Pearl Jam: un secondo post musicale

Dei Pearl Jam ho già scritto qualche tempo fa. In due parole: li adoro.

Sabato 25 giugno 2022 ho avuto la fortuna di rivederli dal vivo, stavolta all’Autodromo di Imola, ed è stata una serata indimenticabile. Il concerto è stato aperto dai White Reaper, dei giovani punk rocker che si sono portati dietro i genitori in quello che è stato il loro primo viaggio fuori dagli Stati Uniti, e dai mitici Pixies, che hanno fatto un signor concerto, di cui riporto qui la scaletta (coi video che sono riuscito a trovare della serata – due sono miei):

1. Gouge Away, 2. Wave of Mutilation, 3. Bone Machine, 4. U-Mass, 5. Head On (The Jesus and Mary Chain cover), 6. Hey, 7. Gigantic, 8. Vamos, 9. Here Comes Your Man, 10. All the Saints, 11. Cactus, 12. Where Is My Mind?, 13. Winterlong (Neil Young cover), 14. There’s a Moon On, 15. Caribou, 16. Death Horizon, 17. Mr. Grieves, 18. Crackity Jones, 19. Isla de Encanta, e 20. Debaser.

E poi Eddie Vedder (dopo essersi goduto pure lui i Pixies) e compagnia ci hanno regalato 2 ore e mezzo di rock allucinante! La splendida scaletta è qui sotto, con relativi video della serata trovati su YouTube (anche qui due sono miei, lo ammetto)…

  1. Corduroy
  2. Even Flow
  3. Why Go
  4. Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town
  5. Dance of the Clairvoyants
  6. Quick Escape
  7. MFC
  8. Jeremy
  9. Come Back
  10. Save You
  11. Wishlist
  12. Do the Evolution
  13. Seven O’Clock
  14. Daughter (with “People Have the Power” by Patti Smith and “W.M.A.” tags)
  15. Given to Fly
  16. Superblood Wolfmoon
  17. Lukin
  18. Porch
  19. State of Love and Trust
  20. Black
  21. Better Man (with “American girl” by Tom Petty and “Beast of Burden” by the Rolling Stones and “Save It for Later” by The Beat)
  22. Alive
  23. Yellow Ledbetter

Eddie come sempre si è preso cura di tutti noi, fermando il concerto un paio di volte per sincerarsi che tutti stessero bene (apertura porte: 13:15, sotto un solleone allucinante, concerto dalle 21:30 alle 24:00, è normale che qualcuno si senta male). I Pearl Jam hanno suonato come sanno fare, cioè con energia e con precisione, trasmettendo tutte le emozioni possibili con la loro musica. Li avevo visti 17 anni fa e li ho ritrovati come li ricordavo: incredibili.

Toccante la dedica di Come Back ad un amico che aveva perso il fratello pochi giorni prima del concerto…

E interessante la presentazione di MFC: sapevo che Eddie la scrisse in un viaggio in auto da Roma verso la Campania nel 1998, ma ci ha detto che era dal 1990 che non si sentiva così in pace con sé stesso come quel giorno.

Poi l’aneddoto più divertente: a 18 anni lavorava come guardiano di notte in un hotel a San Diego, e una notte si ritrovò con le chiavi di una Ferrari. La mise in moto e la spense subito, sentendo una voce “Non farlo Eddie, pagherai questo errore per il resto della tua vita, a sessant’anni sarai ancora lì a pagare col salario minimo…“, e invece dopo due minuti vedeva gli alberi della strada sfilargli accanto velocissimi. E chi gli avrebbe mai detto che quarant’anni dopo avrebbe avuto le chiavi dell’intero Autodromo della Ferrari?

Che altro dire? Sul palco, oltre ai membri storici (Vedder – Ament – Gossard – McCready – Cameron), c’era il solito Boom Gaspar all’organo Hammond, e stavolta pure un chitarrista/percussionista aggiunto d’eccezione come Josh Klinghoffer (che stava rimpiazzando Frusciante nei Red Hot Chili Peppers fino a poco fa). La mia testa è ancora lì a Imola, sono giorni che non mi levo ‘sto concerto di testa, e ne sono felice! Ecco un po’ di foto e il biglietto con cui sono entrato! Ciao!


13 risposte a "Pearl Jam: un secondo post musicale"

    1. Sono splendidi meravigliosi bravissimi!!! :–D

      Eh ma la musica è davvero totalmente soggettiva, una canzone che magari io porto nel cuore da 25 anni a te potrebbe non dire assolutamente niente. C’è poco da fare e non si picchia nessuno!

      Oddio, se ascolti la trap forse… :–P

      Piace a 1 persona

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