Star Trek: Enterprise – S01E17, La fusione

Fusion (La fusione) è un episodio centrato su T’Pol e sui vulcaniani più in generale. L’Enterprise NX-01 viene contattata dalla Vahklas, una vecchia nave vulcaniana civile con un equipaggio formato da individui che hanno rinnegato il seguire la logica a tutti i costi. Apparentemente, riescono a coniugare logica ed emozioni, e sono anni che lo stanno facendo. Il capitano Tavin (Robert Pine) sembra essere una brava persona (anche se mangia pollo, facendo inorridire T’Pol: i vulcaniani ortodossi sono tutti vegetariani), così come l’ingegnere Kov (John Harrington Bland), ma Tolaris (Enrique Murciano) sembra avere un lato oscuro, e per qualche giorno lavora a stretto contatto con T’Pol per mappare l’Arachnid Nebula (davvero belle le immagini delle due navi che ci navigano dentro, un plauso agli effetti speciali in questo caso, pur se interamente digitali).

La storia principale è quindi quella di Tolaris e T’Pol, con la seconda che si dimostra ancora una volta (si veda Rompere il ghiaccio) vulcaniana sì, ma influenzata da tutti gli umani con cui condivide l’esplorazione spaziale sull’Enterprise. In questo caso, si espone agli esperimenti emozionali ed emotivi di Tolaris, e in particolare uno di questi ha il sapore amaro di uno stupro, almeno mentale. Infatti Tolaris fa un mind meld con T’Pol (sorprendente che lo presenti come una tecnica antica e dimenticata: Spock la userà spesso e volentieri qualche decennio dopo gli eventi di Enterprise) e si rifiuta di interromperlo quando lei gli chiede di farlo! La scena è ben girata (da Rob Hedden al suo unico credito come regista in questa serie), con un’ottima colonna sonora (jazz, in questo caso), e con due ottime interpretazioni di Murciano e Blalock, etrasmettendo moltissima tensione. Più in generale, l’episodio offre varie scene da applausi, come quella in cui Trip spiega il rimorso a Kov e gli dice che magari di quell’emozione vorrebbe fare a meno, e che farebbe meglio a parlare col padre che sta morendo, anche se anni prima i due si erano separati in malo modo e avevano smesso di essere in contatto. 

In quanto al messaggio di Fusion, non sono sicuro di aver capito se fosse intenzione degli sceneggiatori (Rick Berman e Brannon Braga) suggerire che non si debbano abbandonare gli insegnamenti tradizionali (visto come si comporta Tolaris), oppure se non ci fosse alcuna intenzione di arrivare ad una conclusione chiara (visto che Kov sembra essere una persona molto più ragionevole e riesce ad instaurare un buon rapporto di amicizia con Trip). È sicuramente un episodio che fa fare delle domande, non presenta (forse) risposte chiare, e per questo mi ha fatto pensare ben oltre il tempo della sua visione. Se chiedete a me, questi sono gli ingredienti per un episodio ben fatto, anche se forse avrei preferito qualche elemento in più per concludere cosa ci volesse suggerire la storia (per esempio la questione degli eretici che reinterpretano le scritture originali viene menzionata, ma non sviluppata).

Mi è piaciuto il lavoro di Rob Hedden in varie occasioni, come nelle sequenze oniriche di T’Pol che trasmettono le emozioni che la conquistano nel ricordo di questa sua esperienza a San Francisco qualche tempo prima, e nel confronto tra Archer e Tolaris con un uso del campo/controcampo con camera a mano molto azzeccato (la camera si muove molto di più quando inquadra Archer che Tolaris, suggerendo che sia lui in pericolo, non l’altro). Questo Hedden ha un curriculum strano secondo imdb, ha pure fatto un documentario su Brazil di Terry Gilliam (1985), ma non credo sia mai riuscito a sfondare… Ciao! 


Episodio precedente: Navetta Uno

Episodio successivo: La caccia

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6 risposte a "Star Trek: Enterprise – S01E17, La fusione"

  1. Episodio che pone delle domande, vero, ma che di risposte latita o al massimo si limita a suggerirle, e non è nemmeno detto che questa non sia una semplice impressione del tutto estranea alla volontà degli autori: ad esempio, l’antica e dimenticata tecnica di Tolaris era la dimostrazione dell’esistenza di una precedente (e pericolosa, vista il livello di coercizione esercitato sulla povera T’Pol) forma di fusione mentale abbandonata per la sua incompatibilità con la successiva filosofia di Surak? Potrebbe essere, ma non vengono dati indizi in tal senso… Ad ogni modo, è da apprezzare come Berman e Braga siano riusciti ancora a mettere in campo delle idee interessanti per il pubblico (e la cosa era tutt’altro che scontata).

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    1. Sicuramente non era facile proporre qualcosa di nuovo con tutte le serie di Star Trek messe in campo da fine anni Ottanta fino a Enterprise… Diciamo che gli scrittori si prendevano delle libertà con la continuity per avere qualcosa da dire, e personalmente per ora non ho visto niente di inaccettabile. :–)

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