Huāyàng niánhuá (In the Mood for Love): recensione del film

In the Mood for Love è un film del 2000 diretto da Wong Kar-Wai che ho avuto il piacere di vedere al cinema nel freddo e piovoso gennaio 2021 (c’ho messo poco a pubblicare il post!). So che il film è considerato da molti un classico, mentre per me è stata la prima visione, una visione che mi ha fatto capire quanto sia giustificata la fama della pellicola. Ma, come sempre, partiamo da due righe di trama.

Il signor Chow (Tony Chiu-Wai Leung) e la signora Chan (Maggie Cheung) si ritrovano per caso ad essere vicini di casa. Condividono un amore per le storie di arti marziali, ma mantengono rapporti poco più che cordiali e di circostanza. Ben presto però di rendono conto che la moglie di lui lo sta tradendo con il marito di lei…

Che film! Al di là della trama, che pur nella sua semplicità è superiore a quella del 99% dei film romantici sfornati da Hollywood, In the Mood for Love ha una colonna sonora strepitosa (che include anche tre canzoni in spagnolo cantate da Nat King Cole), una fotografia impressionante per cui Christopher Doyle, Pun-Leung Kwan e Ping Bin Lee si portarono a casa la Palma d’oro a Cannes), e delle scelte registiche e narrative poco convenzionali che me lo hanno fatto sembrare un piccolo gioiello, e so di arrivare ben dopo la musica visto che la schiera di ammiratori di questo film è vastissima.

Una delle cose che mi ha colpito di più è la scelta di non mostrare mai i due adulteri in faccia, quasi fossero dei simboli più che dei reali personaggi. Il focus della storia resta quindi saldamente sui due protagonisti che effettivamente sono presenti in praticamente tutte le scene del film. Lei è meravigliosa coi suoi movimenti sinuosi sottolineati dai bellissimi abiti succinti. Lui è il perfetto amante tormentato che vorrebbe osare ma rispetta troppo l’amata per forzarne una decisione drastica.

Altra cosa che ho apprezzato sono i salti temporali che il regista non ha sentito il bisogno di appesantire con inutili didascalie. Lo spettatore non viene accompagnato per mano lungo la narrazione, ma se attento la ricompensa sarà una storia intensissima narrata in un modo molto intrigante.

Ecco quindi dettagli come la storia di segreti raccontati a buchi negli alberi e borse e cravatte rivelatrici di infedeltà che invece di essere sbattuti in faccia allo spettatore vengono sussurrati. Ed ecco una storia d’amore che va contro tutti i canoni della classica storia romantica cinematografica sia nel suo sviluppo che nel suo finale, regalandoci un film davvero unico.

Concludo dicendo In the Mood for Love è davvero imperdibile, la dimostrazione che con maestria e talento un film romantico può essere non scontato e neanche melenso. Mi ha sorpreso non poco scoprire che il film è stato girato senza una vera e propria sceneggiatura, Che roba incredibile! Ciao! 



18 risposte a "Huāyàng niánhuá (In the Mood for Love): recensione del film"

  1. Anch’io ho avuto il grande piacere di vedere in sala questo film, ma con giusto vent’anni di differenza 😀
    In quei primi 2000 giusto una piccola sala di Roma poteva essere così coraggiosa da proiettare un film non certo di grande richiamo, malgrado vanti due fra i più grandi e famosi attori di Hong Kong, entrambi poi presenti in “Hero” di Zhang Yimou, che invece in quei pochi giorni in cui è passato per l’Italia è stato comprato da uno dei cinema del Berlusca 😛
    Vogliamo poi dirlo che la colonna sonora di questo film è decisamente il terzo protagonista della vicenda?
    Conservo ancora il DVD comprato subito dopo, in quei primi Duemila in cui ero completamente partito per il cinema asiatico anche non marziale 😉

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    1. Sei stato tra i pochi a vederlo al cinema in Italia al tempo, credo! Io ho approfittato di questa bella iniziativa di festeggiarne il ventesimo anniversario ed è stata una splendida scoperta (tardiva). Hai ragionissima sulla colonna sonora, è meravigliosa!!!

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  2. L’ho visto l’anno scorso, quando all’arena estiva di Cremona hanno fatto una piccola rassegna su Wong Kar-wai: bellissimo, sono entrato con aspettative altissime vista la sua fama e non ne sono rimasto affatto deluso! Però ho apprezzato ancora di più Hong Kong Express, a cui ho ripensato per giorni dopo averlo visto, proprio non riuscivo a scrollarmelo di dosso per l’effetto che mi ha fatto!

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  3. Visto al cinema, seppur in seconda visione al Valdocco di Torino. Ne ho scritto nel mio ultimo post. Film che nella sua semplicità e nella mancanza quasi di una trama/sceneggiatura in senso classico riesce a sviluppare qualcosa che ho difficoltà a descrivere a parole. Un tuffo nelle emozioni, restando freddi e passionali allo stesso tempo. Nel toccare i due estremi, il film ha tensione elevata. Grazie per averlo recensito.

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    1. Ho letto il tuo ultimo post, ma mi richiede una riflessione non banale, quindi non riesco a risponderti con cinque film in giorni come questo in cui ho pochi minuti di blogging al massimo. Per me In the Mood for Love è un capolavoro vero, merita sicuramente di essere ricordato in post come il tuo (a cui prometto di tornare più avanti)! :–)

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