Kiss the Girls: recensione del film

Kiss the Girls (per l’Italia: Il collezionista) è un thriller del 1997 diretto da Gary Fleder e con protagonisti Morgan Freeman e Ashley Judd. Si tratta del primo film di Alex Cross, il personaggio di Freeman, che è poi apparso in un altro paio di film e su cui si basa una serie di libri scritti da James Patterson.

Kiss the Girls lo potremmo vedere come il classico thriller anni Novanta: c’è un serial killer da acciuffare, una coppia di protagonisti prova a farlo, assistiamo ad un po’ di omicidi, c’è una corsa contro il tempo per salvare delle vittime, la fotografia è per lo più scura, e c’è un immancabile colpo di scena finale. Più o meno sono gli stessi ingredienti dei vari The Silence of the Lambs (Il silenzio degli innocenti, 1991), Seven (1995), The Bone Collector (Il collezionista d’ossa, 1999), Twisted (La tela dell’assassino, 2004), e via così. 

Sì, qualcosa di diverso c’è, per esempio stavolta la coppia si forma quando la giovane Kate (Ashley Judd) sfugge al suo aguzzino e dopo insiste per collaborare con Cross per assicurarlo alla giustizia. E poi è sorprendente la rivelazione dei due serial killer che agiscono allo stesso tempo in due luoghi diversi, cosa che dà anche un certo respiro all’azione che quindi si svolge tra North Carolina e California.

Però… però temo che non si possa annoverare questo film tra i migliori del suo genere. Purtroppo, la trama risulta un po’ troppo convoluta per funzionare, con Cross che deve fare dei salti mortali di logica per giustificare il suo coinvolgimento nelle indagini. E soprattutto il colpo di scena finale è fatto solo per stupire, col classico terzo attore famoso del cast che si rivela essere l’assassino senza alcuna motivazione né giustificazione.

Non rivelerò chi sia, ma come al solito alla prima scena in cui ho visto questo attore ho pensato “E chi sarà mai il serial killer?“, e naturalmente c’ho indovinato. Ma, come detto, questo di per sé non sarebbe un problema se la cosa avesse un senso, ma… non ce l’ha. Quel personaggio non ha motivo di fare quello che fa, che poi è la ragione per cui nessuno l’ha mai sospettato di essere il responsabile di così tanti rapimenti ed omicidi.

Aggiungiamo che Fleder non sia poi questo gran regista, e quelle poche scene d’azione non sono girate particolarmente bene, essendo un po’ confusionarie e non rimanendo molto impresse nella memoria, ed ecco gli ingredienti per un film abbastanza mediocre.

Fa eccezione il finale, ben pensato, con l’azione decisiva di Cross che risulta davvero spettacolare, ma non basta a salvare un film che finisce nel dimenticatoio, temo, nello scatolone di thriller anni Novanta a un euro al chilo che infestavano le seconde serate della TV anni Novanta italiana. Ciao! 



6 risposte a "Kiss the Girls: recensione del film"

    1. Il finale non è una grande sorpresa perché l’assassino non poteva essere altro che lui, ma allo stesso tempo non ci viene data nessuna motivazione per giustificare la cosa. E non funziona!

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