Star Trek: Enterprise – S01E10, I figli dello spazio

I figli dello spazio (Fortunate Son il titolo inglese, che ricorda una canzone dei Creedence Clearwater Revival che denunciava i giovani figli di papà che usavano il loro potere e la loro ricchezza per evitare di essere mandati in Vietnam – nell’episodio, Fortunate è il nome della nave da trasporto incontrata dall’Enterprise) è un episodio che ha una storia esile, direi, ma che continua a delineare bene il mondo in cui si muove la nave di Jonathan Archer.

La trama, di fatto, si riassume in pochissime parole: Matthew Ryan (Lawrence Monoson), il primo ufficiale del cargo Fortunate, è in cerca di vendetta contro i pirati Nausicaan che li attaccano da mesi. Ha un prigioniero (D. Elliott Woods), e spera di poter usare delle informazioni a lui estorte per sferrare un attacco vincente contro la flotta pirata. Archer prova ad evitare spargimenti di sangue, quando si rende conto della cosa.

Come detto, la trama è poca cosa: una piano di vendetta portato avanti da un equipaggio di una nave da trasporto che da sempre è costretto a girare per lo spazio a bordo di una nave lenta e poco equipaggiata per scontri a fuoco, e quindi facile preda di pirati spaziali come i temuti Nausicaan (visti nella sesta stagione di The Next Generation in Seconda opportunità, Tapestry).

Però già qui si nota come l’esplorazione spaziale terrestre non sia particolarmente organizzata, con queste navi civili che non si trovano sotto la giurisdizione della Flotta Stellare, anche se hanno interessi comuni, naturalmente. E questo accade perché la Flotta è relativamente giovane, con poche navi in giro, tanto che gli equipaggi delle navi da trasporto hanno spesso più esperienza di quelli delle navi della Flotta

Questo è potenzialmente diverso da quanto abbiamo visto in Viaggio verso Eden, uno degli ultimi episodi della serie classica, in cui Kirk fa da vigile spaziale con giurisdizione su civili, anche se in quel caso avevano rubato una navicella probabilmente appartenente alla Flotta Stellare. In sostanza, le navi terrestri civili sono abituate a imporre la propria giustizia senza ricorrere a nessuno, nemmeno se più potente in quanto a navi ed armamenti.

Inoltre è interessante vedere come Archer tratti il primo contatto della Flotta coi Nausicaan: prova a intavolare una soluzione diplomatica, ma non esita a rinforzare le proprie intenzioni con un po’ di colpi ben assestati quando il capitano Nausicaan (Danny Goldring) apre il fuoco sull’Enterprise. Archer rimane freddo per tutto il tempo, in forte contrasto con Ryan che invece argomenta il suo bisogno di vendetta con un discorso molto emotivo, ha le lacrime agli occhi. E forse per questo la Flotta Stellare dovrebbe (ed è destinata a) diventare il principale corpo spaziale terrestre: servono freddezza ed intelligenza per muoversi in un universo così complesso. 

E infine Fortunate Son è un modo per sviluppare Travis, forse l’ufficiale di bordo rimasto più in ombra fino ad ora (insieme al dottor Phlox, probabilmente). Scopriamo il suo passato su un cargo non dissimile dalla Fortunate (la ESC Horizon), e in un dialogo con Ryan viene menzionata una tragedia successa ad un altro di questi cargo, la North Star, anche se non vengono rivelati molti dettagli sulla cosa. Travis ha il coraggio di mettere in dubbio la decisione di Archer di interferire sulla vendetta di Ryan, ma capisce ben presto che, se portata a termine, quella stessa vendetta non avrebbe benefici per nessuno, come poi lo stesso Travis spiega al primo ufficiale della Fortunate nel finale.

Per il resto, ci sono varie buone scene in tutto l’episodio, incluso il finale con Archer che parla con il capitano della Fortunate (Charles Lucia) che si è perso tutta l’azione perché ferito dai Nausicaan. I due hanno esperienza da vendere, e questo apre alla speranza che nel futuro le cose funzionino meglio di quanto abbiamo visto in questo episodio tra flotta civile e Flotta Stellare.

Non ho apprezzato tutto, però: in particolare, alla fine dell’episodio, l’ostaggio Nausicaan mi sembrava in condizioni un po’ troppo buone per uno che era stato “quasi ucciso” durante le torture di poche ore prima. Però la risoluzione finale mi è sembrata soddisfacente: i Nausicaan si devono aspettare reazioni più decisive d’ora in avanti, specialmente se più navi di classe NX come l’Enterprise cominceranno a viaggiare per le rotte seguite dalle navi da trasporto terrestri (e apparentemente stanno per essere varate tre nuove navi del genere). Insomma, un altro episodio solido di questa prima stagione! Ciao!

PS: carina l’idea di collegare l’inizio dell’episodio con gli eventi di Rompere il ghiaccio nel dialogo tra Archer e l’Ammiraglio Forrest (Vaughn Armstrong).


Episodio precedente: Una questione di civiltà

Episodio successivo: Guerra temporale


5 risposte a "Star Trek: Enterprise – S01E10, I figli dello spazio"

  1. I Nausicaan ci mettono poco a riprendersi dalle torture, in effetti: capacità rigenerative o esigenze di copione? Chissà 😉
    Ad ogni modo, episodio interessante nel mostrare quali fossero i rapporti di equilibrio nello spazio pre-federazione (in particolar modo fra “esploratori” civili e equipaggi della Flotta)…

    Piace a 1 persona

    1. Ah, non conosco le capacità rigenerative dei Nausicaan, questo è vero! Ma quel tizio era lontano dall’essere quasi morto, questo è sicuro!

      Si, molto interessante l’aspetto civili vs flotta stellare terrestre! :–)

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