Batman: The Long Halloween: recensione del libro

The Long Halloween è una storia di Batman che originariamente uscì nell’arco di un anno tra il 1996 e il 1997 spalmata su tredici numeri mensili (di cui il primo e l’ultimo doppi, di 48 pagine l’uno). Scritta da Jeph Loeb e illustrata da Tim Sale, è la storia da cui Christopher Nolan ha attinto a piene mani per il suo The Dark Knight (Il cavaliere oscuro, 2008), e io mi sono comprato una splendida Deluxe Edition per leggerla e rileggerla.

The Long Halloween si sviluppa nel mondo di Batman: Year One di Frank Miller, che Loeb si prende la libertà di ampliare, specialmente sul lato villain. Gotham City è una città in mano alla famiglia mafiosa di Carmine “The Roman” Falcone, che fa il bello e il cattivo tempo finché Jim Gordon, il procuratore distrettuale Harvey Dent e Batman fanno un patto tra di loro per portarlo in carcere.

Dopo avergli inflitto un duro colpo monetario (con gasoliiine, come direbbe il Joker di Heath Ledger), la reazione non tarda ad arrivare, con una bomba che fa saltare in aria casa Dent, cliffhanger con cui si chiude il primo numero. Nel frattempo, appare un serial killer in città che la stampa non tarda a chiamare “Holiday“, visto che uccide sempre durante una giorno festivo, una volta al mese. Infatti le copertine di ogni album vanno di pari passo con quelle stesse feste, e anche con il personaggio della rogue gallery che appare nel numero.

Purtroppo posso solo immaginare come sia stato leggere la storia così come fu pubblicata per la prima volta: il mistero sull’identità di Holiday, le domande su chi sarebbe stata la sua prossima vittima, l’attesa per sapere quale rogue sarebbe apparso nel prossimo numero, per non parlare della scoperta delle bellissine copertine di Sale!

Inutile pensarci, per quanto mi riguarda The Long Halloween è a tutti gli effetti una graphic novel, ovvero un libro a sé stante. Si nota la sua serializzazione, inevitabilmente (tra cliffhanger e qualche ripetizione di troppo), ma non è un problema. Ci sono tantissimi elementi che mi fanno amare questa storia. Il mistero di chi sia Holiday di così difficile intuizione, i villain che si susseguono che fanno tutti il loro sporco lavoro, su tutti Catwoman che fa un doppio gioco come da tradizione. E poi i tormentati Bruce Wayne e Harvey Dent, che a un certo punto arrivano pure a confrontarsi duramente, sono due protagonisti capacissimi di dare una forza emotiva alla storia come di rado capita in un comic.

I disegni di Sale sono splendidi, bastano due vignette per capire chi ci troviamo davanti, col Joker coi suoi denti assurdi (che Batman prova piacere a spaccare, ci mancherebbe), o la muscolosissima Catwoman (ma i baffi del costume non si possono guardare!), o uno Harvey Dent spesso con la faccia illumimata solo a metà, in un foreshadowing che lascia poco spazio al dubbio sul fatto che possa diventare Two Face o no.

E tornando a Nolan, cosa ha preso da The Long Halloween per il suo secondo film su Batman? Il patto a tre per mettere in carcere i mafiosi di Gotham, “I believe in Harvey Dent“, l’attacco al procuratore in un’aula di tribunale, la montagna di soldi data alle fiamme, il Joker scheggia impazzita che minaccia di uccidere una persona al giorno se non verrà rivelata l’identità di Holiday (nel film, di Batman)… insomma, parecchie cose.

Personalmente preferisco e trovo più affascinante (e più quadrata) la storia di Loeb e Sale, anche se qualche dubbio sul finale mi rimane: perché Holiday confessa tutti gli omicidi se a commetterne almeno una parte è stata Gilda (cosa che sembra vera, addirittura brucia i vestiti con cui li ha commessi)? Mi piace tantissimo come questa Gotham riesca a distruggere e corrompere anche le persone più rette ed innocenti, che poi è ciò che il Joker di Nolan cerca di provare fino alla nausea, ma mi rimangono fumosi alcuni dettagli della cosa.

Chissà, magari le risposte che cerco le troverò in Batman: Dark Victory, seguito di The Long Halloween di cui ho appena ordinato la Deluxe Edition, per non farmi mancare niente. Ne scriverò appena avrò modo di leggerla. Ciao! 

PS: qualche immagine per invogliarvi alla lettura:


6 risposte a "Batman: The Long Halloween: recensione del libro"

  1. anche io l’ho letto e l’ho amato! poi Poison Ivy qui è stupenda!conoscevo dell’albo grazie a Batman Arkham City: uno dei costumi della gatta è il caratteristico di questo volume
    quindi non sono il solo che pensa che Holiday non abbia fatto tutti gli omicidi; anzi, pensai pure che ne commise solo uno o due e che almeno uno lo avesse commesso Harvey

    Piace a 1 persona

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