Fables Compendium One: recensione del libro

Mi sono letto un bel volumone di più di mille pagine intitolato Fables: Compendium One. Raccoglie i primi 41 numeri del fumetto Fables, scritto da Bill Willingham, il cui primo numero uscì nel 2002. Alla fine, ne sono usciti 150 di numeri in totale, infatti se volessi completare la collezione dovrei comprarne altri tre di Compendium (e si sta rivelando complicato, visto che per il secondo devo passare da un negozio di fumetti olandese, ma ci sto lavorando). Ma intanto concentriamoci su questo primo volume…

L’universo di Fables parte da una premessa abbastanza semplice: le terre dei protagonisti delle fiabe sono state conquistate da un famigerato Adversary (Avversario), e quelli che si sono salvati da morte, schiavitù e distruzione si sono rifugiati in una comunità a New York. I personaggi umani stanno in città, mentre quelli dalle sembianze non umane stanno nella cosiddetta Farm, Fattoria, qualche decina di miglia a nord della città. L’universo creato da Willingham si sviluppa attraverso vari story arc per lo più formati da più numero l’uno, ed è seguendo queste macrostorie che ho deciso di scrivere di Fables.

In tutto questo, specifico che il mio primo contatto con Fables è avvenuto qualche anno fa giocando l’ottimo The Wolf Among Us della TellTale Games (ormai fallita), un gioco narrativo che mi aveva fatto venir voglia di leggere questo strano fumetto. È arrivato il momento! 

Legends in Exile (issues 1 to 5)

Leggende in esilio introduce molti dei personaggi chiave di Fables, a partire dallo sceriffo Bigby Wolf (il lupo cattivo delle fiabe) e Snow White (Biancaneve) che è la vera e propria amministratrice della comunità. La scusa per introdurli è l’indagine sulla presunta morte di Rose Red, sorella di Snow White, per cui tra i sospetti del brusco Wolf finiscono Jack (quello del fagiolo magico, che è sempre il primo sospettato per tutto), Bluebeard (Barbablù) e vari altri. La storia funziona, introduce benissimo il mondo di Fables, e fa venir voglia di saperne di più su questi assurdi personaggi che vivono nel nostro mondo ma sono dei veri e propri pesci fuor d’acqua. 

Animal Farm (issues 6 to 10)

La fattoria degli animali mostra una rivoluzione alla Farm guidata da Goldilocks (Riccioli d’oro) e dai suoi tre orsi, in un parallelo non troppo velato con la più famosa Animal Farm di George Orwell. Forse un po’ troppo sbrigativa la soluzione finale, ma è un’altra storia che centra l’obiettivo di espandere il mondo di Fables, e lo fa non ricorrendo al carismatico Wolf

Bag ‘O Bones (issue 11)

Una sacco d’ossa è una breve storia a sé stante in cui vediamo Jack durante la Guerra Civile statunitense (i personaggi delle fiabe sono immortali, nel nostro mondo, specialmente se noi umani continuiamo a ricordarli e a narrare le loro storie). Jack interagisce in modo inaspettato con Death, la Morte. Semplice, veloce, la storia funziona alla grande e approfondisce un personaggio che si vede parecchio in questi primi numeri. 

A Two-Part Caper (issues 12 and 13)

Una storiella in due parti assume un tono abbastanza oscuro quando Wolf si trova a che fare con un giornalista che crede di aver scoperto in Fabletown una comunità di vampiri. Sorprende come Willingham tiri fuori pedofilia e omicidi a sangue freddo, il tutto in una storia in cui gioca un ruolo importante Briar Rose, cioè la Bella Addormentata, che ha ancora il potere / la maledizione di far addormentare tutti intorno a sé quando cade preda del suo sonno magico. Fa venir voglia di capire come evolverà questo fumetto il cui tono può passare facilmente dallo scanzonato al vietato ai minori nel giro di due pagine. 

Storybook Love (issues 14 to 17)

Un amore da favola: Willingham dà continuità alla storia sviluppando ulteriormente i personaggi di Prince Charming (il Principe Azzurro, una persona veramente deplorevole sotto ogni punto di vista), Bluebeard (un altro cattivissimo, naturalmente), Goldilocks (Riccioli D’oro, in combutta con Bluebeard), e torna sulla dichiarazione d’amore di Bigby a Snow White. Qui sembra cominciare una vera e propria storia tra i due, e la rivelazione finale è da brividi! Tutte le sorprese disseminate da Willingham in questo story arc mi sono piaciute, ma mi riservo il giudizio finale per il futuro perché non so quanto posso credere alle morti dei vari prsonaggi che sappiamo essere più o meno immortali (dipendendo da quanto noi umani continuiamo a raccontare le loro storie). È comunque interessante che Charming abbia fatto fuori Bluebeard per il bene di Fabletown (così sembra)!

Barleycorn Brides (issue 18)

Le spose dell’orzo è una storia a sé stante che rappresenta un piacevole intervallo che usa i lillipuziani per un racconto ambientato per lo più nel passato che si prende anche la libertà di un disegno più leggero rispetto al solito (comunque sempre di Mark Buckingham, uno degli artisti più usati da Willingham nel suo fumetto). E poi mi ha fatto canticchiare tutto il tempo la splendida John Barleycorn (must die) dei Traffic, come posso non apprezzarlo?

The Last Castle

L’ultimo castello è una storia inclusa nel Compendium ma non uscì nei numeri regolari del comic Fables. È posizionata dopo Barleycorn Brides e approfondisce anch’essa la guerra contro l’invasore delle terre delle fiabe. Lo fa attraverso i ricordi di Boy Blue (amicone di Pinocchio e del Principe Ranocchio Flycatcher, detto Fly) nel giorno dell’anniversario della fuga degli ultimi sopravvissuti attraverso l’ultima porta rimasta per arrivare nel nostro mondo, dopo una battaglia campale in cui molti (tra cui Robin of the Woods e Red Riding Hood, cioè Robin Hood e Cappuccetto Rosso) si sacrificarono per salvarli. La storia è splendida, con l’assedio al castello, la battaglia campale, e il tono assolutamente oscuro e triste che accompagna i ricordi di Boy Blue, che ironicamente viene considerato troppo giovane per suonare blues nei locali di New York nonostante si porti dentro una grande tristezza da secoli (amò alla follia Red Riding Hood ma lei non si salvò, mentre lui riuscì ad arrivare a Fabletown).

A Wolf in the Fold

Il titolo è un’espressione traducibile come Fantasmi del passato, perdendo il riferimento al wolf, lupo. Questo è un breve racconto non illustrato sugli anni in cui Wolf combattè contro le truppe dell’invasore delle terre delle favole, su come incontrò Snow White per la prima volta, e su come arrivò a New York, anzi, New Amsterdam come era chiamata al tempo. La prosa di Willingham riesce a rispettare l’atmosfera di Fables anche senza i disegni, ed è affascinante entrare nella mente di Wolf per capire le sue motivazioni e i suoi istinti predatori. 

Cinderella Libertine (issue 22)

Cenerentola libertina è una breve storia che introduce una terza ex moglie di Prince Charming: dopo Snow White e la Bella Addormentata Briar Rose, il Principe Azzurro sposò Cinderella (Cenerentola), che attualmente ha un negozio di scarpe chiamato, naturalmente, The Glass Slipper (La scarpina di cristallo). Qui scopriamo che in realtà lavora per Bigby come un vero e proprio agente segreto, e che ci sono dei Fables che cospirano per far trionfare l’Adversary anche nel nostro mondo, come Ichabod Crane (da Sleepy Hollow!), risentito per essere stato costretto ad abbandonare il suo posto da amministratore di Fabletown dopo aver aggredito sessualmente Snow White. Cinderella si assicura che faccia una finaccia.

March of the Wooden Soldiers (issues 19 to 21, and 23 to 27)

La marcia dei soldatini di legno è lo story arc più lungo fino ad ora mi è piaciuto da matti. Finamente tocchiamo con mano il potere dell’Adversary che manda una forza di invasione contro Fabletown, formata da fratelli di Pinocchio dannatamente potenti in battaglia (per esempio, le pallottole non gli fanno molti danni). Questo significa che Geppetto è ancora vivo, forse schiavo dell’Adversary (o alleato?). Allo stesso tempo, Prince Charming vuole sostituire King Cole a capo della comunità (e mettere Bella e la Bestia al posto di Snow White e Bigby), anche se il grosso della storia sta nella battaglia a difesa di Fabletown che vede vincitori i nostri eroi pur se a caro prezzo (muoiono Weyland, l’orso Boo, tanti membri della Mounted Police… e pure Pinocchio stesso!). Rivediamo Red Riding Hood, ma è solo il suo corpo usato dalla malvagia Baba Yaga che viene sconfitta da Frau Totenkinder, la strega di Hansel e Gretel e poi imprigionata da Bigby per provare ad estorcere informazioni preziose sui piani dell’Adversary (o, come si fa chiamare, l’Imperatore). Infine, Snow White sta per partorire! E c’è pure un immancabile riferimento a The X-Files, come potevo non amare questa storia?

Riguardo a temi chiave di questo story arc, mi sembra inevitabile che Willingham parli di guerra in un periodo in cui gli Stati Uniti stavano mandando il proprio esercito a combattere in varie parti del mondo (questi numeri del fumetto originariamente uscirono nel 2004, poco dopo le invasioni di Afghanistan e Iraq, e pure le elezioni a Fabletown sembrano essere allineate con quelle del 2004 che videro fronteggiarsi Bush e Kerry). 

War Stories (issues 28 and 29)

Storie di guerra sta in due ottimi numeri che raccontano di un episodio della Seconda Guerra Mondiale in cui Bigby guidò un commando statunitense dietro le linee nemiche in Francia nel 1944. Tra Frankenstein e l’Uomo Lupo, siamo ad un passo da quella che sarebbe potuta essere un’avventura di un gioco di ruolo nell’universo di Lovecraft, e per me questo è da prendersi come un complimento. Più leggo Fables, più ne voglio leggere ancora!

The Long Year / The Mean Seasons (issues 30 to 33)

Questi quattro numeri mi sono sembrati contenere una storia quasi di raccordo, col compito di cambiare un po’ le carte in tavola prima di ripartire con nuove avventure. Prima di tutto, c’è un nuovo sindaco in città, ed è Prince Charming, e l’unica promessa che sembra poter mantenere è quella di rimpiazzare Snow White e Bigby Wolf con Beauty e Beast. Poi, Snow passa un bel po’ di ore in sala parto per partorire sei bebé che hanno tutte le gradazioni da umano a lupo e che volano pure (d’altronde il nonno è il North Wind, il Vento del Nord). Di conseguenza deve andare alla Farm, dove Bigby non la può seguire perché bandito da sempre in quel territorio. Questi decide quindi di andarsene da Fabletown. Infine una serie di misteriosi omicidi mette alla prova il nuovo sceriffo, che trova aiuto anche in North che visita la Farm per stare coi suoi nipoti. Ci sono varie altre tracce di possibili future storie con Jack che se ne va (forse portandosi dietro alcuni tesori di Bluebeard), Fly che viene perdonato da Beast che gli leva così l’unico modo che aveva per vivere tranquillo senza pensare ai suoi tormenti del passato, e Blue che scompare pure lui. Insomma, mi sembra che Willingham qui abbia posizionato i suoi pezzi per dare vita a un interessante futuro, senza necessariamente preoccuparsi di sviluppare un’unica storia come in precedenti story arc. Tutto ciò che ho letto ha destato la mia curiosità, quindi con me la cosa ha funzionato!

Da sottolineare come i due contendenti nelle elezioni siano uno un inetto (Cole) e l’altro un bugiardo compulsivo (Charming): a occhio a Willingham non piaceva molto la situazione politica del proprio paese! 

1001 Nights of Snowfall

La visita di Snow White alle terre delle Arabian Nights (Le 1001 notti di neve) è un modo per raccontare storie del passato di molti dei personaggi di Fables, arricchendo sempre di più quest’universo davvero impressionante. È con queste 140 pagine di contenuti fuori dalla serie regolare che scopriamo così i background di King Cole, di Snow White stessa e di come abbia fatto fuori i malvagissimi sette nani, del povero Ambrose il Principe Ranocchio (Fly), del perché a Bigby sia vietato entrare nella Farm (era davvero un lupo grande e cattivo!), e di vari altri personaggi in fuga dal mondo delle favole per l’invasione dell’Adversary. Bella anche la cornice scritta come fosse una fiaba delle Mille e una notte (ma quasi tutti i numeri hanno delle bellissime cornici “attive”, che cambiano a seconda di chi sia il protagonista delle varie pagine), e splendidi i disegni che ancora una volta spaziano su più stili in quanto affidati ad artisti diversi. Questa è la prova di come un concetto come Fables si presti a un’infinita varietà di storie e racconti, e per adesso mi sembra che Willingham, il suo unico autore, abbia davvero fatto tesoro della cosa!

Jack Be Nimble (issues 34 and 35)

Jack (quello della pianta di fagioli) se ne è scappato da Fabletown rendendosi conto del disastro a cui avrebbe portato l’elezione di Prince Charming a sindaco (e soprattutto è diventato protagonista di una serie spin-off di Fables!). E non se ne è andato a mani vuote, visto che si è portato dietro uno dei tesori di Bluebeard. Tutti quei soldi li fa fruttare a Hollywood, ma dopo qualche anno lo sceriffo Beast lo raggiunge e lo esilia (per non farlo passare dal boia). La storia è raccontata in modo interessante, ma non consistente: parte come una collezione di testimonianze di un processo, ma poi passa ad una narrazione lineare. I disegni, poi, non sono dei migliori visti fino ad ora. E la storia stessa è fin troppo basica, quando in tutti gli story arc precedenti Willingham aveva sempre provato a sorprendere con qualche colpo di scena. Tutto questo fa di Jack Be Nimble probabilmente la storia più deludente di quelle lette fino ad ora, per quanto mi riguarda.

Homelands (issues 36 to 38 and 40 and 41)

Terre natie è narrata in cinque numeri affascinanti e segnano un ritorno al fantasy puro grazie alla missione di Boy Blue che, dopo essersi rimesso dalle torture di Baba Yaga, va in missione nelle Homelands per assassinare l’Adversary. Il colpo di scena su chi sia l’Adversary l’avevo capito sin da March of the Wooden Soldiers, ma questo non ha minimamente diminuito il piacere della lettura. Blue è un eroe fantastico armato com’è del suo mantello magico (Witching Cloak) e dell’invincibile spada Vorpal (originariamente menzionata da Lewis Carroll nel suo poema Jabberwocky), e il suo cammino per arrivare dall’Imperatore è strepitoso.

E, spoiler alert, mi ha colpito la spiegazione di come Geppetto sia diventato il temibile Adversary, il vero detentore del potere nell’impero del male che ha conquistato le terre delle fiabe, e che ora, scopriamo, sta combattendo per prendersi pure le terre che abbiamo visto in 1001 Nights of Snowfall. È interessante perché inizialmente non c’era malizia nelle azioni di Geppetto, ma è stato il potere a convertirlo in un mostro. E oltre a metterci in guardia dai pericoli del potere, Willingham sembra dirci che il fine non giustifica i mezzi, e se i mezzi utilizzati sono disumani, alla fine si perde la propria umanità.

Alla fine dell’ultimo numero, che chiude anche l’intero Compendium One, Blue riesce a tornare sano e salvo a Fabletown, porta con sé la vera Red Riding Hood (che non avevamo mai visto: era una spia quella con cui lui aveva avuto una storia prima della fuga in The Last Castle), e Geppetto giura di fargliela pagare amaramente… E si scopre anche che l’intero piano veniva da Prince Charming: alla fine vuoi vedere che il nuovo sindaco non è così inutile come si pensava?

Meanwhile (issue 39)

Questo singolo numero (Nel mentre) che fa da intervallo a Homelands mostra Fabletown durante la missione di Blue. Come tale, è ricco di avvenimenti che aprono nuove strade, una sorta di aperitivo per i futuri numeri. Entra in scena Mowgli, uno degli agenti di Fabletown che operano fuori da Fabletown (i cosiddetti tourist), a cui Prince Charming affida il compito di ritrovare Bigby per una missione nelle Homelands. Ed esce di scena Trusty John (personaggio di una fiaba dei fratelli Grimm) condannato per spionaggio per l’Adversary: prima di entrare nel Witching Well, lancia una maledizione sui suoi boia, chissà a cosa porterà!

E qui si chiude il Compendium One, che mi è piaciuto da matti. Posso immaginare alcuni dei possibili sviluppi futuri della serie, e sono curiosissimo di scoprire quelli e tutti gli altri che mi sorprenderanno! Ciao! 

PS: ecco un po’ di tavole carine:


7 risposte a "Fables Compendium One: recensione del libro"

    1. Mai visto, ma pare che si siano ispirati a Fables anche se non l’hanno voluto ammettere apertamente…

      After Fables fans raised controversy over possible appropriation, the show writers initially denied a link, but later said they may have “read a couple issues” of the comic book and while the two concepts are “in the same playground”, they are “telling a different story.” Bill Willingham responded to the controversy in an interview, where he stated he did not feel the show was plagiarism and said: “Maybe they did remember reading Fables back then, but didn’t want to mention it because we’ve become a very litigious people.”

      "Mi piace"

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