Star Trek: Enterprise – S02E09, La singolarità

Singularity è un episodio che teoricamente dovrebbe o non piacermi affatto o al massimo farmi sorridere. La storia è infatti quella dei vari Al di là del tempo (TOS), Contaminazione (TNG) o Incantesimo d’amore (DS9). Ancora una volta, per qualche strano motivo – in questo caso delle radiazioni, gli ufficiali dell’Enterprise cominciano a comportarsi in maniera incomprensibile.

In Singularity (La singolarità), tutti cominciano ad ossessionarsi con cose prive di importanza. Archer deve scrivere una pagina in memoria di suo padre, Trip deve aggiustare la sedia del capitano, Reed deve creare un nuovo protocollo di sicurezza, Sato deve cucinare perfettamente un piatto tradizionale della sua famiglia (e ha bisogno di carote!), e Phlox deve scoprire la causa del mal di testa di Mayweather (che si ossessiona per… arrivare in tempo a lavoro? Ancora una volta il povero Travis risulta non pervenuto). L’unica che non risente di questi strani effetti è T’Pol, e sta a lei salvare nave ed equipaggio da morte certa.

Quindi nella seconda parte dell’episodio abbiamo anche qualcosa di simile a Sola (VOY), con T’Pol che deve pilotare da sola la nave fuori dalla zona di pericolo, anche se lo fa con l’aiuto di Archer.

Pur essendo praticamente un bottle episode (girato all risparmio negli stessi set di sempre e senza alcuna guest star), Singularity riesce a risultare simpatico perché i nostri ufficiali dopo un anno e passa di episodi ci sono ormai familiari. Il dottore coi suoi modi di fare garbati funziona sempre anche quando vuole estirpare una parte del cervello di Mayweather. Reed e Trip che ossessivamente si fissano sul loro lavoro e finiscono per litigare sono ormai un must, col valore aggiunto della sottotrama di Reed che crea il sistema di allarme della nave e permette la creazione di un pun bellissimo quanto intraducibile: Red AlertReed Alert (e, tra l’altro, è grazie alle sue manie che Archer e T’Pol riescono a farcela nel finale).

Infine, T’Pol si dimostra ancora una volta indispensabile e rafforza ancora di più il suo rapporto con Archer costringendolo a pilotare la nave vincendo l’influenza delle radiazioni che aveva messo KO tutto ok resto dell’equipaggio. En passant, vedere la presa vulcaniana in azione (qui ai danni del povero dottore) è sempre un piacere.

Singularity ha quindi una premessa un po’ ingenua, ma la sviluppa bene, accelerando piano piano per portare i protagonisti sempre più verso comportamenti ossessivi compulsivi (e aggressivi). Si nota come il cast abbia preso la palla al balzo e si sia prestato volentieri ad un cambio interpretativo per portare in scena dei personaggi meno ingessati del solito, con risultati direi ottimi. E se si sono divertiti loro, è facile che a divertirsi siamo anche noi spettatori!

Certo, gli eventi di questa storia non hanno molto senso all’interno di una continuità col resto degli episodi più seriosi, ma bisogna accettare questo come un divertissement senza prenderlo troppo sul serio. E se lo facciamo, funziona. Ciao! 


Episodio precedente: lI comunicatore

Episodio successivo: Punto di non ritorno

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10 risposte a "Star Trek: Enterprise – S02E09, La singolarità"

  1. L’unico appunto che mi sono preso dell’episodio è che all’inizio T’Pol la vediamo intenta ad usare ben tre “tecnologie comunicative” diverse allo stesso tempo: un libro cartaceo, un desktop e un padd, perfetto simbolo della confusione degli autori su che tecnologia affidare a questa linea temporale 😀

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  2. La ricetta che prepara Sato è l’oden, zuppa tipica giapponese composta da verdure (tipo le carote, appunto) e altre robe bollite in una brodaglia alla salsa di soia 😀

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  3. Sì, credo proprio tu abbia centrato il punto con la tua recensione: ecco, diciamo che sono riusciti a rendere con la giusta dose di leggerezza (senza mai scadere nel ridicolo, tutt’altro) una storia dal tema di fondo non proprio originale, portando comunque a casa un buon risultato 😉

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