Teen Wolf: recensione del film

Teen Wolf (cioè Lupo adolescente, ma tradotto come Voglia di vincere) è un film del 1985 scritto da Jeph Loeb (quello di Batman: The Long Halloween e Hush!) e Matthew Weisman e diretto da Rod Daniel (morto nel 2016 per complicazioni legate al Parkinson). Si tratta di un piccolo cult che probabilmente beneficiò del successo di Back to the Future (Ritorno al futuro, 1985), visto che il protagonista è Michael J. Fox (pure lui, come il regista, colpito dal Parkinson).

La storia è quella di Scott (Michael J. Fox), adolescente in una piccola cittadina statunitense (Beacontown), che si sente fuori posto, non sa che strada prendere… e dopo aver scoperto di essere un lupo mannaro piano piano comincia a fare le scelte giuste, sia giocando a basket che in quanto a ragazze (scartando la bionda poco di buono Pamela, Lorie Griffin, e scegliendo la mora più corretta Boof, Susan Ursitti).

Insomma, è una classica storia di crescita (coming of age), ma con la complicazione del lupo che, in realtà, complicazione non è, visto che nessuno fa una piega quando Scott si rivela a tutti come un lupo mannaro durante una partita di basket. Questo è un elemento piuttosto spiazzante del film, perché non ha grandi ripercussioni nella trama se non le migliorate abilità sportive di Scott che lo portano inizialmente a fare tutto da solo, prima di capire l’importanza di giocare di squadra e, più in generale, dell’amicizia.

Teen Wolf praticamente passa da essere una commedia, a un potenziale horror, per poi virare sul film sportivo e, infine, sul romanticismo. La conseguenza è che nessuno di questi aspetti viene portato fino in fondo, e i personaggi non sono ben delineati.

Per esempio si intuisce come il rapporto col padre (Harold Howard) sia cruciale per Scott, ma questo aspetto sembra un po’ nascosto dalle numerose scene con l’amico Stiles (Jerry Levine) che sono pura commedia, o dalle scene sportive che poco a poco diventano il centro dell’attenzione.

Altra cosa che non funziona un granché è vedere una serie di attori ed attrici quasi trentenni interpretare dei diciassettenni. L’unico che funziona è il ventitreenne Michael J. Fox, ma solo perché ai nostri occhi è Marty McFly. Gli manca solo il giubbotto rosso!

Per il resto, Teen Wolf è un film dalle poche pretese che se preso per quello che è può divertire, offrendo almeno un paio di scene da ricordare, su tutte quelle del surf sul furgone accompagnate da Surfin’ U.S.A. dei Beach Boys. Se cercate un film che tratti in maniera profonda la vita nella scuola superiore, magari satirizzando l’importanza che la bravura negli sport ha nel sistema statunitense, ecco, magari cercate da qualche altra parte. Però non credo che di questo si possa fare una colpa a Rod Daniel, visto che dubito che quelle fossero le sue intenzioni, naturalmente. Ciao! 


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32 risposte a "Teen Wolf: recensione del film"

  1. Film d’altri tempi, nello specifico i miei, oggi mi porti su questa pagine un pezzo di cuore, invecchiato così così ma spesso, ancora molto meglio di tanta roba “Teen” che spunta oggi sulla piattaforme, non so se sia merito del Basket o dei lupi 😉 Cheers

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  2. Non lo rivedo da una vita ma posso testimoniare come da ragazzo abbia adorato questo film. Così come testimonio come “Ritorno al futuro” sia un mito assolutamente successivo, si parla dal 1990 in poi, prima non fregava gran che a nessuno. Michael J. Fox per tutti gli anni Ottanta nel nostro cuore è stato sempre e solo Michael Keaton, il giovane protagonista di “Casa Keaton” che Italia1 replicava a ciclo continuo: il successo come attore è nato tutto da lì, “Back to the Future” solamente in seguito ha assunto un’aura mitica che non ha mai avuto negli anni Ottanta. Fox era il simbolo degli yuppies, infatti nella sit-com faceva il giovane imprenditore arrampicatore sociale, e “Il segreto del mio successo” è stato un film moooooooolto più famoso di Ritorno al futuro. Poi purtroppo coi Novanta è stato tutto spazzato via ed è rimasto solo McFly. Davvero un gran peccato.

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      1. Ricordi che provò anche a fare il serio con “Le mille luci di New York”? Andiamo, come fa a fare il serio con quella faccia??? 😀
        E comunque per me il più grande capolavoro di Michael J. Fox, per cui dovrebbe ricevere mille Oscar, è “Insieme per forza”, insieme a James Woods: la più perfetta e mitologica coppia di “strambi sbirri” di sempre ^_^
        (Non lo recensisco perché dovrei riempire una pagina di lodi sperticate)

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        1. Devo rivederlo, “Insieme per forza”. Invece ho sempre sentito parlare molto bene di “Vittime di guerra”, ma io l’ho sempre scansato: detesto angosciarmi coi film di guerra…
          Carino invece “Caro zio Joe” con Kirk Douglas, ma ancora più simpatica la parte di Michael J. Fox ne “Il presidente – Una storia d’amore” con Michael Douglas.

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    1. Lui in effetti il successo lo raggiunse con Family Ties, una serie durata ben sette anni! E in quel periodo riuscì anche a lavorare in vari film tra decenti, cult, e un successo incredibile (in patria) come Back to the Future. La costruzione della trilogia alimentò la sua fama come Marty McFly, alla fine tutti e tre i film furono un successo, ma il primo fece più di 200 milioni di dollari negli USA e solo una decina nel resto del mondo. Il secondo, tutto il contrario: più di 200 milioni fuori, e 120 in patria, e siccome uscì nel 1989, spiega perfettamente i tuoi ricordi! :–)

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      1. Ebbe talmente tanto successo in “Ritorno al futuro” che il doppiaggio italiano chiamò il suo personaggio “Marty” anche in “Voglia di vincere”…ma come abbiano fatto ad avere il titolo di “miglior doppiaggio del mondo”? La bravura dei doppiatori non si discute, però gli adattamenti fanno venire la pelle d’oca a volte 🦆

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      2. Ritorno al futuro fu un grande successo anche in Italia, altroché, addirittura la mia scuola organizzò una proiezione mattutina, apposta per noi studenti, nel cinema del mio paesino.
        Ebbe così tanto successo che si andarono a recuperare film come Teen Wolf e, come ha scritto l’amica Vasquez, dettero il nome Marty al protagonista per far credere che ci fosse un legame con Back to the future. Che incassò più di 100 milioni nel resto del mondo, non 10!
        Una cosa divertente è che in Teen Wolf 2 il personaggio di Scott (solo nominato) torna a chiamarsi Scott. Forse l’unica, perché il film è pessimo, ancora peggio del primo che non mi è mai piaciuto 😛

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        1. La mia scuola mi portò a vedere una proiezione mattutina di “Giuseppe venduto dai fratelli” (1961) ma da questo non lo considero un film famoso negli anni Ottanta 😀 😀

          Scherzi a parte, ovvio che “Ritorno al futuro” è piaciuto e tutto il resto, anche se ogni città ha poi reagito in modo diverso, ma era da anni che Michael imperversava con successo in TV quando alla fine è uscito fuori il suo Marty, tacendo di piccoli ruoli in cui in realtà nessuno l’aveva mai notato.

          In quella seconda metà degli anni Ottanta “Teen Wolf” e “Il segreto del mio successo” erano film molto più strombazzati di Ritorno al futuro, e togliendo “Le mille luci di New York” (primo tentativo di film serio, quando tutti noi volevamo invece il Fox divertente) l’arrivo di “Vittime di guerra” è stato potentissimo. Forse proprio perché Michael non aveva il “fisico” per un film sul Vietnam funzionava alla perfezione, nel ruolo di “punto di vista morale” sull’operato del terribile Sean Penn.
          In quegli anni in cui il cinema di guerra era roba esplosiva, quando in TV si parlava di Michael era da “Vittime di guerra” che mostravano le scene, non certo da una commediola giovanilistica come “Ritorno al futuro”.
          Poi è arrivato il giro di boa del 1990 e tutta l’intera carriera di Michael è stata spazzata via in un lampo, rimanendo solo la commediola giovanile. Peccato, perché era bravo anche in altri ruoli: i suoi film anni Novanta non saranno capolavori ma bene o male sono tutti piacevoli da vedere, tutti però impossibilitati a replicare il successo dell’Unico Vero Dio Ritorno al Futuro…

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          1. Dire che Ritorno al futuro non fosse famoso negli anni ottanta mi sembra un’affermazione abbastanza audace 😀 Tanto più che Teen Wolf in Italia uscì dopo, sulla scia del successo del primo (vedi questione del nome del protagonista).
            Però boh, può essere, io da bambino ricordo solo questi due con Michael J. Fox, forse gli altri film che citi erano roba da “grandi” 😀

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            1. Essendo il del ’74 sono cresciuto con Fox sin dall’arrivo di “Casa Keaton”, fisso su Italia1 per tutti gli Ottanta e parte dei Novanta (e che maledetta Mediaset ancora non è stato recuperato, intenti come sono a replicare le solite serie da quarant’anni), Teen Wolf è coevo di “Ritorno al futuro”, sono usciti insieme (1985), forse in Italia è uscito dopo ma di pochissimo. All’epoca (fine anni ottanta) ero già malato di cinema, compravo ogni rivista che riuscissi a trovare e seguivo le trasmissioni di “CIAK”, che non era certo una trasmissione d’autore, parlava quasi solo dei successi del momento, e Fox era una star: ma Ritorno al futuro era solo uno dei suoi film, non certo il più famoso, tutt’altro.
              Prima del 1990 in cui è cambiato tutto era un normalissimo film di successo americano come ce n’erano a secchiate, indistinguibile dai tanti altri successi dell’epoca: non dico mica che era sconosciuto, ma non godeva neanche minimamente dell’adorazione che ha iniziato a godere con l’uscita dei successivi due episodi, adorazione cresciuta col tempo e diventata totalmente ingiustificata.
              E poi è in illustre compagnia: film come “Blade Runner” negli anni Ottanta non se li filava nessuno, erano noti, ogni tanto citati, ma non avevano neanche l’ombra del successo che hanno avuto dopo, in seguito a recuperi posticci e revisionisti. Sarebbe stato bello se lo stesso trattamento l’avessero riservato a film anni Ottanta che hanno subìto il destino inverso, cioè famosi alla loro uscita e poi dimenticati per sempre. Tipo appunto “Vittime di guerra”, che non si può più mandare in onda perché dice che i soldati americani sono dei mascalzoni, chi l’avrebbe mai creduto???

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          1. Vedo, e ne riporta 2 per la sola Italia, che sarebbero quasi 4 miliardi di lire allora, che sono moltissimi considerato che era il 1985. Comunque, io che all’epoca avevo 12 anni, me lo ricordo come un grandissimo successo: è vero, come dice Lucius, che lo stato di cult arrivò successivamente, ed è normale… i film degli anni Ottanta sono già cult il giorno dopo l’uscita solo per i ragazzini di Stranger Things 😀

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  3. Io ricordo due cose : che il trailer italiano al cinema quasi glissava sulla trasformazione in lupo mannaro e spacciava il film come una commedia sportiva.
    Poi ricordo la serie animata del film ( chiamata col titolo originale del film) dove Marty aveva un intera famiglia di lupi mannari ( mamma, papà, nonno, sorellina….)

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