Relatos salvajes: recensione del film

Relatos salvajes (Storie pazzesche) è un film del 2014 scritto e diretto da Damián Szifrón. Si tratta di un film ad episodi comico-drammatico che mi sembrò geniale quando lo vidi al cinema anni fa e che mi è di nuovo sembrato geniale anche adesso che l’ho rivisto in DVD. Mi ha convinto praticamente tutto, dalla narrazione al cast che include la crème de la crème del cinema argentino, dalle musiche alla regia. Peccato che Szifrón sia poi scomparso dai radar…

Personalmente trovo geniali tutti gli episodi del film, e solamente l’ultimo mi sembra durare un po’ troppo con una conseguente perdita di ritmo che però, volendo, porta ad una giusta conclusione questo giro sulla giostra della commedia nera del giovane autore argentino. Sì perché per almeno un’ora e quarantacinque minuti (che volano come fossero dieci) non ci si ferma un attimo grazie a queste storie surreali in cui arriva sempre un momento di svolta, che sia di rivelazione o di ribellione, che fa esplodere tutto.

A raccontare la trama di quelli che essenzialmente sono dei cortometraggi slegati tra di loro (eccetto per il tema comune) si fatica a capire come si possa ridere tanto. Ma in realtà le trame non le voglio raccontare per non rovinare l’effetto sorpresa a chi non abbia visto questo piccolo gioiellino.

Szifrón mette in scena le estreme conseguenze di una società stressante e stressata in cui quasi quotidianamente ci scontriamo con professori, compagni di classe e di lavoro, vigili, impiegati pubblici, autisti… e fondamentalmente si chiede: che succederebbe se ci lasciassimo andare? Succederebbe di tutto, questa è la risposta. Nelle interviste rilasciate all’uscita del film, il regista dichiarò di avere studiato il confine tra la civilizzazione e la barbarie, di fatto. 

Ho detto del cast sublime, e voglio farvi un po’ di nomi. Dario Grandinetti è il protagonista del primo, fulminante episodio intitolato Gabriel Pasternak. Ricardo Darín veste i panni di #Bombita, in una personale crociata contro le multe ingiuste. Leonardo Sbaraglia fa un autista a cui scappa un insulto di troppo (El más fuerte, Il più forte). Oscar Martínez guida l’episodio La propuesta (La proposta) che in venti minuti fa meglio di quanto sia riuscito a fare il nostro Paolo Virzì nelle due interminabili ore de Il capitale umano (2013). Ne Las ratas (I ratti) César Bordón è perfetto come politico mafioso, e infine la coppia Érica Rivas e Diego Gentile risulta ottima per la chiusura con Hasta que la muerte nos separe (Finché morte non ci separi): so di matrimoni finiti peggio del loro…

Se conoscete un po’ il cinema hispanoablante, avrete già visto ed apprezzato la maggior parte di questi attori, e averli tutti insieme in questo film è un lusso: avere i due fratelli Almodóvar tra i produttori evidentemente porta dei vantaggi notevoli! 

Concludo consigliando con tutte le mie forze Relatos Salvajes, un film che si installa nella vecchia tradizione del film comico a episodi e non sfigura accanto ad altri ottimi film come, per esempio, I mostri (1963) o Bianco Rosso e Verdone (1981). Ciao! 



15 risposte a "Relatos salvajes: recensione del film"

  1. Mi hai davvero incuriosito. Non conoscevo questo film è il fatto che il regista cerchi di usare una tematica sociale simile (perdere il controllo di fronte a una società simile) mi ha davvero colpito. Lo vedrò sicuramente!

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  2. Dal mio archivio risulta che ho visto questo film nel 2015, dandogli voto 5, che non sarà la sufficienza ma di solito è un voto che uso per indicare un film buono ma che non è riuscito a soddisfarmi a pieno. Se non fosse per il mio archivio non avrei alcuna memoria d’averlo visto 😛
    Letta la tua recensione, mi sa che me lo rivedo 😉

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          1. Sì sì, l’ho visto in italiano e non credo fosse un brutto doppiaggio, ma non ricordo niente di niente, e di solito se il film mi è piaciuto qualcosina, anche vaga, di solito ricordo. Può anche darsi che l’ho visto nel momento sbagliato, non ero pronto a quel tipo di comicità, chissà…

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