The X-Files – S05E11, Intelligenza artificiale

E dopo un episodio scritto da Stephen King, eccone uno scritto dal padre del cyberpunk, William Gibson, insieme a Tom Maddox! Chris Carter faceva davvero sul serio!

Kill Switch, questo il titolo (per gli italiani ecco un ben meno evocativo Intelligenza artificiale), parla di intelligenza artificiale, e naturalmente lo fa in un modo spaventoso, tra esplosioni causate da satelliti del Dipartimento della Difesa statunitense e realtà virtuale usata per torturare esseri umani che possano mettere in pericolo l’esistenza di questa nuova forma di vita, per quanto artificiale.

Dopo la misteriosa morte di Donald Gelman (Patrick Keating), tra i geniali creatori di Internet ma scomparso nel nulla per intere decadi, Mulder e Scully si imbattono in una hacker di fama mondiale, Invisigoth (Kristin Lehman), che racconta una storia incredibile su un virus che ha raggiunto lo stato di essere cosciente evolvendosi su Internet. E siccome lei, insieme a Gelman e al suo compagno David, è l’unica a poterlo distruggere, quello si difende con i metodi più impensabili (organizzando trappole per malavitosi con giri di telefonate o direttamente disintegrando persone dallo spazio).

Gibson e Maddox dimostrano qui una notevole conoscenza della serie scrivendo una storia che, pur se autoconclusiva, si inserisce alla perfezione nel mondo di The X-Files. Scully è più scettica che mai, Mulder si lascia trasportare subito dalle possibilità offerte dal racconto di Invisigoth, e i tre Lone Gunmen (Tom Braidwood, Dean Haglund e Bruce Harwood) sono spettacolari affascinati come sono dalla bellezza e dalle capacità informatiche della bionda hacker.

Il ritmo poi è davvero mozzafiato, una vera e propria corsa contro il tempo per terminare l’intelligenza artificiale prima che quella termini le vite dei nostri eroi… Reminescente senza ombra di dubbio dello Skynet di The Terminator (1984), naturalmente, anche se qui deve fare tutto in remoto in mancanza di androidi da mandare a fare il lavoro sporco. Ma l’episodio ha anche echi di Jacob’s Ladder (Allucinazione perversa, 1990), soprattutto per le allucinanti scene di Mulder nella realtà virtuale torturato da infermiere belle quanto crudeli che gli amputano un arto dietro l’altro!

E che dire della scena in cui Scully le fa fuori una ad una a suon di colpi di arti marziali? Impagabile! Di sicuro entra di diritto tra le migliori scene dell’intera serie!

E funziona alla grandissima anche il finale apertissimo tra Invisigoth che riesce a trasferire la sua coscienza in rete e un’intelligenza artificiale attiva che potrebbe anche essere quella che Mulder e Scully hanno tentato di eliminare… Insomma, solo parole di lode da me verso questo Kill Switch, da vedere e rivedere! Ciao! 

PS: apparentemente il titolo dell’episodio ha ispirato il nome della band Killswitch Engage, che mi ha torturato i timpani in ben due edizioni del Download Festival a Donington qualche anno fa. Probabilmente è l’unica cosa negativa che posso dire dell’episodio scritto da Gibson e Maddox


Episodio precedente: Chinga

Episodio successivo: Vampiri

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13 risposte a "The X-Files – S05E11, Intelligenza artificiale"

  1. “Ah già: l’ira del protoplasma…” Scully impagabile 😀
    Tanto fu deludente l’episodio di King quanto fu esaltante questo! Non so se perché le tematiche di Gibson si integravano meglio nella serie, o se Carter si trovò a lavorare meglio con Gibson, fatto sta che qui funziona tutto alla grande. Rivisto a posteriori, la bella hacker non può non far pensare a Trinity, e il mondo in cui Mulder si trova amputato è una Matrix dell’orrore.
    Anche la canzone, “Twilight Time”, qui dà meno fastidio rispetto a quella scelta per l’episodio di King.
    Fa un po’ sorridere la banda larga a suon di megabyte, mentre oggi si parla di giga, ma a parte questo, è un episodio da vedere e da gustare più e più volte 😉

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  2. Quel 1998 è stato fatale per Gibson, che nel 1995 il blando successo di “Johnny Mnemonic” ha fatto sperare di poter finalmente sfondare al cinema: l’uscita del mostruoso e terrificante e indegno “New Rose Hotel” con Asia Argento ha nuclearizzato il povero Gibson. E a ragione, così finalmente ha capito che non è un autore da cinema: il fatto che la sua pessima sceneggiatura per Alien 3 sia diventato un fumetto, un romanzo e un podcast dovrebbe averlo convinto che sono altri i media disposti ad accoglierlo.
    Una volta visto “New Rose Hotel” (per cui io ho addirittura pagato un biglietto, i soldi peggio spesi della mia vita) questo episodio di “X-Files” è il più grande capolavoro della storia! 😀

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    1. Hanno fatto il film di New Rose Hotel?!? Ma pensa! È un racconto insignificante… perlomeno a me non ha detto nulla. Di Gibson il mio preferito è senza dubbio “La notte che bruciammo Chrome”, ma c’è da dire che non ho mai letto la Trilogia dello Sprawl…

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      1. Diretto da Abel Ferrara, con Christopher Walken e Willem Dafoe: come si fa a non andare al cinema a vederlo? Madornale errore (cit.)
        Ti direi di recuperarlo, ma poi non saresti più quella di prima: è così brutto che ti fa morire qualcosa dentro. E la voce di Asia non se ne va più…
        Quel 1998 Gibson ha azzeccato X-Files ma ha perso tutto il resto.

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  3. Un episodio dalla tematica davvero intrigante (i cyber-autori dovevano essersi trovati a proprio agio con il buon Carter), riuscito a tal punto che non mi sarebbe sembrato per nulla fuori luogo veder nascere un sotto-filone legato all’intelligenza artificiale e relativi mondi virtuali, con episodi a scadenza regolare non necessariamente sempre collegati fra loro: ecco, una sorta di “cyber-monster of the week”, per rendere meglio l’idea…
    Poi, come sappiamo, non è andata così, ma questo “Kill Switch” con tanto di inferno virtuale per Mulder e Scully in versione marziale rimane comunque da antologia 😉

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