Starship Troopers: recensione del film

Starship Troopers (Starship Troopers – Fanteria dello spazio) è un film del 1997 diretto da Paul Verhoeven. Costato intorno ai 100 milioni di dollari, fu un flop al botteghino e non fu capito minimamente dalla critica che lo tacciò di essere fascista e promilitarista (complice anche l’essere basato su un racconto di Robert Heinlein che viene da molti considerato promilitarista, anche se è in corso un dibattito infinito sulla cosa). Ovviamente nulla può essere più lontano dalla realtà visto che le intenzioni del regista olandese andavano esattamente in direzione opposta, e il film da allora è stato pian piano rivalutato ed oggi è considerato un cult movie da molti. Questo post è dedicato a questo film che adoro e che mi piacerebbe venisse (ri)scoperto da più gente possibile! 

La trama è quanto di più semplice si possa desiderare. La Terra è minacciata da degli insetti giganti che da un pianeta lontano lanciano grossi meteoriti verso il nostro pianeta (si scoprirà durante il film che si stanno solo difendendo dalla nostra aggressione). Noi spettatori seguiamo la guerra tra terrestri ed insetti dal punto di vista di un gruppo di giovani reclute. Johnny Rico (Casper Van Dien nel ruolo della vita, tuttora la gente lo chiama Rico alle convention e non solo!) è figlio di una famiglia ricca ma si arruola perché innamorato di Carmen Ibanez (Denise Richard) che sogna di diventare pilota della Flotta. Insieme a loro si arruolano anche Dizzy (Dina Meyer) che segue Johnny nella Mobile Infantry (la Fanteria, cioè la carne da cannone) perché innamorata di lui, e il brillante Carl (Neil Patrick Harris) che finisce all’Intelligence. Dopo un durissimo addestramento col sergente Zim (Clancy Brown) che non esita a ferire gravemente le sue reclute, il primo attacco terrestre è un disastro con centinaia di migliaia di vittime nella Fanteria, e il proseguo dell’offensiva va un po’ meglio anche se i fanti continuano ad essere usati dai comandanti dell’esercito senza grosse preoccupazioni per la loro incolumità. 

Secondo me Starship Troopers è un vero e proprio capolavoro della satira. È recitato seriamente da tutti gli attori coinvolti eppure il tono che ne esce è quasi surreale, merito di un casting a dir poco eccezionale: sono tutti attori bellissimi e giovanissimi, di fatto molti arrivavamo da serie televisive per adolescenti, e con doti attoriali che essendo gentili potremmo definire… poco profonde. E risultano perfette per il tono del film che si prende gioco di una società fascista in cui tutti sono belli, bene armati, con strumenti bellici all’avanguardia, e l’unica cosa che sanno fare è sterminare insetti! 

Come in Robocop (1987, sempre di Verhoeven), anche qui a sottolineare gli intenti satirici ecco la televisione, stavolta coi notiziari, così come mille altri dettagli. Non è un caso che tutte le figure di un certo peso per i nostri eroi siano sfigurate fisicamente: al tenente interpetato da Michael Ironside manca un braccio, al sergente reclutatore (Robert David Hall) mancano tutte e due le gambe (dice pure con orgoglio: “Mobile Infantry is what made me the man I am today“, cioè “La Fanteria Mobile è ciò che mi ha reso l’uomo che sono adesso“), la biologa (Rue McClanahan) ha il volto sfigurato ed è cieca… La società fascista dipinta da Verhoeven è basata sulla violenza e si vede! 

Poi sono tutti giovani e belli eppure quasi non c’è sesso, addirittura ragazzi e ragazze fanno la doccia insieme tutti nudi ma non si guardano nemmeno, ogni minimo desiderio sessuale è spento dalla disciplina e dalla voglia di combattere. Tra l’altro Verhoeven girò nudo quella scena: la Meyer chiese perché si dovesse girare una scena di nudo e Verhoeven rispose domandando dove fosse il problema. Sfidato a denudarsi, naturalmente lo fece senza nessun problema! 

Per capire che Verhoeven volesse prendersi gioco di una società nazifascista comunque basta dare un’occhiata alle uniformi e ai simboli: quello dell’esercito sembra l’aquila usata dalla Germania di Hitler! Poteva forse essere più esplicito? 

Ma al di là della profondità dei messaggi del film, Starship Troopers è anche un divertentissimo film bellico di fantascienza che per più di due ore mantiene un ritmo spettacolare, che ha delle scene di combattimento meravigliose e degli effetti speciali che, pur se in buona parte digitali, reggono ancora alla grandissima! Col mio bel Bluray mi sono goduto ogni immagine, ogni ondata di insettoni all’attacco dei fanti spaziali coi loro grossi mitra, ogni scena con le navi stellari corazzate che vengono devastate dalle spore antiaeree degli scarabei giganti. 

L’alto budget fu usato benissimo con location, scenografie e costumi che rendono l’idea di un futuro militarizzato alla perfezione (il film si svolge nel 2197). E fu usato anche per l’altissimo numero di comparse e per un cast che oltre ai protagonisti include anche tantissimi altri personaggi secondari che comunque sono ben caratterizzati e aiutano a portare avanti la storia in un modo affatto banale: su tutti Zander (Patrick Muldoon), innamorato di Carmen, Ace (Jake Busey, figlio di Gary Busey!), Watkins (Seth Gilliam, che poi ha fatto fortuna in The Walking Dead), ma ce ne sono parecchi altri. 

Insomma, non posso che reiterare il consiglio di guardare (e riguardare) Starship Troopers: divertente, intelligente, ben fatto, è un’altra delle tante opere di Verhoeven da incorniciare. Ciao! 

PS: è un piacere addizionale assistere ad una reunion di attori da Total Recall (Atto di forza, 1990): ci sono Dean Norris, Marshall Bell e Michael Ironside



10 risposte a "Starship Troopers: recensione del film"

  1. Curiosa la scelta della foto del post: chissà come è avvenuta la selezione 😀
    Scherzi a parte, la prima volta che ho visto il film onestamente non ho colto l’umorismo, anzi mi sembrava drammaticamente identico ai film americani di metà Novecento, quelli cioè che esaltavano la guerra e la chiamata alle armi. Solo con il tempo ho imparato ad apprezzare la satira di Verhoeven, anche se temo gli americani non vedano affatto questo film in modo satirico, visti i vari sequel e la serie a fumetti che ne è nata, tutti a prendere molto sul serio lo spunto del film.

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    1. Denise Richards secondo me era bella in modo assurdo negli anni Novanta… Neve Campbell meglio ancora, già che ci siamo! :–D

      Eh sì, è un film che non fu capito, purtroppo. Il tono è volutamente off, anche grazie agli attori tremendi, e Verhoeven ha provato a spiegarsi in più interviste riguardo alle sue intenzioni.

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      1. Altrettanto vola anche al sottoscritto che, fin dalla prima visione, ne apprezzò assai il feroce impianto satirico e certo MOLTO meno militarista di quanto avrebbe potuto sembrare di primo acchito! Del resto è Paul Verhoeven, e lui in genere (detto letteralmente, perché la cosa riguarda appunto ogni genere che ha trattato) ha l’abitudine di parlare forte e chiaro 😉
        In sintesi, il regista è come se ci ponesse di fronte a una scelta di campo: per quali “mostri” parteggiamo noi, alla fine? Per quelli che, come gli aracnoidi di Klendathu, sono ritenuti tali solo perché osano difendere il loro territorio dall’invasore (la cui propaganda ha tutto l’interesse a dipingerli nel modo più abominevole possibile) oppure per quelli che, come i giovani “eroi” ed “eroine” della Federazione, sono talmente impregnati di fascismo e militarismo da non rendersi più nemmeno conto di quanto siano diventati semplice carne da cannone? Se i primi non hanno avuto scelta -difendersi o essere annientati- non l’hanno avuta nemmeno i secondi, in fondo, impossibilitati a nascere e a vivere in una qualsiasi alternativa di società diversa (dove “civile” non fosse sinonimo di “codardo”)…
        Fra i seguiti io mi sento di salvare solo questo, per se privo sia di attori in carne ed ossa che del beffardo spirito del truce regista olandese…
        https://en.wikipedia.org/wiki/Starship_Troopers:_Invasion

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        1. Non ho visto nessuno dei seguiti… ma secondo me dici benissimo di Verhoven, è uno che non le manda a dire!

          Tra l’altro stiamo vivendo proprio adesso sulla nostra pelle una propaganda di guerra con l’orribile situazione in Ucraina e i media dei nostri paesi che non si stanno sforzando troppo di essere oggettivi, come dovrebbero. Non arriviamo alle esagerazioni di Starship Troopers, ma poco ci manca. E si dimostra ancora una volta di come la guerra sia la cosa più orribile mai creata dall’uomo…

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  2. Anche a me piac emolto questo film, che per puro caso ho rivisto da poco in tv: lo trovo ancora un ottimo intrattenimento, come dici tu non perde mai mordente fino alla fine. L’operazione di Starship Troopers secondo me è davvero intelligente, è una satira che all’apparenza è invece un omaggio, come fosse un modo ingegnoso di evitare una qualche censura. Volendo forse lo si può vedere come un classico film di avventura con insetti alieni giganti, ma sono d’accordo con te nel pensare che sia molto più di questo (che già non è poco, soprattutto considerando che visto oggi fa ancora la sua bella figura). Denise Richards toglie il fiato, accidenti!

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    1. Il bello di un film così è che funziona su più livelli, come azione senza cervello o come critica profonda al militarismo e al fascismo. Di questi tempi (purtroppo) andrebbe proprio riscoperto…

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