The Lord of the Rings: The Two Towers: recensione del film

The Two Towers (Le due torri) è il secondo capitolo della trilogia de Il signore degli anelli, e il film omonimo di Peter Jackson uscì esattamente venti anni fa nel 2002, un anno dopo il suo primo capitolo. Probabilmente si tratta del libro più difficile da trasformare in film: necessariamente di raccordo, ha da una parte una storia che cresce e si sviluppa fino ad un climax decisamente cinematografico (la battaglia di Helm’s Deep tra Rohan e gli Uruk Hai di Isengard), e dall’altra una storia più diffiicile da rendere avvincente come quella di Frodo (Elijah Wood) e Sam (Sean Astin) che si avvicinano a Mordor insieme a Gollum (Andy Serkis) e finiscono nelle mani di Faramir, figlio di Denethor, reggente di Gondor a Minas Tirith.

E non a caso secondo me è qui che comincia a scricchiolare la trilogia di Jackson che decide di svincolarsi abbastanza dal libro originale per aggiungere momenti drammatici a volte riusciti ed altre… meno. Il film divide la narrazione tra le due storie, esattamente come il libro, e per lo più funziona in quella di Aragorn (Viggo Mortensen) e compagni che ritrovano Gandalf (il Bianco, stavolta – Ian McKellen) e si dirigono a Edoras per convincere re Theoden (Bernard Hill). I cavalieri di Rohan sono ben caratterizzati (da notare Eomer che è interpretato da Karl Urban in uno dei suoi primi ruoli importanti), Grima Wormtongue è l’eccezionale Brad Dourif e tutte le sue scene sono splendide, ma in generale è narrata benissimo la guerra tra Isengard e Rohan, guerra che sfocia nello spettacolare assedio di Helm’s Deep.

Questa è la prima battaglia epica della trilogia ed è tuttora impressionante, nonostante adesso sia facile (ma non lo era nel 2002) vedere qualche ingenuità negli effetti digitali. E qui potrei scrivere per ore della spettacolarità degli Uruk Hai, delle armi da assedio, dei combattimenti a distanza e di quelli in mischia, di come sia imponente la fortezza della Fossa di Helm… Vederlo al cinema venti anni fa du un’esperienza indescrivibile, probabilmente paragonabile a quella di Star Wars (Guerre stellari) nel 1977 o Jurassic Park nel 1993. L’unica cosa che mi sento di criticare in tutto questo è l’arrivo dei duecento elfi capitanati da Haldir (Craig Parker) che naturalmente non esistono nel libro di Tolkien e non ha senso che si uniscano alla batttaglia visto che gli elfi stanno abbandonando la Terra di Mezzo, come detto chiaramente da Elrond (Hugo Weaving) nel film precedente. Ricordo che al tempo qualcuno lesse questa scelta come un omaggio reso agli alleati degli Stati Uniti nelle guerre successive all’11 settembre 2001… Non so se sia vero (Peter Jackson è della Nuova Zelanda, non statunitense), ma io l’ho sempre considerata come una stupidaggine nel contesto della saga. Non a caso gli elfi vengono tutti massacrati perché non hanno nessun posto nella storia!

Ma passiamo all’altra metà del film. La prima cosa da dire è: Gollum. Il personaggio interamente creato in digitale sulla base dei movimenti di Andy Serkis, che gli dà anche la voce, è splendido, espressivo, e interagisce alla perfezione con il mondo e con gli altri personaggi.

La seconda… Non capirò mai la scelta di rendere Faramir (David Wenham) e i suoi guerrieri di Gondor degli antagonisti. Addirittura torturano Gollum! E non trattano con particolare riguardo nemmeno Frodo e Sam… E li rapiscono, portandoli a Osgiliath, pericolosamente vicino ai Nazgul di Sauron! Ci sono varie cose che non funzionano in tutto questo. La prima è che Faramir risulta odioso, quando invece nel libro era tutt’altro. La seconda è che i Nazgul non risultano molto minacciosi se uno di loro si lascia impaurire da una semplice freccia così vicino a Mordor, quando il loro potere dovrebbe essere grandissimo. E la terza è che Osgiliath non è convincente: perché mai le truppe di Gondor dovrebbero difendere un ammasso di rovine disabitate? Le scenografie della città sono esageratamente desolate, tutto è grigio, freddo, pieno di personaggi negativi… Secondo me questa metà del film non è affatto riuscita.

E a proposito di negatività, ci sono un po’ troppi momenti in cui la tristezza la fa da padrone in questo secondo capitolo della trilogia: per esempio, se da una parte i bambini e gli anziani soldati di Helm’s Deep possono anche apportare un senso di epicità al film, l’apparente morte di Aragorn è solo ridondante, visto che arriva subito dopo quella di Sam nel finale di The Fellowship of the Ring, e aggiungiamoci anche che pure Gandalf è tornato dopo che tutti l’hanno dato per morto.

Insomma, nonostante non possa che applaudire di fronte ad una battaglia come quella del finale del film e alla bellezza di un personaggio come Gollum, ci sono troppe cose che non mi convincono di The Two Towers per apprezzarlo a pieno. E andiamo così verso la conclusione della storia… Ciao! 



16 risposte a "The Lord of the Rings: The Two Towers: recensione del film"

  1. Non posso che darti ragione, a mente fredda: ci sono cose poco sensate in questo film. Ma quando si parla del Signore degli Anelli la mia mente non è mai fredda, e ti dico che questo è il mio preferito della trilogia, visto più volte al cinema (e sempre c’era un tifo da stadio per le tamarrate di legolas al fosso di Helm cui ammetto che mi univo senza pudore) e infinite volte poi. Forse il bello è proprio il suo stare nel mezzo, in un contesto già familiare ma da cui sai che non è ancora il momento di separarsi… In ogni caso hai scritto un’ottima recensione e non era certo facile!

    Piace a 1 persona

    1. Grazie mille! Io ammetto di aver sempre preferito i libri alle versioni di Jackson, forse da stupido fanboy venti anni fa, ma in realtà a rivederli ora, a freddo, mi son piaciuti ma hanno continuato a non convincermi vari aspetti… Sono un vecchio criticone!!! :–D

      "Mi piace"

  2. Come per Madame Verdurin, questo è anche il mio preferito della trilogia: mi piace come tutto diventi progressivamente più cupo, più disperato, e Rohan è probabilmente la mia parte preferita: tutta la parte a Edoras con Theoden mi piace da matti, i casting sono perfetti, e i dialoghi che prendono a piene mani dal testo di Tolkien compongono una delle sceneggiature più liriche che abbia mai sentito. E’ vero, la parte con Frodo e Sam è meno appassionante, ma lì c’è Gollum che è sempre stato uno dei miei personaggi preferiti!

    Io non ho mai trovato Faramir odioso, ho sempre interpretato il suo comportamento come effetto dell’influsso dell’Anello, che lui sente pur non sapendo della sua presenza – almeno all’inizio; quando poi ne viene a conoscenza e capisce la portata di quello che sta accadendo ha ampiamente modo di redimersi. Per quanto riguarda Osgiliath, invece, l’ho sempre presa come l’ossessione di Denethor, una sorta di linea psicologica oltre cui non far avanzare gli Orchi per considerare Minas Tirith al sicuro. Sulla finta morte di Aragorn invece sono d’accordo, non aggiunge niente e allunga un film già di suo corposo; secondo me cercavano solo un pretesto per fare qualche scena insieme ad Arwen, ma c’erano sicuramente altri modi.

    Il monologo finale di Sam, poi, mi commuove sempre.

    Piace a 2 people

    1. Ci sono tante cose fatte benissimo, hai ragione su Edoras che è davvero suggestiva. Non so perché, però, gli aspetti che mi piacciono meno li noto sempre tantissimo e diminuiscono di molto il mio piacere nella visione del film… :–/

      "Mi piace"

  3. Ottima recensione, anche se perdono a Jackson le tante “libertà” rispetto al libro. La cavalcata devastante della cavalleria elfa al Fosso di Helm è per esempio una delle “libertà” meglio riuscite, perché ti fa alzare dal sedile del cinema e cavalcare insieme agli elfi falciando orchi come una mietitrebbiatrice. Impetuoso. Epico. Liberatorio. Così come il viaggio di Sam e Frodo sembra rallentare il ritmo del film, ma a mio avviso rispetta anche un differente “passo” nella lettura del libro. La trilogia, vista al cinema all’epoca della sua prima proiezione al cinema, è nettamente più intensa del film visto e rivisto a casa, prima in DVD e poi in Blu-ray. Punti a favore del film visto stravaccato sul divano è che non ci sono quegli stramaledetti sgranocchiatori di pop-corn e cibarie varie nonché i commentatori ossessivo-compulsivi 😜

    Piace a 1 persona

    1. Si, al cinema fu un’esperienza devastante! Anche il libro risente del doppio passo, ricordo che la prima volta che lo lessi saltavo pezzi della parte di Sam e Frodo… A mia parziale giustificazione, avevo solo 12 anni!

      Piace a 1 persona

      1. Io l’ho letto un mese prima di compierne undici, ma ne rimasi folgorato. Finito rileggevo pure le appendici e non so quante volte le miniere di Moria 😜 Folgorato, credo sia il termine proprio esatto.

        "Mi piace"

  4. per me questo è il film preferito, tutta la storia del magico trio è fighissima, con òla battaglia del fosso!
    invece mi ha sempre lasciato parecchio indifferente la storia (principale) di Frodo, chissà se c’à una versione in cui i due fanno solo la comparsata quando la loro trama si intreccia a quella di Aragorn e Legolas

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...