Zombieland: Double Tap: recensione del film

Zombieland: Double Tap (Zombieland: Doppio colpo) è il seguito uscito nel 2019 di Zombieland (Benvenuti a Zombieland) del 2009. Come il primo film, si tratta di una commedia a tema zombie diretta da Ruben Fleischer, e ancora una volta si tratta di una versione in salsa statunitense di Shaun of the Dead, L’alba dei morti dementi, di Edgar Wright (2004). Come Wright gioca con gli stereotipi tipici dei londinesi tra pub e relazioni sociali disastrate, così Fleischer usa quelli americani come il road trip, le macchine grosse, le armi da fuoco, la Casa Bianca e Elvis.

Sinceramente non credevo che Zombieland avesse bisogno di un seguito ed in effetti ho aspettato un po’ a recuperare questo Double Tap. Mi ha divertito la visione? Assolutamente sì. Ma mi è comunque sembrato more of the same, ossia per lo più una ripetizione delle battute già viste nel film originale. Ritroviamo quindi i divertenti personaggi interpretati da Woody Harrelson, Jesse Eisenberg, Emma Stone e Abigail Breslin, e si aggiungono Zoey Deutch, Rosario Dawson, Avan Jogia e, soprattutto, un Bill Murray che fa ancora più ridere che nel primo film. Ancora una volta, se il film funziona è certamente grazie a loro, visto che il tema zombie perde rapidamente di importanza, addirittura il confronto finale quasi si dimentica di tutto il preambolo sugli zombie evoluti e più forti di prima.

Riecco anche un sacco di effetti speciali digitali puliti che distanziano questo film da quelli horror a tema zombie che di solito sono più riusciti quanto più gli effetti speciali sono pratici e ben fatti, e sì, sto pensando a George Romero e al suo fido Tom Savini. Ma, come detto, Fleischer non ci prova nemmeno a giocare in quel campionato. Questo è al 100% un film comico, pieno di battute non politically correct sui vegani / hippie / pacifisti ed anche molto autoreferenziale come quando tira fuori due personaggi identici a quelli di Harrelson e Eisenberg solo per ridere dei loro manierismi (sono interpretati da Luke Wilson e Thomas Middleditch).

Non c’è una vera e propria trama, il film è semplicemente una serie di sketch, e alcuni sono effettivamente divertenti soprattutto perché i personaggi sono azzeccati e hanno molta chimica tra di loro. Ho sorriso ai riferimenti a The Terminator (Terminator, 1984), uno dei più grandi film mai fatti secondo il mio modesto parere, ma si tratta più di name dropping che di qualcosa di pensato e profondo. Insomma, Zombieland: Double Tap offre 95 minuti di battute per ridere un po’ e poi passare ad altro. Non c’è niente di male, naturalmente, ed era difficile aspettarsi qualcosa di più da un film del genere. Ciao!


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