The X-Files – S04E05, Vite precedenti

Che cambio di ritmo! Avevo già scritto (nella recensione di La casa dei mostri) che Glen Morgan e James Wong col loro ritorno nella quarta stagione volevano sviluppare meglio i personaggi di Mulder e Scully, ed ecco quindi un intero episodio che si sofferma su Mulder e il suo passato. O meglio, le sue vite passate! Non a caso il titolo italiano è proprio Vite precedenti, molto meno poetico dell’originale The Field Where I Died (Il campo dove sono morto).

La scusa per buttarsi in un’esplorazione molto intimista dei sentimenti di Mulder è un blitz dell’FBI in un compound di una setta religiosa alla ricerca di armi, argomento scottante negli anni Novanta negli Stati Uniti dopo l’assedio di Waco del 1993 e il suicidio di massa di Heaven’s Gate del 1997, che naturalmente non erano una novità assoluta in un paese che da sempre registra molti morti per scontri con armi da fuoco (un altro esempio è il massacro di Jonestown del 1978 menzionato esplicitamente da Skinner durante l’episodio).

Durante l’operazione Mulder ha delle intuizioni inspiegabili, e sente una connessione particolare con una delle mogli del leader spirituale Vernon Ephesian (interpretato da quel Michael Massee diventato famoso suo malgrado per aver sparato nel 1994 a Brandon Lee durante le riprese di The Crow, Il corvo). 

Non passa molto tempo prima di capire che la ragazza, Melissa (Kristen Cloke, che poi sposò Glen Morgan), soffra di personalità multiple. E come se la cosa non fosse già abbastanza singolare, alcune di queste sembrano venire dal passato, un passato in cui sembra esserci stato del tenero con… una precedente incarnazione di Mulder!

L’episodio si sviluppa così tra interrogatori, sessioni di ipnosi e un finale decisamente deprimente che si chiude proprio come tutto era cominciato: Mulder è solo in un campo e riflette tristemente con in mano le foto vecchie di più di cento anni delle due persone le cui vite erano state vissute proprio da lui e Melissa. In quel campo, lui era stato ucciso durante la guerra civile e lei non aveva potuto impedirlo.

Come è facile intuire, non è certo l’episodio più adrenalinico della serie, e questo inizialmente mi ha un po’ spiazzato. Superato lo shock, è stato facile farsi catturare dalla poesia di una storia d’amore che trascende i limiti della vita stessa, e ho apprezzato moltissimo anche il momento in cui si ribadisce l’importanza del rapporto tra Mulder e Scully. Infatti, lei gli dice che non cambierebbe un singolo giorno di quelli passati insieme a lui (e poi non resiste a fare una battuta splendida sul fatto che magari il Flukeman l’avrebbe evitato volentieri – L’ospite in corpoFlukeman interpretato dal fratello di Glen Morgan, scrittore dell’episodio!).

Insomma, un episodio quasi sperimentale, molto diverso da quanto visto fino ad ora, e ben realizzato sia in fase di regia che di recitazione, se non per la Cloke un po’ sopra le righe, mentre un Duchovny molto più posato ha saputo trasmettere bene l’inquietudine del suo personaggio. Ciao! 


Episodio precedente: Inquietudine

Episodio successivo: Sanguinarium


6 risposte a "The X-Files – S04E05, Vite precedenti"

  1. Un intimista e malinconico episodio sul tema della reincarnazione… il suo ritmo lento e misurato mi fece una buona impressione da subito, devo dire. Forse anche perché, almeno in parte, mi ricordava gli sceneggiati e le miniserie televisive a tema misterioso/paranormale (una fra tante, “Il filo e il labirinto”) che occupavano i palinsesti della Rai quando ero ragazzino e quindi molto, moltissimo tempo fa 😉

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