Star Trek: Enterprise – S01E22, Vox Sola

Dopo un pessimo primo contatto coi Kreetassan comandati dal solito attore tuttofare Vaughn Armstrong (prendono malissimo il mangiare in pubblico, apparentemente), una creatura aliena riesce a salire a bordo dell’Enterprise e comincia ad assimilare i membri dell’equipaggio uno ad uno, partendo da un paio di ingegneri (Joseph Will e Renée Elise Goldsberry), e poi passando direttamente ad Archer e Trip! Vengono tutti imbozzolati e piano piano assimilati dalla forma di vita tentacolare…

E già qui è impossibile non fare una lista di riferimenti che mi sono venuti in mente guardando questo episodio. Alien (1979), per cominciare, ma anche la sua (brutta) copia Life (2017): la scena in cui Rostov (il già citato Joseph Will) trova un liquido denso colare da un buco nel soffitto ricorda da vicino una simile nel film di Ridley Scott, per esempio. E non si può non citare Aliens (Aliens – Scontro finale, 1986) con i membri dell’equipaggio prigionieri delle secrezioni della creatura (la situazione mi ha ricordato pure lo splendido episodio di The X-Files intitolato Morte nell’oscurità).

In generale però, non mi è sembrato uno degli episodi più riusciti della prima stagione. A parte la volontà di avere un alieno per una volta davvero alieno invece del solito attore con qualche pezzo di gomma attaccato in faccia, purtroppo la storia non risulta molto tesa visto che è evidente che i nostri eroi troveranno il modo di salvarsi prima della fine dell’episodio (e non lo faranno usando la forza bruta come suggerito da Reed a metà dello stesso).

Di fatto, mi son divertito a vedere l’episodio quasi più per i commenti testuali di Michael e Denise Okuda che per l’episodio stesso: sottolineano anche gli evidenti errori in qua e là, tipo il fatto che l’alieno entri da un airlock che doveva essere chiuso da un pezzo per evitare che i nostri eroi fossero risucchiati nel vuoto dello spazio profondo.

Non vorrei suonare troppo duro, però, perché in Vox Sola ci sono un po’ di idee carine, e per una volta viene usata Hoshi Sato, che si rivela fondamentale per risolvere la situazione. Infatti, comunicare con la creatura risulta essere molto più efficace che spararle contro raggi di luce che la fanno contorcere torturando i suoi prigionieri. E pure il dottor Phlox qui ha più cose da fare che nella media degli altri episodi. Anzi, la scena in cui Sato riesce a parlare con l’alieno secondo me è più riuscita di qualunque altra scena simile in Arrival (2016) di Denis Villeneuve

Scopriamo anche della passione per la pallanuoto del capitano Archer (semplicemente perché Scott Bakula è davvero appassionato di quello sport), e suppongo che dobbiamo segnarci anche l’introduzione del campo di forza, inventato quindi da Malcolm Reed: lo ritroveremo nel futuro di tutte le altre serie di Star Trek, fondamentalmente! E poi mi appunto anche il secondo film delle movie night dopo quello di Guerra temporaleLe salaire de la peur (Vite vendute, 1953), di cui poi William Friedkin farà il remake intitolato Sorcerer (Il salario della paura, 1977). Insomma… alla fine mi ritengo soddisfatto anche di Vox Sola, ciao!

PS: alla regia di Vox Sola c’è la nostra mezza Klingon preferita Roxann Dawson, e lo sceneggiatore è Fred Dekker, regista di Robocop 3 (1993)!


Episodio precedente: Prigionieri

Episodio successivo: La caduta di un eroe

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10 risposte a "Star Trek: Enterprise – S01E22, Vox Sola"

  1. Fred “Scuola di mostri” Dekker nell’univeso Trek? L’altra metà del duo comico “Black & Dekker” con Shane Black? Oibò, devo rivedermi questo episodio, anche per capire se le atmosfere aliene che citi meritano una menzione nel mio blog alieno 😛

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      1. Della serie “dai nemici mi guardi Dio, che dagli amici mi guardo io” 😀
        Ora che sono andato a controllare i miei archivi scopro che questo episodio è ricco di chicche. Per esempio viene mostrato bene in primo piano un tablet ma poi anche i libri cartacei del capitano, viene mostrato uno dei supporti di memoria esterna di cui Star Trek è sempre stato avaro ma poi il capitano si guarda vecchi filmini su nastro di pallanuoto sul suo monitor. insomma, un momento di equilibrio fra passato e futuristico.

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        1. Ora mi torna! :–)

          Non si può dire che non ci abbiano provato a fare un futuro che stesse prima di TOS e di tutti gli altri. Dato l’anno di uscita era fondamentalmente impossibile farlo in maniera coerente e costante, ma io apprezzo molto gli sforzi in quella direzione!

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  2. Sì, il difetto (sempre che lo si voglia chiamare davvero così) principale dell”episodio è l”essersi concentrati più sulla concezione della creatura, qui lontanissima da qualsiasi escamotage umanoide, che su una storia alla quale però non mancano comunque dei buoni spunti… E avrei anche voluto vedere che fosse stato il contrario, con la coppia Dawson/Dekker 😉
    P.S. Sempre per via della creatura aggiungo un’altra possibile citazione, direttamente dagli anni ’50: “The Quatermass Xperiment” di Val Guest (dalla geniale mente del compianto Nigel Kneale)…

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