che il reale informatore altri non fosse che Mr. X, invischiato fino al collo nel caso, è sorprendente. Sembra che Mr. X lavori per il dannato Uomo che fuma (William B. Davis), che Scully chiama Cancer Man (L’Uomo Tumore) in un dialogo con Mulder (così come aveva fatto quest’ultimo in L’ultimo respiro). Evidentemente Mr. X non è contento di ciò che gli tocca fare, e per questo passa informazioni a Mulder nella speranza che lui possa rivelare al pubblico le macchinazioni di un’importante agenzia governativa, o almeno di una parte deviata di quell’agenzia. È un codardo, come gli dice Mulder nel bellissimo confronto finale tra i due, però è anche vero che qualcosa prova a fare. Ma alla fine è proprio lui che fa sparire le prove di questa operazione segreta facendo fuori a sangue freddo due persone che vi avevano partecipato, cioè un sedicente dottore (Colin Cunningham) e un operatore telefonico. E presumibilmente anche l’informatore di Mulder che… lavorava proprio per lo stesso Mr. X! Insomma, una brava personcina non è di certo!

Ma al di là della trama e di tutte le implicazioni per la mythology, Wetwired è interessante anche per il tema trattato, cioè dell’influenza della TV sulle persone. Anche se la storia suggerisce semplicemente l’ennesimo esperimento governativo fatto sulla popolazione ignara (ne avevamo già visto un altro in DNA sconosciuto), non si può non pensare che lo sceneggiatore Mar Beck (che qui firma il suo unico episodio dell’intera serie) non volesse commentare su quanto i media, e la TV in particolare, possano influenzare il comportamento delle persone.

La cosa è ancora attuale, anche se probabilmente al giorno d’oggi dovremmo includere tra quegli stessi media anche Internet e i suoi cosiddetti social. Oggi più che mai fioriscono teorie complottiste dappertutto (dai terrapiattisti a coloro che negano l’esistenza del Covid-19), cosa che faceva la fortuna della serie creata da Chris Carter negli anni Novanta quando invece era un po’ più “di nicchia”, diciamo! 

E poi è sempre bello ritrovare i tre Lone Gunmen (Tom Braidwood, Dean Haglund e Bruce Harwood), che Mulder preferisce all’agente Pendrell (nominato da Scully e apparso già una manciata di volte in questa terza stagione) per capire come funzioni il trasmettitore di messaggi subliminali che ha trovato vicino alla casa di una donna che ha ucciso il vicino di casa credendolo suo marito intento a tradirla.

E a proposito di colleghi dell’FBI che non si vedono, il tuttofare Danny (nominato più volte in passato, come per esempio in Il gene del male) permette a Mulder di trovarsi sul luogo del gran finale insieme a Mr. X.

Chiudo notando il chiarissimo riferimento a Die Hard (1988) che due ragazzini guardano in TV prima di essere interrotti da Mulder e Scully durante un sopralluogo per le loro indagini. Anche se per pochi fotogrammi, è sempre bello vedere John McLane! Ciao! 


Episodio precedente: Il mistero del lago

Episodio successivo: Il guaritore


12 risposte a "The X-Files – S03E23, Messaggi occulti"

  1. Il bello di una serie TV targata FOX è che possono fioccare citazioni dei film giusti, tipo quelli “duri a morire” ^_^
    I tre Sparatori Solitari ormai mi hanno conquistato, sono vicino al seguire il consiglio dell’amica Vasquez e vedermi con i sottotitoli la serie spin-off a loro interamente dedicata. Come si fa a non lasciarsi trascinare dai cospiratori più folli del mondo? ^_^

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    1. The Lone Gunmen vale la pena anche solo per l’episodio pilota che mostra l’11 settembre 2001… ma arrivò in televisione il 4 marzo di quell’anno! O___o

      In realtà per me sono splendidi comprimari, ma sono curioso di sapere il tuo giudizio se mai guarderai i pochi episodi dello spin off! :–D

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    2. Contentissima di una tua eventuale visione della serie dedicata ai tre Pistoleri, Lucius. Capirai, 13 episodi, in una settimana tu la finisci 😛 e condivido la curiosità con Sam Simon per sapere la tua opinione 😉

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      1. In effetti il vero aggancio alla mythology è dovuto più alla presenza di Mr. X e dell’Uomo che fuma che non alla trama in sé, all’apparenza attinente a quanto successo al povero Edward Funsch nell’episodio della stagione precedente “Blood”, con l’unica vera differenza (al netto del messaggio di denuncia nei confronti della tv) di essere più esplicito nell’approccio, essendoci qui chiaramente di mezzo gli apparecchi televisivi… Ad ogni modo siamo al cospetto di un altro buon episodio, e non posso che concordare sul fatto che sia sempre bello rivedere i nostri Lone Gunmen in azione 😉

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        1. Assolutamente si, per adesso è una serie veramente solida! E si conferma l’esistenza di esperimenti sulla popolazione ignara, altro grande classico della mythology cospirazionista di The X-Files! :–)

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