Star Trek: Enterprise – S01E01-E02, Prima missione

È finalmente arrivato il momento di sfruttare a dovere il prezioso regalo di EvilAle di un paio di Natali fa: il meraviglioso box di Bluray della serie Star Trek: Enterprise!

Non sono bellissimi?

È l’ultima serie che mi manca da vedere del cosiddetto Classic Trek (fatta salva The Animated Series), ovvero lo Star Trek pre-reboot del 2009 firmato da J.J. Abrams. Andata originariamente in onda tra il 2001 e il 2005, con Brannon Braga come showrunner, non la conosco praticamente per niente, quindi comincio questa mia avventura totalmente al buio, sono emozionatissimo!

S01E01-02: Broken Bow

Ed eccomi quindi a parlare del primo episodio, naturalmente doppio, come da tradizione, intitolato Broken Bow (per l’ItaliaPrima missione). Scritto da Rick Berman e Brannon Braga, due nomi chiave dello Star Trek del tempo, e diretto da James L. Conway, Broken Bow è costruito per introdurre i personaggi senza perdere troppo tempo in chiacchiere, e contemporaneamente dare un po’ di contesto per situare correttamente la serie nella continuity dell’universo Trek.

Eccoci quindi cento anni dopo il primo volo a velocità warp di Zefram Cochrane visto in Star Trek: First Contact (Primo contatto, 1996), anni in cui, si capisce, i terrestri hanno superato molti dei loro problemi come guerre, fame e povertà, ma ancora non sono riusciti a lanciarsi nell’esplorazione dello spazio per evidenti ritardi tecnologici. Per questo accusano senza mezzi termini i vulcaniani di trattarli come dei bambini, cosa che sicuramente deriva da quello che risulta essere un equivalente della Prima Direttiva che ben conosciamo da altre serie di Star Trek. I vulcaniani avranno saggiamente deciso di non interferire nel naturale progresso dell’umanità.

È però pronta la USS Enterprise, la prima nave capace di andare a velocità warp 5, e la fortuita cattura di un klingon (Klaang, interpretato da Tommy Lister Jr.) in fuga da due misteriosi alieni in Oklahoma dà il via alla sua prima missione. Il capitano Jonathan Archer (Scott J. Bakula), figlio dell’inventore della tecnologia alla base del motore dell’Enterprise (interpretato da Mark Moses in alcuni flashback), deve riportare quel klingon su Qo’noS. Come compromesso coi vulcaniani che avrebbero preferito tener fuori da questa storia gli umani, Archer viene accompagnato dalla sub-commander T’Pol (Jolene Blalock).

Già che ci sono, lasciatemi brevemente introdurre il resto degli ufficiali. Il capo ingegnere Charles “Trip” Tucker III (Connor Trinneer) mi è sembrato una specie di McCoy (di TOS) in quanto a temperamento. Il dottore alieno Phlox (John Billingsley) mi è parso in stile Neelix (di VOY) col suo ottimismo e le sue risposte vaghe. L’ufficiale tattico è Malcolm Reed (Dominic Keating), e per ora ho capito solo che è britannico grazie al suo splendido accento. Al timone ecco Travis Mayweather (Anthony Montgomery), e alle comunicazioni l’asiatica Hoshi Sato (Linda Park). È presto per capire i vari ruoli nel gruppo dei protagonisti, ma per adesso i tre personaggi chiave sembrano senza dubbio Archer (e il suo cane Portos), T’Pol e Trip, un power trio non troppo dissimile da quello formato da Kirk, Spock e McCoy nella serie classica. Ma questa è solo la mia prima impressione, magari il resto degli episodi mi smentirà!

E visto che sono sui personaggi, lasciatemi dire che per adesso Archer mi è parso decisamente antipatico, vista l’arroganza con cui entra in scena e il suo antagonismo contro i vulcaniani. Il finale, però, mi fa ben sperare, visto che finalmente sorride e dice lui stesso che deve superare i suoi pregiudizi e i suoi limiti. Speriamo!

Che dire della storia? Piena d’azione, per ora ha introdotto alcuni elementi senza svilupparli più di tanto: una fantomatica Guerra Fredda temporale, un nemico senza volto che dà ordini ai suliban alterati geneticamente, e un tentato colpo di stato ai danni del klingon High Council. Immagino che si tratti di una trama orizzontale che ci accompagnerà per almeno questa prima stagione, se non di più. Nessun tema profondo di cui mi sia accorto, e per questo per adesso ENT mi sembra più vicina a VOY che a TNG e DS9, ma ci sono ancora tanti episodi che mi aspettano.

In generale, questo episodio doppio di esordio per Enterprise mi è parso ben inserito nel Classic Trek, ricordandomi da vicino Voyager più di ogni altra serie. Ho trovato solo un po’ fuori posto il tentativo di dare una carica sessuale al prodotto sia nel primo contatto tra Archer e Sarin (Mindy Clarke), sia nell’inutile scena di decontaminazione con T’Pol e Trip (qualcuno poi mi spiegherà perché spalmarsi il corpo con olio possa aiutare questo processo – anche se a pensarci bene forse T’Pol la dovremmo decontaminare in ogni episodio!).

Decontaminate T’Pol, presto! E poi decontaminatela ancora!

Per il resto, ottime le musiche di Dennis McCarthy, ottimi i costumi (bella la scelta di avere delle tute a metà tra quelle attualmente usate dagli astronauti della NASA e quelle di Kirk e compagnia), e ottimi anche i trucchi, con gli alieni umanoidi come sempre in Star Trek (l’esperta mano di Michael Westmore si nota eccome). Insomma, il debutto della serie mi ha più che convinto, e mi ha lasciato con la voglia di vederne di più, di saperne di più di questo equipaggio terrestre alla sua prima missione di esplorazione spaziale con capacità warp. Ciao!

PS: bello rivedere brevemente James Cromwell nei panni dell’anziano Cochrane!

PPS: rimane non spiegato che ci facesse Klaang sulla Terra, vediamo se in futuri episodi si capirà oppure resterà un mistero. 

PPPS: la sigla è molto diversa da quelle delle serie di Star Trek precedenti. Prima impressione? Pessima. Però in realtà dopo poco mi ci sono già affezionato… It’s been a long road, getting from there to here…


Episodio successivo: Vincere la paura

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14 risposte a "Star Trek: Enterprise – S01E01-E02, Prima missione"

  1. Io ero là, quel giorno in cui La7 presentò questa prima puntata, e la decontaminazione di T’Pol è stato il picco di ascolti! 😀 (Tutta roba finta, purtroppo, perché come vedrai ad ogni episodio il petto di T’Pol cambia forma e dimensione: sarà mica una mutaforma??? 😀 )
    Non posso dire di essere stato conquistato da quella prima puntata, ma almeno il mio amico-nemico Brannon Braga per un attimo ha dato la sensazione che questa fosse una serie che vantasse più di due personaggi: sensazione purtroppo rivelatasi falsa. Ha ricopiato esattamente la formula TNG: due soli protagonisti assoluti di ogni maledetto episodio e gli altri personaggi solo degli stupidi cartonati sullo sfondo. Brannon è mio amico perché ha grandi idee ed è fan di Alien, ma mio nemico perché scrive mostruosità orripilanti tipo questa serie, fra le più brutte che io abbia mai visto. Buona visione ^_^

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    1. Non è vulcaniana allora!!! X–D
      A me questo pilota è piaciuto abbastanza. Fa world building senza essere troppo didascalico, e poi la butta sull’azione senza cervello che era un po’ la ricetta standard di Voyager, la serie ammiraglia al tempo.
      L’equipaggio per ora mi sembra interessante, anche de ci vedo un chiaro power trio in stile TOS (Archer Kirk, Trip McCoy e T’Pol Spock, ma lei con più decontaminazone). Però essendo un drogato di Star Trek diciamo che sono già on board. Poi magari cambio idea, ma la serie me la sparo tutta di sicuro! :–D

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  2. Devo concordare con l’amico Lucius, lassù. “Enterprise” fu una delusione, nonostante Scott Bakula (che adoravo dal precedente “Quantum Leap”, del quale mi pare di aver letto che sta per uscire un reboot). Comunque anche se alla fine mi affezionai ai personaggi (mi piaceva la figura di Hoshi, e l’interazione di Archer con un andoriano che ritorna per diverse puntate) mi è rimasto ben poco della serie. Non voglio spoilerarti troppo, ma la trama orizzontale è un po’… lacunosa, diciamo.
    Comunque ne leggerò volentieri qui da te 😉

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    1. Mi dispiace leggere di due delusioni di persone del cui giudizio mi fido! Però è Sta Trek classico, io sono pronto a fiondarmici dentro, poi vedremo se mi deluderà come ha fatto con te e Lucius o no…

      Di sicuronmi farà piacere avervi al mio lato per un confronto! :–)

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  3. E così sei finalmente arrivato a Enterprise: buon nuovo inizio e buon nuovo viaggio insieme, amico mio!
    Anche a me, devo dire, l’episodio pilota non fece una cattiva impressione, no. Oggi arriverei persino a considerarlo la parte più riuscita dell’intera prima stagione, ma non voglio ovviamente spoilerarti nulla… aggiungo solo che i Sulibani e la Guerra Fredda temporale, tra l’altro, vennero ampiamente omaggiati in uno dei migliori speciali di Martin Mystère, “Generazioni” (annata 2003, volutamente trekkiano fin dal titolo) 😉
    P.S. Per quanto il mio giudizio sulla serie rimanga più “morbido” rispetto a quello di Lucio non posso negare che, nonostante le buone intenzioni e alcune idee azzeccate, si sia risollevata troppo tardi per lasciare davvero il segno nell’universo Trek…

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    1. Hombre! Contavo su di te! :–)

      Ma quanto poco amore per questa serie del Classic Trek. So che fu interrotta prematuramente, ma pensavo la cosa fosse dovuta solo a un po’ di *Trek fatigue*, viste le tante serie in onda allo stesso tempo. Beh, presto avrò la mia personale opinione sulla cosa, vediamo se mi allineo o se sarò l’eccezione. Ammetto che su Star Trek tendo ad andare leggero col giudizio, ce l’ho troppo nel cuore per essere obiettivo! :–D

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