John Carpenter – Il regista da un altro mondo: recensione del libro

Qualunque giornata migliora se in qualche modo arriva John Carpenter, che sia guardando un suo film, ascoltando la sua musica, o leggendo qualcosa su di lui. E quindi quando mi è stato regalato John Carpenter – Il regista da un altro mondo, di Edoardo Trevisani (edito dalla NPE), mi sono rallegrato alla prospettiva di passare qualche ora ad informarmi su zio John.

Certo, avendo già letto varie cose su di lui (per esempio, poco tempo fa mi sono sparato il libro di Juan Corral che ho recensito qui), non mi aspettavo troppe sorprese, ma personalmente non ne ho mai abbastanza!

E come è questo libro di Trevisani? Dopo una brevissima introduzione biografica sul regista/sceneggiatore/musicista, il libro si sviluppa per capitoli, ognuno dedicato ad un lungometraggio girato da Carpenter, inclusi i tre televisivi Someone Is Watching Me (Pericolo in agguato, 1978), Elvis (Elvis – Il re del rock, 1979), e Body Bags (1993).

Secondo me l’autore ha fatto un buon lavoro, evitando di riempire il libro di notizie e fatti noti e stranoti sulla genesi dei film, e andando dritto all’interpretazione dei messaggi del cinema carpenteriano. Si nota come Trevisani abbia letto i libri giusti e abbia girato i siti capaci di dargli chiavi di lettura tali da permettergli di sviluppare una tesi consistente dall’inizio alla fine (così come consistente è l’opera di Carpenter). Giustamente, la bibliografia e la sitografia riflettono questa ricerca dell’autore, e, se mi permettete l’osservazione, spiccano La bara volante dell’amico Cassidy e l’ottimo John Carpenter Italia (blog collegato alla pagina Facebook chiamata Il seme della follia).

Aspettatevi così delle considerazioni sulla figura dell’antieroe che Carpenter solitamente sceglie come protagonista (i vari Napoleon Wilson, Snake Plissken, Jack Burton, Jack Crow…), sulle figure femminili di una certa importanza (in The Fog, 1980, come in Ghosts of Mars, Fantasmi da Marte, 2001, passando per Halloween, 1978, e The Ward, 2010), sul ruolo dell’autorità, sulla paranoia e sulla (mancanza di) fiducia negli altri in società dove gli alieni hanno preso il controllo delle nostre vite o ci stanno eliminando uno ad uno senza che possiamo fare molto per fermarli.

Per farmi capire, ecco un estratto dalla recensione di Village of the Damned (Villaggio dei dannati, 1995): “Michael Myers era l’incarnazione delle angosce sessuofobiche e delle pulsioni punitive dei genitori, i bambini di Villaggio dei dannati invece restituiscono la paura dell’omologazione, la sensazione raggelante che l’insensibilità, la mancanza di empatia, possano divebtareil senso comune per le generazioni future. (…) La sensazione è che quella generazione che ai tempi di Halloween era adolescente e aveva voglia di sentirsi libera, ora sia cresciuta e, dopo gli anni della Reaganomics, abbia messo al mondo dei bambini ancora più spaventosi e feroci di Michael Myers. Male puro, gelidamente razionale e spietatamente distaccato da qualsiasi riferimento culturale o tradizionale.

Ecco, questo è quello che intendo per recensioni che si centrano sull’interpretazione dei messaggi dei film, più che sul lato tecnico o aneddotico. Personalmente, mi sono divertito non poco a leggere John Carpenter – Il regista da un altro mondo, e ne consiglio senz’altro la lettura a qualunque appassionato di cinema. Ciao! 

PS: ecco un esempio del contenuto del libro:

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10 risposte a "John Carpenter – Il regista da un altro mondo: recensione del libro"

  1. Un’opera davvero interessante, direi (del resto parlare e scrivere di Zio John con cognizione di causa è SEMPRE interessante)!
    Di mio, mi limiterei a suggerire l’aggiunta di un capitolo dedicato alle testimonianze dei fan che l’hanno incontrato dal vivo: così, sul momento, i primi a venirmi in mente sono Cassidy e Sam Simon (chissà perché)… 😉😎

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  2. interessante!
    mi fai pensare a un saggio che ho comprato presso la mia scuola di cinema un annetto fa, e che ho letto da poco (se vuoi lo trovi nel mio blog intimo): un’analisi dell’intera saga di Halloween fino al Kills!

    Piace a 1 persona

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