Beauty and the Beast: recensione del film

E quindi, assolutamente fuori tempo massimo, ho guardato il mio primo vero remake in live action di un classico Disney: Beauty and the Beast, La bella e la bestia, del 2017, diretto da Bill Condon. È stato un successo planetario ed ero rimasto tra i pochi sul pianeta Terra a non averlo visto, apparentemente.

Prima di tutto lasciatemi dire che continuo a non capire questo bisogno di fare delle copie di film animati che meritano di essere riguardati ancora oggi, nonostante siano passate decadi dalla loro uscita. In ogni caso, lasciatemi tentare di giudicare questo film di Condon per i suoi meriti, senza pensare alla gigantesca operazione commerciale che c’è dietro (e che sta funzionando benissimo).

Cominciamo dai demeriti, però. La durata mi è parsa decisamente eccessiva: due ore e venti per narrare dell’amore che nasce tra Belle (Emma Watson) e la Bestia (Dan Stevens) mi sono sembrate troppe, sono ben 45 minuti in più rispetto alla versione animata del 1991 e si sentono tutti. 

Poi potremmo discutere della definizione “live action“: sì, certo, ci sono degli attori, ma è tutto finto, tutto generato al computer. Potremmo definirlo live action al 20%, al massimo… Non che l’animazione sia mal fatta, anzi, ma che senso ha promozionare un prodotto in questo modo se non c’è nessun effetto speciale pratico? Per lo più sembra di guardare un cartone animato!

Ma soprattutto Beauty and the Beast è un musical, fondamentalmente, vista l’importanza delle tanti canzoni cantate e ballate al suo interno. Addirittura ci sono tre canzoni in più che nel film Disney originale. E allora perché prendere come protagonista un’attrice che per quanto brava, per quanto bella, per quanto io la adori per essere stata Hermione Granger… non sa cantare? Le canzoni cantate dalla Watson soffrono tutte terribilmente di un eccesso di auto-tuning che rende la sua voce sottile sottile, e risultano abbastanza tremende da ascoltare. L’auto-tune può correggere qualche errore, ma usato in modo così invasivo rende il suono artificiale, falso, non piacevole. Peccato, perché gli altri del cast più o meno si difendono, anche grazie alla scelta di tonalità in linea con le loro potenzialità vocali.

Ma mi sento di essere troppo negativo. Un po’ è inevitabile, visto che non mi è piaciuto più di tanto questo film, ma ci sono cose che ho apprezzato. La coppia Ewan McGregor e Ian McKellan, per esempio, ha dei buoni momenti, e Luke Evans nei panni del cattivo Gaston è azzeccato, così come la sua spalla comica Josh Gad, forse il personaggio migliore dell’intero film, ha pure un momento di redenzione nel finale!

Onestamente, poco altro. È un remake, quindi la storia la si conosce già, non ha un ritmo sostenuto per tutta la sua eccessiva durata, le canzoni non mi hanno entusiasmato… Insomma, per una recensione più positiva andate su un altro blog, ciao! 


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16 risposte a "Beauty and the Beast: recensione del film"

  1. Visto all’uscita cinematografica e poi mai più. Poteva essere meglio, poteva essere decisamente peggio. All’epoca avevo apprezzato tantissimo i costumi e, come te, la caratterizzazione tutta particolare di Gaston, per il resto ammetto di non ricordare poi granché.

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  2. Pensa che avevo addirittura dimenticato di aver scritto di questo film, quando ho visto la notifica pensavo avessi fatto un link al cartone animato!
    Niente da dire, sono d’accordissimo con te: è un film mediocre che si sostiene interamente sulle spalle del Classico del 1991, senza però riuscire a eguagliarlo in nessun modo. Quando è uscito ricordo di aver discusso molto su Facebook perché lo criticavo proprio per questo motivo, e alcuni fan invece lo difendevano dicendo che era volutamente inferiore al cartone animato, che avessero voluto fare intenzionalmente un film non all’altezza; a me sembrava una follia allora e lo sembra ancora adesso ripensandoci, chi è che potrebbe mai mettere in produzione un film pensando “lo facciamo bello, ma non troppo bello, mi raccomando, deve fare anche un po’ schifo”.
    Comunque ti suggerisco di non entrare nel tunnel di questi remake (che giustamente di live-action hanno davvero poco: Il Re Leone, poi, è interamente animato!), perché il livello generale è questo. Io sono uscito dal cinema, dopo aver visto Crudelia, pensando “è fatta, questo è l’ultimo che guardo”, e ho tutta l’intenzione di mantenere questo proposito.

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    1. Ahahah, che tesi insensata! Mi immagino il regista che ha otto o nove take di una scena, e non solo scarta le peggiori, ma anche le migliori, così da fare una roba volutamente mediocre. X–D
      È proprio vero che parlare coi fan (di qualunque cosa) è inutile!

      Credo di non correre il pericolo di entrare in questo tunnel, ne ho visti solo due fino ad ora (questo e Dumbo) ed entrambi mi sono parsi poca cosa. Non ho nessuna curiosità di vedere gli altri!

      Il fatto che avessi dimenticato di aver scritto la recensione la dice lunga sul segno che ti aveva lasciato sto film, comunque…

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    1. Diciamo che qualche produttore assetato di soldi ha deciso che tutti i classici hanno bisogno di un live action, questo si… Se chiedessero a me, gli direi di lasciar perdere! X–D

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  3. io da quel che so lo hanno smontato e ha la nomea di essere il peggiore remake liveaction disney

    la critica maggiore da quel che so è su gaston, che da un lato è stato criticato il lato queer per com’è stato trattato, dall’altra che l’attore scelto non combaciava con le lines della canzone

    ti consiglio il film francese, è molto più bello visivamente e si rifà al background fiabesco europeo

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