Fables Compendium Four: recensione del libro

E dopo aver parlato delle storie contenute nei primi 41 numeri di Fables (Compendium One), nei successivi 41 numeri (Compendium Two) e in quelle dei numeri 83-113 (Compendium Three), ecco un post sui numeri finali del fumetto originale di Fables.

After (issue 124)

Il Compendium Four apre chiudendo la storia di Bufkin eroe rivoluzionario e della sua compagna Lily presentando la storia del numero 124 e, credo, pure parte di quella di vari numeri precedenti in cui le tavole di Bufkin accompagnavano la storia principale. Suppongo che, avvicinandosi alla fine del fumetto, Willingham volesse cominciare a tirare un po’ le somme, e qui vediamo per l’ultima volta Bufkin e l’ufficio con Frankie, pare. Questa è una piacevole lettura, ci era stato annunciata una serie di avventure per la scimmia lettrice, ed eccole qui. Lascia pure una marea di eredi per il mondo grazie alle tre occasioni in cui ha potuto fare all’amore con la bella Lily, cosa difficile in condizioni normali viste le sue dimensioni e il fatto che sia umana…

Cubs in Toyland (issues 114 to 121)

Cuccioli nella Terra dei giocattoli ha un titolo dolcissimo ma è una delle storie più oscure dell’intera serie di Fables. Therese, una delle figlie di Bigby e Snow White, viene portata su un’orribile isola popolata da giocattoli semi distrutti la cui origine è a dir poco terribile: tutti sono stati responsabili della morte dei loro piccoli padroni per colpa di incidenti domestici. Therese diventa loro regina, ma è più prigioniera che altro, e arriverà il fratello Dare a salvarla compiendo il sacrificio supremo. Una storia davvero durissima questa, che dimostra per l’ennesima volta come Willingham si rivolga ad un pubblico adulto, o comunque abbastanza maturo (l’uso del Fisher King mi ha anche ricordato l’omonimo film di Terry Gilliam del 1991). È anche una delle storie più memorabili lette fino ad ora, e non a caso Dare, Therese e l’orsetto Teddy Saint Ives sono in bella mostra nella copertina del Compendium Four

The Destiny Game (issues 122 and 123)

Il gioco del destino è una storia di due numeri disegnata splendidamente da Gene Ha e che mostra come Bigby Wolf si guadagnò il proprio destino secoli e secoli prima che lo conoscessimo noi lettori a Fabletown. The Destiny Game ha il sapore di una classica fiaba o di un vero e proprio racconto di una qualche mitologia, e dentro ci troviamo il Mago Atlante dell’Orlando innamorato e pure la Dama del Lago delle leggende arturiane. Bello anche come tutto sia narrato da un Ambrose adulto (è il figlio cicciottello di Bigby) in un lontano futuro. 

Snow White (issues 125 to 129)

E chi l’avrebbe mai detto che il servitore di Mister Dark usato come mentore per la cattivissima infermiera Leigh si sarebbe rivelato egli stesso un formidabile villain? Brandish, questo il suo nome, si rivela come un violento sessista e machista e si guadagna l’odio di Snow White che promette di ucciderlo, e ci riesce pure (grazie agli insegnamenti di Prince Charming). Ma non prima che quello uccida in duello Bigby! Forse Ozma e compagnia riusciranno a riportarlo in vita, ma la storia di chiude con lui in pezzi di vetro… E poco dopo torna anche un’adulta Therese a portare la notizia della morte di Dare: Snow White non è per niente felice nella storia che porta il suo nome… 

Una cosa che mi è piaciuta poco è il ritorno di Briar Rose senza uno straccio di spiegazione. L’avevamo vista l’ultima volta portata via ancora addormentata dalla vecchia capitale dell’Impero, e ora eccola alla Farm con una fortuna tale da poter vincere lotterie e concorsi senza sforzo. Che è successo? A meno che non si legga lo spin-off intitolato Fairest, la cosa resta avvolta nel mistero. 

June Bug (issue 130)

La figlia di Rodney e June, i soldati di legno che furono mandati a Fabletown come spie di Geppetto ma che cambiarono sponda, esplora Castle Dark, anzi Castle Fabletown, e trova degli orribili mostri (dei ratti alti tre metri), ma nessuno le crede. Sono dei mostri abbastanza stupidi, ma suppongo che li rivedremo nel futuro… E Ozma e compagnia stanno lavorando sui resti di Bigby, ma la loro è una missione quasi impossibile…

Camelot (issues 131 to 133 and 135 to 137)

Visti i tempi bui, Rose Red chiama chiunque voglia avere una seconda opportunità nella vita a partecipare alle selezioni per una nuova Tavola Rotonda. È disposta a dare una seconda chance anche al malvagissimo Brandish e per questo si gioca la relazione con Snow White, con tutto quello che le era costato riallacciare i rapporti! In ogni caso, è sempre più chiaro che al centro di Fables ci siano le due sorelle con relativi compagni (di Rose Red) e famiglia (di Snow White). Ammetto che mi abbia un po’ spiazzato questa storia che nasce direttamente dalla versione di A Christmas Carol apparsa alla fine del Compendium Three. Perché questa cosa delle seconde opportunità, e perché Rose Red al timone? Magari lo scoprirò leggendo ciò che rimane della serie (non troppo, i numeri sono 150). 

Deeper into the Woods (issue 134)

Questo numero interrompe la lunga storia di Camelot per mostrarci Bigby Wolf, o il suo spirito, in una foresta di un mondo dopo la morte, ma prima dell’Aldilà. Lì ha un incontro con Boy Blue (che vuole che la ridicola religione fondata da Stinky finisca immediatamente), prima di stare un’ultima volta con suo figlio Dare. Interessante la tesi per cui la vita e la morte si differenziano solo per il luogo in cui ci si trova, una cosa quasi rassicurante che ci permetterebbe di concentrarci sulle cose importanti dell’esistenza, come amare i propri cari… 

Root and Branch (issue 138)

In Radice e ramo capiamo finalmente il piano di Geppetto per tornare al potere. Ha fatto un patto con la quercia della Farm da cui aveva ricavato le due driadi guardie del corpo, e spera di rifarsi un esercito portandogli un suo soldatino trasformato in pianta dalla magia del sacred grove formato dal suo antico esercito d’élite. Non credo abbia grosse speranze, ma si nota come il potere abbia reso malvagia ogni cellula del corpo di Geppetto. Evidentemente per Willingham non c’è niente di peggio! 

The Boys in the Band (issues 139 and 140)

Peter Piper (il Pifferaio magico), Joe Shepherd, il Gatto con gli stivali e Briar Rose – ossia tutti i membri della Boy Blue’s band – tornano in un piccolo regno delle Homelands per liberarlo da un nuovo tiranno, la Baobhan Sith. Ce la fanno, e questo ha un’importanza notevole: la ragione dell’esistenza di Fabletown stava nell’impossibilità di tornare a casa, ma ora… potenzialmente tutti possono tornare da dove sono venuti. È la fine di Fabletown? Con questa storia entriamo nel lunghissimo story arc finale, ed è infatti con quella domanda che Willingham chiude la storia. È un evento cruciale, quindi, peccato che i disegni di Steve Leialoha non siano all’altezza, almeno per i miei gusti. 

Happily Ever After (issues 141 to 149)

Per sempre felici e contenti (affidata al solito Mark Buckingham) comincia in maniera molto diversa da quello che il titolo suggerirebbe. Da una parte, sembra che sia in arrivo uno scontro tra le due sorelle Rose Red (coi suoi nuovi cavalieri della tavola rotonda) e Snow White. Dall’altra, Bigby è tornato a New York ma sta seminando morte a causa dell’operato della perfida Leigh (ex-infermiera grassa e alleata di Mister Dark).

Nella nuova Camelot costruita da Rose si aspetta lo scontro tra il cavaliere dorato / Rose e il cavaliere nero / Snow, ma non arriverà prima dell’ultimo, lunghissimo numero (150 pagine!) intitolato Farewell, Addio. Nell’attesa, avviene una vera e propria carneficina: muore Weyland (e sono due volte già) per mano di Brandish, che poi uccide in singolar tenzone pure Lancelot, muoiono Beast e Ozma per mano di Bigby, e muore pure Leigh uccisa giustamente da Rose Red

L’intera storia, per quanto epica, mi è sembrata un po’ basata sul nulla, con Rose Red che fino a qualche numero fa era priva della voglia di vivere e ora improvvisamente si trova in possesso di un potere inaudito ed è pure destinata a lottare contro sua sorella per via di una vera e propria tradizione familiare (un po’ più di una semplice tradizione, ma ci siamo capiti). Ma allora a che sono servite tutte le storie grazie alle quali le due sorelle si erano ravvicinate e avevano costruito una bella relazione? Viene tutto dimenticato così, per colpa di questa nuova storia introdotta nel finale della serie? Sembra di sì, purtroppo… Vedremo come andrà a parare. 

Mi hanno convinto molto di più le ultime storie di vari personaggi inserite alla fine di ognuno dei nove numeri di questo story arc: ecco quindi qualche pagina su Flycatcher, Sinbad (un nuovo Imperatore? C’è anche l’ultima storia di Prince Charming, è ancora vivo, e fa di tutto per impedire che Sinbad ottenga il potere che cerca), Babe il piccolo toro azzurro, i tre furbissimi (!) topolini ciechi, Bella e sua figlia, Jack of the Fables, e Briar Rose che si disfa della macchina che intrappola una malvagia strega facendola andare fino alla fine dell’universo (ma essendo questa una storia di uno spin-off che non ho letto, mi ha interessato poco)… 

Farewell (issue 150)

150 pagine per chiudere Fables, un enorme numero speciale così come lo fu il numero 100. E la carneficina continua: Cinderella (per Snow White) e Totenkinder (per Rose Red) si uccidono a vicenda, Brandish viene ucciso da Gimble (in forma di innocuo uccellino), e Rose Red prende il controllo della Speranza, ovvero l’entità che le ha praticamente affidato la missione che ha fatto cominciare l’intera guerra civile a Fabletown!

Bigby, invece, grazie all’amore della sua famiglia torna in sé, come se non fosse successo nulla, nonostante fosse controllato da Rose Red (dopo aver preso l’anello di Leigh con un pezzo del corpo di vetro di Bigby stesso). 

La storia di Fables finisce così con lo scontro tra Snow White e Rose Red, con rispettivi eserciti, e ammetto che mi sarei aspettato di meglio di una storia costruita sul nulla e, almeno questa è la mia inpressione, in fretta e furia (praticamente a partire da Camelot, quindi tutta contenuta negli ultimi venti numeri della run di 150 dell’intero fumetto). Sinceramente, questa storia non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella di Fabletown contro l’Adversary della prima metà della serie! E se Mister Dark aveva un suo perché come villain, anche se nettamente inferiore ad un Geppetto che non nasceva interamente malvagio, Brandish mi è parso un personaggio poco ispirato, tirato fuori dal niente e interamente dimenticabile poco dopo la sua ignomingniosa fine. Sarebbe stato più interessante vedere Leagh in un ruolo più sostanziale, almeno ne conoscevamo le motivazioni e avevamo assistito alla sua nascita come villain

Ma Fables non finisce così: ecco infatti una marea di ultime storie di tutti quei personaggi i cui destini non sono stati narrati nella storia principale, diciamo. Grimble e Clara, la Regina della Neve, Blossom, Pinocchio… Tante piccole chiusure che in realtà sono anche collegate tra loro in alcuni casi, per completarsi a vicenda. 

Particolarmente affascinante l’ultima storia di Blossom, una delle figlie di Bigby e Snow White. Una prosa (non a fumetti), quello di Blossom è un racconto che accenna ad una Terra post-rivoluzione magica (nell’ultima storia il castello di Mister Dark è diventato visibile ai terrestri), e ad uno Hunting World dove i cacciatori diventano facilmente prede… 

In generale, mi è piaciuto molto leggere Fables, anche se temo che la sua sia una parabola discendente. Per esempio, mi sembra chiaro come Willingham non sapesse cosa fare con Geppetto una volta sconfitto nello scontro contro Fabletown, e tutte le sue apparizioni posteriori sono praticamente una grande perdita di tempo. Anche gli intrecci dei tanti spin-off non mi sono sembrati riuscitissimi, praticamente si potrebbe dire che il comic è stato vittima del proprio successo! Restano però tantissimi story arc memorabili, infinite idee brillanti ed interessanti, e tanti personaggi da portare nel cuore dopo la lettura di così tanti numeri/Compendium. Ciao!

PS: ecco un paio di tavole carine:


9 risposte a "Fables Compendium Four: recensione del libro"

  1. Ci sarebbero anche i seguiti: Everafter (il genere cambia completamente, spunti interessanti ma credo che non proseguirà oltre alla storia che presenta, conclusa ma con potenziali strascichi) e almeno un’altra di cui non ricordo il nome e che, a differenza di Everafter, non è arrivata in italiano, per ora. Credo.
    A ogni modo, è stata una serie grandiosa, che qua e là si è persa un po’ nei dettagli (come la questione dell’invecchiamento delle fiabe, ma non solo) e che non ha avuto tutte gli archi narrativi ben centrati, ma resterà memorabile, alla faccia di Once upon a time che ha provato a scopiazzare, ma senza riuscire 😛

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    1. Concordo, infatti consiglio Fables a chiunque mi capiti a tiro! Si nota però che alcuni story arc sono molto più ispirati di altri, e inevitabilmente in 150 numeri sono passati artisti più o meno bravi. Nel finale secondo me la svolta sulla famiglia Bigby – Snow White limita un po’ quello che Willingham avrebbe potuto fare in termini di world building, ma alla fine ha un senso e chiude ciò che era cominciato proprio con Bigby e Snow White (e sorella).

      Once Upon a Time mai visto, ma nemmeno mi interessa troppo, dopo aver letto Fables! :–D

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  2. La storia di Cubs in Toyland sembra bellissima, per quanto terribile; correrei a leggere solo quella immediatamente!
    Peccato per questa parabola discendente; è sempre un peccato vedere una storia con del potenziale e che parte bene perdersi dentro sé stessa.

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    1. Rimane un’ottima serie! A volte sembra andare col freno a mano tirato, questo sì, il mondo che crea si aprirebbe a infinite possibilità ma alla fine gli story arc si concentrano molto su alcuni personaggi. Insomma, non è The Sandman di Gaiman, ma nemmeno vuole esserlo, e alla fine sono 150 numeri di un ottimo comic! Lo consiglio senz’altro! :–)

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    2. La storia nel mondo dei giocattoli aveva un che di arturiano. Bella, ma anche molto crudele.
      La parabola discendente probabilmente paga un po’ l’uscita di scena di uno dei personaggi migliori, non dico quale, che alla sua capricciosa spasimante dice, in pratica, che persino in punto di morte lui merita di meglio XD
      E aveva assolutamente ragione.

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