Batman: The Cult: recensione del libro

Batman: The Cult è una storia del Cavaliere Oscuro pubblicata originariamente in quattro puntate nel 1988 e, in quanto ad atmosfere e toni, è vicina ad altre uscite in quel periodo come Batman: Year One (1988) o The Dark Knight Returns (1986). The Cult (Il culto) fu scritta da Jim Starlin e disegnata da Bernie Wrightson e Billy Wray e narra una storia in cui Batman viene a tutti gli effetti sconfitto da un folle diacono chiamato Blackfire dall’età indefinita che tira su un esercito di senzatetto e conquista Gotham City con la violenza, inizialmente indirizzata verso i criminali ma poi estesa a chiunque.

Questo aspetto della storia è interessante ed attualissimo: Blackfire riesce ad ottenere il consenso di una gran parte della popolazione che ne accetta le azioni violente perché dirette contro i delinquenti, e assistiamo ad un dibattito tra due fazioni: chi appoggia il diacono, qualunque cosa faccia, e chi invece pensa che sia pericoloso. Questa polarizzazione non è dissimile da quella a cui assistiamo oggigiorno su praticamente ogni tema possibile: pro-Ucraina o pro-Russia? Cambio climatico sì o no? Immigrati cattivi o no? Starlin, riprendendo senza dubbio Frank Miller, ricorre spesso al mostrare lo schermo televisivo coi suoi dibattiti per far capire dove stia l’opinione pubblica riguardo al diacono Blackfire.

Un altro aspetto di The Cult che mi ha colpito moltissimo è quanto ci abbia rivisto dei film di Batman di Christopher Nolan (tanto per cambiare): a un certo punto Jim Gordon viene ferito gravemente e dato per morto come in The Dark Knight (Il cavaliere oscuro, 2008), ma soprattutto un villain prende il controllo della città isolandola ed eliminando la polizia e “dando il potere ai cittadini”, ma instaura un regno del terrore con esecuzioni sommarie e massacri insensati, come in The Dark Knight Rises (Il cavaliere oscuro – Il ritorno, 2012).

Infine, mi ha sorpreso vedere il nostro eroe usare vari tipi di armi da fuoco, ma d’altronde va insieme a Robin a combattere contro un intero esercito dentro Gotham City, difficile credere che lo potesse fare a mani nude… ma non manca di criticare quelle stesse armi che si trova costretto ad usare, sappiamo come non le apprezzi!

Insomma, già questo basterebbe per consigliare il recupero di una storia che, per quanto ne sappia, non viene nominata molto nelle discussioni sulle letture indispensabili sull’Uomo pipistrello, ma per quanto mi riguarda meriterebbe un po’ più di attenzione. Batman stesso ha un’evoluzione notevole durante la storia, perché da completamente rotto e privo di motivazioni riesce a tornare sé stesso (e rieccoci con i paralleli con The Dark Knight Rises di Christopher Nolan). The Cult è una gran bella storia con ottimi disegni che non risparmiano sul sangue e sulla violenza, ed è stato divertente leggerla su un’edizione cartacea originale dell’epoca uscita in Spagna. Ciao!

PS: ecco qualche immagine di Batman: The Cult.


9 risposte a "Batman: The Cult: recensione del libro"

  1. come premessa mi ricorda un po’ Batman Arkham Knight, anche se là al posto delle armi da fuoco si usa il carro armato 🔪🔪🔪
    e la posa di Batman in una delle immagini sotto mi ha ricordato i disegni di Batman Vampire

    anche io sto pensando di portare una graphic novel (Batman: il lungo Halloween) sul blog, ma non sono sicuro
    hai letto la rece su IG? 🙂

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