Jumanji: recensione del film

Jumanji è un film del 1995 diretto da Joe Johnston con Robin Williams e i giovanissimi Kirsten Dunst (attrice sin da piccola, fece pure un episodio di Star Trek: The Next Generation) e Bradley Pierce. È una commedia per famiglie con ragazzini protagonisti, un sottogenere che ha creato film che sono entrati nel DNA della mia generazione come The Goonies (I Goonies, 1985), Young Sherlock Holmes (Piramide di paura, 1985) e Home Alone (Mamma, ho perso l’aereo, 1990). A occhio, rispetto a quelli degli anni Novanta, i film degli anni Ottanta riuscivano ad essere un po’ più profondi ed avevano anche momenti più seri in mezzo a quelli spensierati tipici del genere, ma comunque metto tutto nello stesso calderone per inquadrare un po’ il film di cui sto scrivendo.

Jumanji è uno di quei titoli che tutti noi adolescenti e preadolescenti degli anni Novanta abbiamo visto e di cui abbiamo discusso a scuola per ore e ore. Rivederlo a venticinque anni dall’uscita nelle sale è stato per me interessante. Un po’ non ricordavo tutta la prima parte col giovane Alan e coi terribili bulli degli anni Cinquanta. E un po’ avrei detto che il film era qualcosa di più di una semplice e rocambolesca partita ad un gioco da tavola generatore di minacce a tema giungla. E invece…

Jumanji è effettivamente una semplice commedia avventurosa in cui i protagonisti (i tre menzionati sopra più Bonnie Hunt) devono affrontare prima degli enormi insetti, poi una mandria impazzita di elefanti e altri grossi animali assortiti, poi un folle cacciatore (Jonathan Hyde), poi le sabbie mobili, poi delle piante carnivore, un coccodrillo, e chi più ne ha più ne metta. I personaggi sono poco più che macchiette: i ragazzi lavorano bene e Williams è più divertente nei blooper contenuti nel Bluray che nelle scene del film.

D’altronde fu costretto ad interpretare il cliché (che personalmente non mi fa impazzire) del cosiddetto pesce fuor d’acqua senza troppe possibilità di personalizzare il personaggio, personaggio che ha passato gli ultimi 26 anni in un a pericolosissima giungla e si ritrova tutto ad un tratto da dove era venuto con una certa tensione tra la felicità di essere scappato da un incubo e il senso del dovere di dover chiudere la partita per cancellare gli effetti disastrosi del gioco. Mi è sembrato anche troppo sano di mente per aver vissuto tutto ciò che ha vissuto!

Per il resto, il film vive di effetti speciali che, per la maggior parte, sono invecchiati proprio male. La CGI della metà degli anni Novanta esce a pezzi dalla visione del film in qualità Bluray, con le scimmie, i pipistrelli, gli insetti volanti e la mandria impazzita che sono particolarmente dolorosi per la vista. Gli effetti che si salvano ancora sono naturalmente quelli della vecchia scuola: le esplosioni, il coccodrillo e le piante giganti di gomma e plastica… Tutto ciò che era stato filmato da una telecamera si nota e fa un figurone, mi sembra davvero un peccato che sia stata fatta la scelta di usare così tanta computer grafica al tempo.

Magari sarebbe stato più efficace fare scene potenzialmente neno grandiose ma ottenute con effetti pratici e quindi, semplicemente, di più alta qualità. La cosa non si notava tanto sugli schermi degli orribili televisori di venticinque anni fa, ma oggi fa male agli occhi vedere quelle scimmie che sembrano uscite da un cartone animato e copiate ed incollate malamente sulla pellicola.

Effetti speciali a parte, Jumanji è un semplice feel good movie, un film per farci sentire bene, col suo immancabile lieto fine che arriva dopo le tante disavventure causate dal gioco. Evidentemente è un film rimasto abbastanza nell’immaginario collettivo da giustificare un remake nel 2017 che già ha avuto un seguito nel 2019. Mi ha fatto piacere rivederlo, ma non è di certo un film da non perdere. A suo modo, ha comunque lasciato il segno. Ciao! 


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12 risposte a "Jumanji: recensione del film"

  1. È un film davvero simpatico, un film che da piccolo mi faceva impazzire ma che ora, da grande, considero solo molto simpatico. Come hai ben detto, gli effetti digitali sono invecchiati male e i peggiori di tutti riguardano sicuramente le scimmie che già ai tempi non facevano impazzire. Poi mi dispiace anche per come siano stati trattati certi personaggi che secondo me meritavano più spazio. Però è un bel film d’avventura, riesce a divertire, le sfide sono tante e molto fantasiose e non annoia mai. È divertente ma non è straordinario.

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    1. È uno di quei film che, se hai l’età giusta, ti ha accompagnato da piccolo quindi è inevitabile provare un po’ di affetto nei suoi confronti. È fantasioso, ma probabilmente i creatori ebbero troppa fede nei nuovi effetti digitali e andarono un po’ oltre…

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      1. Esatto, il digitale ti permette di avere costi inferiori e di poter fare molte cose, ma dev’essere curato minuziosamente. E i quegli anni sopratutto doveva essere supportato da effetti artigianali per funzionare meglio (ma è un discorso ancora attuale).

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        1. Come insegnano i grandi come Rob Bottin, Tom Savini e via dicendo, gli effetti ripresi da una macchina da presa saranno sempre meglio di roba aggiunta dopo in digitale… per adesso hanno ragione loro! ;–)

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  2. Da piccolo lo adoravo, l’ho visto che sarò stato in seconda-terza elementare e mi ricordo che io e un mio amico avevamo costruito un Jumanji di carta con cui giocare durante l’intervallo facendo finta che ne uscissero le peggio cose.
    Adesso sono veramente tanti anni che lo non vedo; prima di leggere l’articolo avrei detto, invece, che si prende diverso tempo per introdurre e presentare i personaggi costruendo un background per tutti e quattro i giocatori, sicuramente non in modo inedito ma che, ad esempio, lo eleva rispetto ai sequel del 2017 e del 2019, che, quelli sì, ho trovato simpatici ma nulla di più.
    Le scimmie già erano terribili vent’anni fa, non oso immaginare cosa potrebbe essere vederle oggi su uno schermo ad alta definizione… brrr!

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    1. Io i sequel me li sono risparmiati (nonostante Jack Black mi faccia simpatia), però questo l’ho rivisto volentieri, anche solo per fare un tuffo nel passato!

      Bellissimo il tuo aneddoto sul Jumanji fatto in casa e le partite a scuola! :–D

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  3. Da ragazzina mi era piaciuto tantissimo ma rivisto ormai 10 anni fa (come passa il tempo!) lo avevo trovato troppo melenso nonché ripetitivo e col protagonista, come dici tu, anche troppo ingessato.
    E sì, purtroppo anche gli effetti digitali sono invecchiati maluccio ma, fortunatamente, ci sono delle sequenze spettacolari ancora oggi!

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