Iron Sky: recensione del film

Esattamente dieci anni fa, nel 2012, uscì un film che fece scalpore: Iron Sky (Cielo di ferro), parzialmente finanziato grazie ad una campagna online in cui tanti appassionati scommisero soldi su un’idea di film che sulla carta sembrava poter essere geniale. Quale? A più di sessanta anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, sul lato oscuro della Luna si nascondono nazisti pronti a conquistare la Terra con astronavi (a forma di zeppelin!) e dischi volanti. Il regista del film era il finlandese Timo Vuorensuola, all’esordio, e nel cast spiccavano i nomi di Götz Otto e l’immancabile Udo Kier. I creatori del film promisero di creare un intero universo intorno all’idea principale del film, tra prequel, fumetti e videogiochi, ma ad oggi oltre al primo film sono usciti soltanto un videogioco di scarso successo nel 2012, e un tardivo seguito nel 2019 (Iron Sky: The Coming Race). Ad oggi, il progetto sembra essere morto, coi principali produttori che hanno dichiarato bancarotta tra il 2019 e il 2020.

Come sempre, sono arrivato tardi alla festa e ho guardato Iron Sky con dieci anni di ritardo. Che dire? Temo che il film sia invecchiato abbastanza male. Non per gli effetti speciali, a cui si può recriminare poco dato il budget relativamente modesto (sette milioni e mezzo di dollari), anzi, le immagini create al computer per questo film sono ancora adesso impattanti, tra svastiche giganti nei crateri lunari e battaglie spaziali ben fatte. È che, immagini a parte, c’è ben poca sostanza di cui parlare, purtroppo. La voglia di creare un cult ha evidentemente fatto pensare ai creatori di non dover scrivere una sceneggiatura, ma di poter rifugiarsi in parodie di meme internettiani (perché la scena presa pari pari da Der Untergang, La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler, 2004, non è un omaggio al film di Oliver Hirschbiegel, ma alle sue varie parodie che impazzavano in rete al tempo). Che errore madornale!

Così un inizio brillante con l’astronauta James Washington (Christopher Kirby) catturato dai nazisti e affidato al folle scienziato Richter (Tilo Prückner), padre della bella Renate (Julia Dietze), si perde in una parte centrale noiosa dove le parti ambientate a New York risentono tantissimo del voler prendersi gioco di una già dimenticata Sarah Palin (Stephanie Paul), estremista repubblicana candidata come vicepresidente degli Stati Uniti anni ed anni fa. L’ultimo terzo del film si tira un po’ su, con le Nazioni Unite che dimostrano di essere più disunite che mai, e i nazisti che quasi fanno tenerezza di fronte alle testate atomiche statunitensi tirate senza pietà su anziani, donne e bambini.

Il surreale senso dell’umorismo finlandese funziona meglio quando mette in bocca alla presidentessa degli Stati Uniti le parole della propaganda nazista o quando mostra una Terra devastata da una lotta fratricida che non quando usa espedienti comici da quattro soldi come i vestiti della bella Renate risucchiati dal vuoto atmosferico o l’afroamericano Washington trasformato in albino. A salvare la baracca non bastano nemmeno citazioni alte come quelle a The Great Dictator (Il grande dittatore, 1940) o Jaws (Lo squalo, 1975), perché ben più di metà film è composta da dialoghi senza ritmo recitati male da un cast che forse non ha capito bene che tono assumere, e probabilmente disorientato dallo stare di fronte a un green screen per il 95% del tempo.

Insomma, a malincuore ammetto che Iron Sky non mi abbia entusiasmato. E dire che se mi date dei nazisti in un film io di solito sono contento, specie se vengono massacrati come meritano, vedi Inglorious Basterds (Bastardi senza gloria, 2009) o Dead Snow (2009). Ma stavolta mi dichiaro ufficialmente deluso, e non aspettatevi una recensione del sequel di Iron Sky perché non credo che me lo guarderò mai. Peccato. Ciao!

PS: per me la battuta migliore è quella della presidentessa degli Stati Uniti che dice che i nazisti sono gli unici nemici che gli Stati Uniti hanno sconfitto ad armi pari.


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18 risposte a "Iron Sky: recensione del film"

  1. Per certi versi concordo con te. Forse sarà anche dovuto a tutte le critiche positive che ha ricevuto con il passare degli anni, ma questo film era carino, ma non spettacolare. La parte centrale l’ho sentita anch’io pesante e mi dispiace che sia invecchiato male. Tra l’altro il seguito non è decisamente all’altezza.

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    1. Era un’idea simpatica sviluppata in maniera decente, niente di più. Secondo me tra il finanziamento popolare e i meme che impazzavano nel 2012 fu ricevuto meglio di quanto non meritasse, e a vederlo ora… si nota!

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      1. Penso fosse dovuta anche alla campagna marketing. Voglio dire, la storia era davvero folle e grandiosa e il trailer prometteva bene. Ha creato aspettative. Poi i meme sono molto divertenti, ma fanno sembrare le pellicole migliori (o peggiori) di quel che sembrano.

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        1. I meme sono divertenti… finché non vengono a noia, e di solito lo fanno abbastanza in fretta (perché sempre ripetuti fino allo sfinimento).

          Comunque sì, la storia prometteva davvero bene, e a tratti riesce anche nei suoi intenti. Purtroppo, solo a tratti.

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  2. Ah, the good old times when the most absurd thing that could happen was Sarah Palin as President…

    Very important for the ironic nature of the film: Laibach did a song. Not their best song, but I recommend you to find out more about that band and their parodies of totalitarianism (or are they parodies? they call themselves “radically ambiguous” :D)

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  3. Un paio di mesi fa mi sono accorto che alcuni capitoli di questa saga erano disponibili su Prime Video, così ci ho messo un segnalibro perché prima o poi li avrei visti: sono fra quelli che non hanno MAI visto nulla di Iron Sky, né il primo né altro episodio. A questo punto, essendoci il decennale, era il momento giusto per iniziare la saga. Però è anche vero che essendo noi sull’orlo della terza guerra mondiale non sono nello stato d’animo giusto per scherzare con la seconda: boh, vedremo come va.
    Quindi ti ho letto con un occhio solo: quando inizierò il ciclo – questo 2022 è gonfio di anniversari! – tornerò a commentare 😉

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    1. Alcuni capitoli? Che io sappia ci sono soltanto due film (questo del 2012 e il sequel del 2019)… Mi sbaglio?

      Comunque hai ragione, vedere commedie a tema guerra in un periodo così buio come questo non è il massimo. :–(

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  4. Prima del grande passaggio su grande schermo con “Iron Sky”, Timo Vuorensuola si era già fatto notare con una divertente parodia trekkiana dal titolo “Star Wreck: In the Pirkinning” 😉
    Riguardo al film in questione devo dire che anch’io, come Cassidy, lo considero ancora un gioiellino, anche nella director’s cut (con alcune migliorie riguardanti gli effetti speciali e non solo, vedi sequenze e dialoghi aggiunti). Diciamo che il progetto nel suo insieme non meritava certo la bancarotta, pur con un seguito non all’altezza dell’originale…

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    1. Star Wreck non l’ho visto!

      Non so se ho visto il director’s cut o no… Ma non mi ha entusiasmato, in ogni caso… Non per questo auguravo la bancarotta a sta gente, ci mancherebbe! :–)

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