Grease: recensione del film

Grease (in Italia fu aggiunto Brillantina tra parentesi) è un film musicale del 1978 diretto da Randal Kleiser e basato su uno spettacolo di Broadway di un certo successo di pochi anni precedente. Si tratta di un film amato dai più che fu un grandissimo successo anche all’uscita nelle sale, tanto che rimane  uno dei musical che più ha incassato nella storia del cinema. Non essendo un amante del genere, ci sono arrivato con 44 anni di ritardo, pur conoscendo alcune delle canzoni della colonna sonora da tempo (fui costretto a suonare un medley di tre di esse in una band in cui militavo qualche anno fa – ammetto che gli arrangiamenti del basso sono divertenti da suonare!).

Grease è ambientato negli anni Cinquanta nella scuola superiore Rydell dove i ragazzi si divertono, flirtano, giocano, ballano e fanno corse con le auto, insomma, fanno di tutto tranne che studiare. Tutti se la spassano e Danny (John Travolta) e Sandy (Olivia Newton-John) prima stanno insieme, poi no, poi sì, poi no, e alla fine se ne vanno felici su un’auto volante.

Giocherò a carte scoperte. I musical non sono il mio forte, e ho dei grossi problemi con i film che dipingono le scuole superiori come luoghi di divertimento estremo in cui è figo fare i bulli maltrattando i compagni di classe. Non è un caso che apprezzi tantissimo Carrie (1976) e Christine (1983), film dove i suddetti bulli ottengono ciò che meritano (e anche qualcosa di più: grazie, Brian De Palma e John Carpenter).

Detto questo, è chiaro che Grease non potesse piacermi più di tanto, e infatti così è stato. Ma perché scrivere un post pieno d’odio verso un film così amato che è invecchiato così male tra battute omofobe, razzismo verso i latinoamericani (di afroamericani non v’è neanche traccia), e una visione della donna retrogada e reazionaria per cui le ragazze possono giusto ambire a fare le parrucchiere e asservirsi agli uomini che amano perdutamente trasformandosi per loro e rinnegando la propria natura e i propri valori? Inutile anche parlare degli errori di montaggio e di una recitazione approssimativa, d’altronde era più importante che attori e attrici sapessero ballare, più che recitare.

Ecco, quindi, che in uno slancio di positività scriverò degli aspetti che più mi sono piaciuti di Grease. Dura meno di due ore. Ha una divertente citazione di Ben Hur (1959) durante la corsa con le auto. Il personaggio di Travolta in Pulp Fiction (1994) deve molto a Danny. C’è Lorenzo Lamas, e io da piccolo adoravo Renegade, m’ero preso pure una cotta per la bionda Kathleen Kinmont

E poi ci sono ben due collegamenti con i Terminator di James Cameron. La corsa delle auto si svolge in un posto identico a quello dell’inseguimento del T-1000 sul camion ai danni del giovane John Connor in moto. E soprattutto… C’è Michael Biehn! Ventiduenne, dimostra la sua superiorità nel basket al molleggiato John Travolta e appare anche in un’altra scena accanto ad una compagna bullizzata dai due protagonisti “buoni” Danny e Kenicke (Jeff Conaway, i cui problemi con la droga che lo porteranno alla morte iniziarono con un grave infortunio subito durante il rodaggio di questo film).

Niente non ci riesco, scusatemi. Non posso simpatizzare con personaggi uguali quelli che odiavo tutte le mattine in classe alle superiori, i balletti e le ricercate coreografie non mi comunicano niente, e il messaggio finale del film lo trovo addirittura offensivo, con questo bisogno di omologarsi in gruppi di gente tutta uguale che annulla le proprie capacità cerebrali. Ricordo sempre la definizione di Terry Pratchett di una massa: “the IQ of a mob is the IQ of its most stupid member divided by the number of mobsters” (il quoziente intellettivo di una massa è pari a quello del suo membro più stupido diviso per il numero di partecipanti).

I protagonisti di Grease dopo il ballo di fine corso giurano di non perdersi mai di vista, di restare sempre insieme. Io dopo l’esame di maturità sono stato felicissimo di non rivedere più il 95% dei miei ex-compagni di classe, e dopo 22 anni non ho cambiato idea. Spero di non rivedere più nemmeno Grease, ad essere sincero… Ciao! 


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10 risposte a "Grease: recensione del film"

  1. È indubbio che vedere un film per la prima volta a così tanti anni dalla sua uscita, così fuori dal suo tempo, con dinamiche datate e una sensibilità del tutto differente da quella di oggi crei un effetto straniante. Non posso essere obbiettiva da questo punto di vista perché adoro questo film dalla prima volta che mi è capitato sotto gli occhi, e proverò a spiegarmi. Mi sono trovata a dover cambiare città (vabbe’… parolona 😅 diciamo paese) da bambina, causa esigenze lavorative dei miei genitori, quindi tra asilo, elementari e medie non ci ho capito niente ed era ogni volta un ricominciare da capo con gli insegnanti, ma soprattutto con i compagni. Quindi Sandy la capivo benissimo, e non ci vedo niente di male a cercare di integrarsi e uniformarsi per poter essere accettati, e anzi lei era stata fortunata a trovare Frenchy che la prende in simpatia e la prende sotto la sua ala cercando di inserirla nel gruppo.
    Poi alle superiori per me le cose sono un pochino migliorate, soprattutto credo per un cambio di atteggiamento da parte mia, e lì mi sono trovata a capire anche il comportamento di Rizzo e il suo sbeffeggiare la perfettina e innocentina Sandy: si mette sulla difensiva. Non che questo la giustifichi, certo.
    Le dinamiche tra i ragazzi funzionano allo stesso modo, a parti invertite.
    Afferrata questa chiave di lettura il resto per me è tutto in discesa, contando poi che ci sono battute che ogni santa volta che rivedo il film mi devo fermare per poterle riascoltare come si deve.
    Maraschino a Rizzo: “Questa estate ho dovuto mettere gli occhiali…non trovi che mi diano un’aria più intelligente?” e Rizzo: “No: ti si vede ancora la faccia”.
    Sandy a Danny: “I miei genitori ti hanno invitato questo weekend a bere il tè”
    Danny: “Non lo so…non mi piace molto il tè…”
    Sandy: “Ma mica devi bere il tè!”
    Danny: “…non mi piacciono i genitori…”

    Ci sono alcune compagne delle superiori con cui ancora mi sento, e una volta ogni tot riusciamo ad andare fuori a cena coordinando i nostri impegni. E Carrie e Christine li adoro anch’io 😊

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    1. Indubbiamente averlo visto al tempo sarebbe stata la cosa giusta da fare, specie se potendosi identificare coi protagonisti del film (se poi te hai vissuto pure qualcosa di simile a Sandy non avevi proprio scampo!)!
      Io purtroppo l’ho saltato a pie pari per svariati anni, quindi ci sono arrivato con la fredda mente calcolatrice del me quarantenne incapace di simpatizzare con questo ghiozzi trentenni (ma teoricamente diciottenni) coi loro dialoghi adolescenziali e gli scherzi idioti a scuola… Il risultato è impietoso, per quanto mi riguarda, ma è innegabile come questo film sia un cult per chissà quanti cinefili!

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  2. Sono abbastanza vecchio da poter dire di aver visto Grease al cinema. Se non faccio i conti male dovrebbe essere stato l’anno della mia quinta elementare (o forse prima media).
    Come Vasquez qui sopra il mio approccio a quell’età è stato completamente diverso. Certe sfumature non si riuscivano a cogliere, si guardava piuttosto a Grease come a una cartolina dall’America, che ai nostri occhi di bambini aveva qualcosa di mitologico. Erano anche gli anni in cui si cominciava a guardare il sesso opposto con occhi diversi, si iniziava a organizzare festicciole di compleanno con in testa non più pasticcini e bibite, bensì con la speranza di ballare un lento con la più carina o di giocare al gioco della bottiglia. In questo contesto è naturale che Grease finisse per rappresentare una scuola di vita, molto più di “Saturday Night Fever”, dove Travolta ballava uguale ma in contesto più adulto.
    Ho rivisto Grease l’anno scorso e quello che ho trovato è stato un patetico ammasso di luoghi comuni su una gioventù americana che probabilmente non è mai davvero esistita (se l’avessi visto oggi per la prima volta probabilmente avrei spento la tivù dopo un quarto d’ora).
    Resta il fattore nostalgia. Ancora oggi vedere Olivia NJ apparire con quei pantaloni di pelle riesce a mettermi un brivido.

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    1. Il fattore nostalgia è chiave per film cult come questo! È interessante quello che dici sugli Stati Uniti idealizzati dai preadolescenti italiani del tempo, perché la fonte già idealizzava degli Stati Uniti passati che, come hai giustamente notato, probabilmente non erano nemmeno mai esistiti (erano forse più vicini a quelli di Gioventù bruciata, ben lontano da Grease).

      La NJ era bellissima, e per entrare in quei pantaloni pare dovesse sudare sette camicie (e non doveva nemmeno mangiare)! X–D

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  3. Quanta cattiveria!
    Però indubbiamente hai ragione: è un film che idealizza moltissimo l’adolescenza e l’esperienza al liceo, sfugge a qualsiasi confronto con la realtà e l’ambientazione negli anni Cinquanta, sicuramente vintage allora come per noi, oggi, gli anni Ottanta di Stranger Things, permetteva una rappresentazione dei ruoli di genere chiaramente superata.
    Idealizzare l’adolescenza, però mi sembra una costante, basta vedere anche i teen drama di oggi o della mia adolescenza (i vari The OC, eccetera) dove i ragazzi, anche lì, fanno di tutto tranne che studiare o instaurare relazioni sane. Io, personalmente, sono stato incredibilmente benedetto dalla mia esperienza alle superiori, che dopo l’inferno sulla terra delle scuole medie (quelle sì piene di bullismo sia dai miei compagni che dagli insegnanti) mi hanno letteralmente rimesso in sesto e riportato faticosamente in vita – per quanto possibile, certe cicatrici le vedo ancora e non penso se ne andranno mai. Di conseguenza non ho problemi verso una rappresentazione del liceo come un luogo sereno, per quanto apprezzi moltissimo la rivalsa che storie come Carrie ci regalano sui bulli e sappia benissimo che non è così per tutti, soprattutto in america dove le scuole superiori sembrano essere, di solito, questo incubo a occhi aperti da cui nessuno esce mai incolume.
    Grease è però un film che ho sempre guardato tantissimo fin da bambino, in casa mia è sempre stato un tormentone e complice anche il fatto che a me i musical piacciono molto non l’ho mai detestato. Diciamo che l’affetto nei suoi confronti trascende i suoi pregi e i suoi difetti, che quindi sono piuttosto pronto a perdonargli.

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    1. Bellissimo commento il tuo, che dimostra lo status di cult movie di Grease, così amato anche da chi gli riconosce difetti ed imperfezioni.

      È vero che l’adolescenza viene spesso idolatrata al cinema, e pure io me la sono spassata fortunatamente, a parte nelle mattinate in classe in cui speravo che il tutto finisse il prima possibile. È sicuramente per questo che preferisco titoli dove si porta in scena qualcosa di meno paradisiaco rispetto a Grease o Dawson’s Creek, per menzionare un’altra serie in linea con O.C. che hai ricordato te.

      Però dai, non sono stato così cattivo, ho anche fatto l’elenco delle cose belle del film! :–P

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  4. a me piace anche perke dà quell’atmosfera di amicizia tra compagni di classe e scuola che a me è proprio mancata;il musical a me piace molto anche se in effetti non è invecchiato benissimo e gli attori già trentenni non aiutano la costruzione dell’ambiente…
    invece a me piacciono molto le canzoni Summer nights e You’re the one I want!

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    1. Molte canzoni sono orecchiabilissime e anche ben arrangiate, alcune invece del tutto dimenticabili (di fatto ne venne create una manciata appositamente per il film per dare scene madri ad alcuni personaggi e quelle sono proprio le peggiori – vedi la orrida Hopelessly Devoted to You).

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      1. cmq oramai ci sarò abituato e non ci farò caso, ma dove sono le parti omofobe? potrei aver capito quelle razziste ma quelle omofobe…

        anzi, alcune scene potrebbero portare all’omoerotismo

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