Feet of Clay: recensione del libro

Quante volte si può rivisitare una stessa idea, migliorandola, espandendola, e proponendo un prodotto nuovo che si distacchi sufficientemente da quelli precedenti che pur utilizzavano, appunto, la stessa base, diciamo così? Secondo gli AC/DC almeno centocinquanta volte, visto che da 45 anni propongono sempre la stessa canzone. Secondo Terry Pratchett, almeno tre.

Feet of Clay è infatti il terzo libro della City Watch di Ankh Morpork e, ancora una volta (come in Guards! Guards! e Men at Arms), qualcuno sta tentando di prendere il potere in città scalzando Vetinari (questa volta sostituendolo con Nobby Nobbs!), e di nuovo tocca alla Watch evitarlo. E se in Men at Arms il clima (un’estate afosissima) era parte della storia, lo è anche qui il nebbioso inverno che si sposa alla perfezione con gli ospiti, chiamiamoli così, di questo libro: i golem, che tradizionalmente ci immaginiamo nella nebbiosa Praga, magari sul ponte Carlo. Non a caso, una delle scene più riuscite di Feet of Clay si svolge proprio presso un ponte sull’Ankh

A differenza del libro precedente, però, qui torna prepotentemente Sam Vimes che si prende lo scettro di protagonista indiscusso della storia. Non solo con le sue azioni decisive per risolvere il caso (Vetinari viene pure avvelenato!1) tanto che farebbero invidia anche a Sherlock Holmes2, ma ecco anche le sue usuali considerazioni sugli stivali (quelli vecchi e consumati gli permettono di sapere in che via si trova nonostante la fitta nebbia), e la sua divertentissima e continua lotta contro l’imp che secondo Lady Sybil dovrebbe sostituire la sua agenda (Vimes non è d’accordo3). Addirittura, per il suo odio verso re e nobili4Pratchett lo accosta anche a Oliver Cromwell (per lo meno con un legame familiare – gli irlandesi non saranno tanto contenti, visto che Cromwell, eroe nazionale inglese, fu tremendo con gli abitanti dell’Isola di smeraldo). 

Questo è in realtà uno dei grandi temi del libro, insieme a quello della libertà. Infatti i golem per loro natura non possono far altro che eseguire gli ordini che vengono loro impartiti. Pratchett usa quindi il personaggio di Dorfl, che alla fine entrerà a far parte della Watch, per rifletterci su. Ho trovato splendido il seguente passaggio, per esempio, in cui Dorfl fa delle domande decisamente intelligenti a Vimes: “I Smashed The Treadmill But The Golems Repaired It. Why? And I Let The Animals Go But They Just Milled Around Stupidly. Some of Them Even Went Back To The Slaughter Pens. Why?’ ‘Welcome to the world, Constable Dorfl.’ ‘Is It Frightening To Be Free?’ ‘You said it.’ ‘You Say To People “Throw Off Your Chains” And They Make New Chains For Themselves?’ ‘Seems to be a major human activity, yes.’” Cioè: “Perché se si distruggono le catene, gli schiavi stessi si mettono a ripararle? E se si liberano gli animali da un mattatoio, quelli restano nei paraggi, e alcuni addirittura tornano dentro di loro spontanea volontà? Dici alle persone ‘Rompete le vostre catene!’, e quelli ne creano di nuove? Vimes chiude con un rassegnato ‘Sembra essere una delle principali attività degli uomini, sì.’5

Se ancora non si fosse capito, Feet of Clay è, incredibilmente, superiore sia a Guards! Guards! che a Men at Arms, limitando la mia comparazione ai libri precedenti del ciclo della Watch. È un vero e proprio capolavoro in cui Pratchett fa commenti su temi altissimi e allo stesso tempo riesce a far ridere con battute geniali6, il tutto mentre porta avanti una storia intrigante che viene sviluppata in modo convincente in ogni suo passaggio. 

E non ho nemmeno parlato di Cheery Littlebottom, nuovo nano della Watch! Ciao!  


1. (Vimes) ‘He’s been poisoned, Fred, and that’s the truth of it.’ Colon looked horrified. ‘Ye gods! Do you want me to get a doctor?’ ‘Are you mad? We want him to live!’ (Vimes: ‘È stato avvelenato, Fred, questa è la verità.’ Colon si spaventò. ‘Per gli dèi! Vuoi che chiami un dottore?’ ‘Sei matto? Vogliamonche sopravviva!’

2. Ed essendo Sherlock Holmes uno dei miei personaggi letterari preferiti, mi sono sciolto con Vimes che smonta il metodo scientifico di Holmes pensando tra sé e sé: “he distrusted the kind of person who’d take one look at another man and say in a lordly voice to his companion, ‘Ah, my dear sir, I can tell you nothing except that he is a left-handed stonemason who has spent some years in the merchant navy and has recently fallen on hard times,’ and then unroll a lot of supercilious commentary about calluses and stance and the state of a man’s boots, when exactly the same comments could apply to a man who was wearing his old clothes because he’d been doing a spot of home bricklaying for a new barbecue pit, and had been tattooed once when he was drunk and seventeen and in fact got seasick on a wet pavement. What arrogance! What an insult to the rich and chaotic variety of the human experience! It wasn’t by eliminating the impossible that you got at the truth, however improbable; it was by the much harder process of eliminating the possibilities.

3. Vimes sighed inwardly. He had a notebook. He took notes in it. It was always useful. And then Sybil, gods bless her, had brought him this fifteen-function imp which did so many other things, although as far as he could see at least ten of its functions consisted of apologizing for its inefficiency in the other five. (Vimes sospirò. Aveva un’agenda. Ci prendeva appunti. E poi Sybil, Dio la benedica, gli aveva comprato questo imp a quindici funzioni che faceva un sacco di altre cose, anche per quanto aveva capito lui almeno dieci di quelle funzioni consistevano nello scusarsi per l’inefficienza delle altre cinque)..

4. ‘Kings. What a good idea.’ Whoever had created humanity had left in a major design flaw. It was its tendency to bend at the knees. (‘Re. Che buona idea.’ Chi aveva creato l’umanità aveva lasciato un notevole difetto. Era la tendenza a piegarsi all’altezza delle ginocchia.

5. ‘What Better Work For One Who Loves Freedom Than The Job of Watchman. Law Is The Servant of Freedom. Freedom Without Limits Is Just A Word,’ said Dorfl ponderously. ‘Y’know,’ said Colon, ‘if it doesn’t work out, you could always get a job making fortune cookies.’ (‘Che Miglior Lavoro Per Uno Che Ami La Libertà Di Quello Del Poliziotto. La Legge Serve La Libertà. Libertà Senza Limiti È Solo Una Parola.’ disse Dorfl. ‘Sai,’ disse Colon, ‘se non funziona, puoi sempre lavorare facendo biscotti della fortuna.’)

6. What changed history were smaller things. Often a few strokes of the pen would do the trick. (Le piccole cose cambiano la storia. Spesso bastano alcuni tratti di penna.) E poi ho un debole per le citazioni cinematografiche e ho riso un sacco quando Dorfl arrestando un non morto gli dice ‘Undead or Alive, You Are Coming With Me‘, rimando (un)diretto a Robocop (1987). 


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8 risposte a "Feet of Clay: recensione del libro"

  1. Iniziare una recensione schiaffeggiando gli AC/DC: MITICO ^_^
    Ignoro tutto di questo autore e dalle trame temo non faccia per me, ma sono contento che generi queste recensioni, ce sicuramente mi piacciono più del libro 😛
    Leggo poi in nota che ci sono citazioni cinematografiche da applauso: questa è cosa buona e giusta!

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    1. Sfido chiunque a contestare quanto ho scritto degli AC/DC! X–D

      Pratchett è una miniera infinita di spunti, i suoi libri per me sono sempre dei viaggi incredibili e ogni pagina può nascondere tesori. Non smetterò mai di lodarlo e consigliarlo a tutti! :–)

      Piace a 1 persona

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