Fables Compendium Two: recensione del libro

Grazie a questo fantastico negozio di fumetti olandese, Vandal Com-X, sono riuscito a comprare il Compendium Two di Fables e ho potuto continuare la mia lettura dopo lo splendido Compendium One! Ecco quindi i miei pensieri sugli story arc contenuti nei numeri 42-82 del fumetto originale di Fables.

Arabian Nights (and Days) (issues 42 to 45)

Il secondo Compendium di Fables che contiene i numeri dal 42 all’82 si apre con una lunga storia da quattro numeri intitolata Notti arabe (e giorni). Sinbad arriva in visita a Fabletown per discutere un’alleanza dopo che l’Adversary ha invaso le terre delle fiabe arabe. Non si può dire che Willingham avesse paura di toccare argomenti sensibili, tra l’altro in un momento storico in cui gli Stati Uniti erano alla seconda guerra in pochi anni contro stati orientali (Afghanistan e Iraq). La critica a Sinbad per l’uso degli schiavi e la facile soluzione finale in cui l’American Way si impone sulle fiabe arabe con l’abbandono della schiavitù per poter restare a Fabletown, di fatto, mi sono sembrate fin troppo semplicistiche…

In ogni caso, la storia funziona ed è avvincente. La struttura è quella standard, con uno sviluppo abbastanza lineare ma in cui un mistero viene rivelato nel finale cambiando le carte in tavola a sorpresa (una sorpresa chiamata ancora una volta Frau Totenkinder). E anche stavolta la cosa funziona benissimo, con il malvagio Yusuf che fa la fine che merita per mano del D’Jinn che intendeva usare per prendere il potere.

Certo che se Sinbad è in possesso di una creatura di tale potenza, com’è possibile che le armate dell’Adversary riescano a conquistare le terre delle fiabe arabe? Dovrebbe essere un gioco da ragazzi sconfiggerle! Chissà se Willingham affronterà mai l’argomento… In ogni caso, continua ad espandersi il mondo di Fables, inserendo nella normale continuity qualcosa che si era già visto nella bella storia di Snow White intitolata 1001 Nights of Snowfall contenuta nel Compendium One. E King Cole si prende una rivincita su Prince Charming rendendosi utile grazie alla sua conoscenza dell’arabo e alle sue abilità diplomatiche che lo fanno diventare ambasciatore nella Baghdad delle fiabe, ancora libera dalle truppe dell’Adversary. Per ultimo, spero vivamente che il bacio tra Beauty e il nuovo sindaco non porti a niente, l’ho vissuto come un momento un po’ troppo soap opera per i miei gusti… 

The Ballad of Rodney and June (issues 46 and 47)

Mi piacciono i cambi di prospettiva, e in un universo così grande come questo sono particolarmente succosi. Qui ecco la storia di due figli di Geppetto che si innamorano al fronte (contro le fiabe arabe di cui sopra) e che pagano un prezzo altissimo pur di essere trasformati in creature di carne ed ossa. Eccoli quindi a New York, a due passi da Fabletown, a fare da spie e a portare a termine imprecisate missioni per conto di Geppetto, missioni apparentemente terribili e sanguinolente…

Si vede un po’ di impero, e viene ricordato una volta ancora quanto sia malvagio Geppetto, nonostante la sua apparenza mite e docile. Si prende cura dei suoi sudditi, certo, ma a caro prezzo! E la sua idea di prendersi cura di qualcuno non è la stessa che potrebbe avere una madre per i propri figli…

Wolves (issues 48 and 49)

Fables ha dimostrato ampiamente di poter fare a meno di quello che all’inizio sembrava esserne il personaggio principale. Dopo la sua scomparsa, però, non poteva non tornare con una storia epica come quella di Mowgli che lo cerca nei posti più isolati e freddi del mondo per conto del sindaco Prince Charming! Gran personaggio Mowgli, e gran personaggio Bigby, che ha provato a dimenticare Snow White senza riuscirci e accetta di tornare a Fabletown. Certo, ma come farà a restarci, data la situazione?  

Happily Ever After (issue 50)

Per evitare l’ovvio spoiler, il titolo di questo numero appare soltanto alla fine. Bigby torna alla Farm di Fabletown, quindi, ma a patto di portare a termine una missione decisamente pericolosa nelle terre natie. Ed è una missione che svela che fine abbiano fatto i semi di fagiolo magici di Jack. Come era prevedibile, lui li ha persi da tempo, e Prince Charming decide di usarne un paio per stringere un’alleanza con il Cloud Kingdom (il Regno delle nuvole) e per vendicarsi sull’Adversary dell’attacco di March of the Wooden Soldiers (nel Compendium One). Bigby e il suo C4 fanno un ottimo lavoro (reminescente di Dog Company, la storia di Bigby nella Seconda Guerra Mondiale – sempre nel Compendium One), si rivede Pinocchio, che però resta col padre pur sembrando in balia degli eventi, e Bigby si guadagna il diritto di stare con la sua famiglia presso la Farm. E ci scappa pure il matrimonio con Snow White

Willingham continua a sorprendere i lettori appoggiandosi davvero a tantissime fiabe della tradizione e tirandoci su un mondo che per adesso resta convincente e pieno di personaggi interessanti e sfaccettati. Come continuarà la guerra, però? Non credo che Geppetto accetti pacificamente una vendetta come quella portata a termine da Bigby… 

E questo Fly mano nella mano con Red Hood (Cappuccetto Rosso)? 

Big and Small (issue 51)

Cinderella continua le sue missioni per conto del governo di Fabletown. Dopo quella di Cinderella Libertine per smascherare il malvagio Ichabod (Compendium One), eccola nel Cloud Kingdom a negoziare l’alleanza coi giganti che vivono sulle nuvole (pure metaforicamente, visto che non sembrano sveglissimi). Ci riesce, ma si fa un paio di nemici e si porta a casa un esaurimento nervoso, l’unica parte che trova piacevole della missione è il lancio col paracadute per scendere dalle nuvole alla Farm

Cinderella è un personaggio molto interessante, una ragazza forte, indipendente, e che non ha paura di accettare le missioni più pericolose, una 007 coi controfiocchi. Ben diversa dalla Cenerentola di disneyana memoria! 

Sons of Empire (issues 52 to 55)

I figli dell’impero, ben quattro numeri per mostrare come effettivamente Geppetto non abbia intenzione di rinunciare a Fabletown, e anzi stia preparando un attacco a tutto il mondo dei mundy, cioè la Terra come la conosciamo. Il piano fa paura, ma la possibile reazione dipinta da Pinocchio lo fa ancora di più! 

È divertente vedere un possibile futuro in cui le nazioni della Terra non siano divise, ed è ironico che si uniscano solo per poter fare la guerra unite ad un nemico comune. Che poi è anche quello che immaginava Alan Moore nel suo Watchmen, anche perché è difficile pensare ad un’altra ragione più nobile (a quello pensa Star Trek, secondo cui l’unità viene raggiunta per cominciare insieme l’esplorazione dello spazio con le navi a motore warp).

In ogni caso, pare che tra tre anni Geppetto darà il via all’invasione della Terra, e prima di quella data gli abitanti di Fabletown e tutto il resto dei rifugiati dovranno essere eliminati… Intanto, è Hansel a trasferirsi a New York come responsabile di un’ambasciata che già si sa che non porterà a niente di buono.

The Road to Paradise (issue 56)

La strada verso il paradiso è composta da una serie di microstorie volte ad introdurre la figura di Babbo Natale. Perché dovrebbe mancare proprio lui in Fables?

Carino come Willingham usi l’allegra famigliola di Bigby e Snow White (che pacioccoso che è Ambrose!) per portare questo nuovo personaggio nel suo mondo, e intrigante come tra tutti pare che sia Fly destinato ad avere un ruolo cruciale nell’imminente guerra tra i nostri eroi e l’Adversary. E continuando con il romanticismo che non abbandona mai queste pagine, che dire dell’intraprendente Red Rose con Boy Blue? Sembrano un’ottima coppia!

Father and Son (issues 57 and 58)

Con lo stesso titolo di una famosa canzone di Cat Stevens, questa Padre e figlio non poteva che parlare di un rapporto problematico. Ed infatti il conflitto tra Bigby e North domina questa storia da due numeri che mi è piaciuta nonostante i disegni veramente brutti di Michael Allred (ma d’altronde in una serie così ci sono così tanti artisti che è normale ogni tanto leggere storie che piacciano meno di altre visivamente).

Bigby se ne torna alle sue terre con la promessa che il padre gli dia delle nuove spie invisibili (degli zephyr) e coi suoi fratelli più piccoli puniti ed imprigionati in forma di pesci rossi da tenere in casa.

Burning Questions (issue 59)

Le domande pressanti arrivano dai lettori, e questo numero è dedicato a rispondere ad undici di esse. Un divertissement innocente in cui si rivede Jack prima che se ne vada da Fabletown, si scopre chi ha preso il bouquet di fiori lanciato da Snow al matrimonio, e che Frau Totenkinder sta facendo a maglia un vestitino per il futuro figlio di Beauty e Beast (e avrà quattro braccia e dei piedi molto strani…).

The Good Prince (issues 60 to 63 and 65 to 69)

Questo story arc, Il buon principe, il più lungo fino ad ora, ha come protagonista il principe ranocchio Fly e lo trasforma da sempliciotto dal tragico passato che passa il tempo a pulire i pavimenti ad eroe e spina nel fianco dell’Adversary. Willingham usa intelligentemente anche l’armatura che da sempre vedevamo appesa nell’ufficio del sindaco pieno di libri e cianfrusaglie varie, che si rivela essere quella di Lancillotto, sfavillante quando indossata da un eroe puro come Fly. Il fantasma del cavaliere di Artù si riguadagna l’onore guidando proprio Fly nelle terre natie a fondare un regno alternativo all’impero grazie ad un’annata di fantasmi recuperati dal witching well. Riecco quindi il buon Weyland, ma anche i cattivissimi Bluebeard e Shere Kan, che tornano così in azione come temevo, ma in un modo decisamente soddisfacente, non gratuito. 

L’arco narrativo di Fly è impressionante e il suo cammino verso lo status di eroe segna anche la redenzione di Trusty John. Ci ho rivisto ben più di un’eco di Aragorn che guida l’esercito dei fantasmi ritrovato nelle White Mountains. E poi ritrovare Fly umile che a volte torna a pulire i pavimenti a Fabletown lo rende un personaggio davvero unico, se la merita la bella Red Riding Hood (Cappuccetto Rosso)! L’unica cosa che manca a questa storia è una reazione dell’Adversary alla perdita della sua armata d’oro composta esclusivamente da suoi figli, temo non l’abbia presa benissimo e la reazione immagino che sarà tremenda…

The Birthday Secret (issue 64)

A fare da intermezzo per sdrammatizzare la tragicità della storia di Fly che fonda il regno di Haven, ecco una breve storia con dei disegni molto accattivanti (di Aaron Alexovich) in cui Bigby e Snow rivelano ai loro sei figli l’esistenza del settimo, Ghost, quello invisibile. In tutto questo, gli abitanti della Farm e di Fabletown si preparano seriamente alla futura guerra con l’Adversary e hanno tutte le intenzioni di usare le devastanti armi umane, visto che siamo così efficienti a produrre cose in grado di autodistruggerci. Evidentemente i venti di guerra dei primi anni Duemila non potevano che ispirare Willingham a scrivere di un conflitto epico, tra le altre cose…

Kingdom Come (issue 70)

Come scrive lo stesso autore al principio, questo è un ultimo passo prima della vera e propria guerra. Un passo in cui, dopo che Blue dichiara inutilmente il suo amore a Red Rose (che delusione!), si riunisce il consiglio di guerra che decide sulle mosse di Cinderella e Briar Rose, e durante il quale King Cole prende il posto di Belle, anche se teoricamente solo per due o tre giorni. I piani di Bigby non vengono spiegati, ma sicuramente diverranno chiari ben presto… 

Skulduggery (issues 71 and 72)

Letteralmente qualcosa tra sciatteria, imbrogli e manovre, Skulduggery narra di un’operazione segreta condotta da Cinderella per portare a Fabletown Pinocchio. Dopo continui colpi di scena, la cosa riesce, e a Fabletown arrivano anche le spie di Geppetto conosciute in The Ballad of Rodney and June, con relativo figlio. Interessante come Pinocchio le convinca dicendo che lui non può che fare il bene del padre (causa incantesimi vari), e che sconfiggerlo sia il modo per salvarlo, facendogli del bene. Non l’abbiamo ancora visto, ma è cominciata l’offensiva per riprendere le Homelands… 

War and Pieces (issues 73 to 75)

Wow! Guerra e pezzi, invece che pace, in un intraducibile gioco di parole. Una vera e propria guerra lampo quella tra Fabletown (e i suoi alleati delle fiabe arabe e il Regno delle nuvole) e l’Impero! Pensavo che Willingham si sarebbe soffermato di più su questo evento preparato così a lungo, con gli scenari catastrofici che avevamo visto ipotizzati da Geppetto e dai suoi luogotenenti, e con la certezza che la guerra sarebbe stata un evento catastrofico. Invece prima di tutto è un attacco preventivo quello di Fabletown, che ricorda molto da vicino quello di Bush a Saddam per evitare che quest’ultimo usasse le famose armi di distruzione di massa che NON aveva. E poi la superiorità tecnologica di Fabletown dimostra come l’artiglieria abbia la meglio su draghi e warlock senza il minimo sforzo, specialmente se in combinazione con artefatti come il Witching Cloak usato da Boy Blue e con il potere della Bella Addormentata Briar Rose.

Insomma, nel giro di pochi numeri, tra The Good Prince e War and Pieces, l’Adversary perde gran parte dei suoi eserciti, tutte le sue terre, e viene pure accolto a Fabletown firmando la sua amnistia totale. Perdonato, il passato è passato, guardiamo al futuro. Se la storia è fin troppo militarista, per lo meno il finale è positivo ed ottimista, anche se le ultime parole di Boy Blue (narratore di questa vicenda) lasciano presagire problemi… ma alla morte di Prince Charming non credo nemmeno per un secondo! 

Around the Town (issue 76)

In giro per la città va Geppetto in una storia abbastanza inutile e disegnata in modo pessimo da Michael Allred (presentato come Guest Artist, io ne avrei fatto a meno, ma scopro ora che è un artista acclamato). Il messaggio è uno solo: a Geppetto è stata concessa l’amnistia affinché Pinocchio rivelasse informazioni chiave per vincere la guerra. Naturalmente, la popolazione di Fabletown non ne è contenta, e Geppetto deve abituarsi a non comportarsi da imperatore. Pinocchio dovrà avere pazienza (mentre Bigby è convintissimo che il vecchietto tornerà presto a compiere crimini indelebili)…

The Dark Ages (issues 77 to 81) e Waiting for the Blues (issue 82)

Se la guerra è stata breve e quasi indolore, le sue immediate conseguenze si fanno subito pesanti. L’età oscura comincia con un Signore Oscuro (Mister Dark) che viene liberato in un mondo in preda al caos dopo la caduta dell’Impero, e si vuole vendicare su chi ha usato parte dei suoi poteri nel witching cloak e nel witching well… La nostra Fabletown! In apertura, poi, ecco il funerale di Prince Charming, e in chiusura quello di Boy Blue, cosa che sconvolge sia le vite di Fly e Pinocchio, che di Red Rose, che immediatamente abbandona Sindbad solo per essere psicanalizzata da un Blue in fin di vita che la distrugge psicologicamente facendole capire come lei vada sempre cercando il pericolo, l’emozione, invece di provare a costruire una relazione stabile con una persona la possa amare veramente. E tra i due funerali, cade Fabletown, Baba Yaga non è più prigioniera, e Dark uccide senza pietà pure Kay, il cieco che si era appena cavato gli occhi un’ennesima volta, stavolta dopo aver visto tutto il dolore causato da Geppetto.

Come se non bastasse, le favole sopravvissute alla guerra e alla caduta di Fabletown si rifugiano alla Farm ma qualcosa non va e serpeggia il malumore che tocca l’apice nell’imminente scontro tra Bigby e Beast! Nemmeno Frau Totenkinder sembra non avere più il polso della situazione. L’unica parte più leggera di tutto questo story arc è il ritorno di Mowgli nel suo mondo insieme a Bagheera e ai fratelli di Bigby (lì come guardie del corpo), dove appare un nuovo strano personaggio: Mountbatten, una tigre meccanica in pessime condizioni. 

E qui si chiude il Compendium Two, che mi è piaciuto se possibile ancora più del primo. Sul finale, però, mi ha dato un po’ l’impressione di non sapere dove andare a parare… spero di sbagliarmi, ma dopo aver chiuso alla grandissima il conflitto Fabletown Adversary, Willingham si è subito rifugiato nella creazione di un nuovo villain da combattere. Non diventerà mica una specie di Dragon Ball, con nemici sempre più potenti da sconfiggere? Immagino di no, visto che metà dell’intera serie è stata spesa su Geppetto, come villain principale, ma insommma… vedremo, visto che continuerò presto con questa avventura, ciao! 

PS: ecco un po’ di tavole carine:


8 risposte a "Fables Compendium Two: recensione del libro"

    1. Non posso raccomandarlo abbastanza! Se hai visto il film di Snyder per favore dimenticalo e regalati l’esperienza della lettura dell’opera di Alan Moore, per me sicuramente tra le migliori 5 graphic novel mai scritte. :–)

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  1. Immaginare Geppetto come il villain della storia mi richiede un’acrobazia mentale non indifferente, appena leggo il suo nome lo rivedo con il volto inoffensivo della Disney!

    Alla fine credo sia il modo più facile per mandare avanti una trama, inventare ogni volta un cattivo da combattere: credo sia per questo che 3/4 del fantasy in circolazione ha sempre una guerra tra razze, un “antico male”, un Signore Oscuro o una declinazione di questi elementi. In realtà è un peccato, perché con un universo così ampio come questo si potrebbe fare qualsiasi cosa e inventarsi centinaia di storie diverse senza scadere nei soliti cliché.

    Piace a 1 persona

    1. Il bello di Geppetto è che Willingham riesce a renderlo credibile! La prima metà di questo comic è davvero ben fatta. Tra l’altro ci sono tantissime storie che non hanno a che vedere con questo scontro, quindi in realtà non criticherei Fables per aver usato un espediente narrativo cliché… forse sono stato troppo duro! Di fatto la guerra si esaurisce in pochissimi numeri, e tanti story arc ne sono completamente indipendenti.

      L’introduzione di un nuovo super villain dopo la caduta del primo però effettivamente mi ha sorpreso un po’ negativamente, ma ne vedremo gli sviluppi! :–)

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