High Crimes: recensione del film

High Crimes (High Crimes – Crimini di stato) è un thriller del 2002 diretto da Carl Franklin e basato su un romanzo di Joseph Finder uscito quattro anni prima. L’eccezionale cast include, tra gli altri, Ashley Judd e Morgan Freeman, e in due minuscole particine anche Michael Shannon e John Billingsley (il dottor Phlox di Star Trek: Enterprise).

La trama è un po’ arzigogolata, ma si può riassumere così.

Tom (Jim Caviezel), il marito della brillante avvocatessa senza scrupoli Claire Kubik (Ashley Judd) viene arrestato dalla polizia militare per un crimine terribile commesso una dozzina di anni prima. Gli viene assegnato un avvocato dell’esercito giovane ed inesperto (Adam Scott), quindi Claire decide di prendere in mano la cosa e farsi aiutare dal leggendario Charles Grimes (Morgan Freeman), ultimamente caduto in disgrazia e, si dice, pure alcolista. Il processo sarà costellato da difficoltà e tentativi di depistaggio. 

Io ho trovato High Crimes un film onesto. Intrattiene per due ore a suon di rivelazioni, momenti di suspense e tensione, un po’ d’azione. Però ha una serie di problemi abbastanza grossi. Tanti, troppi passaggi di trama non reggono ad una minima analisi delle motivazioni dei personaggi, per non parlare delle incredibili coincidenze a cui dovremmo credere. In un film dove la trama la fa da padrone, questi sono errori abbastanza imperdonabili. 

Per esempio, l’esercito ha tutta l’intenzione di non far uscire alla luce cosa successe nel 1988 a El Salvador, eppure inscena un mega processo contro un suo soldato, quando potrebbe semplicemente accordarsi per una soluzione extragiudiziale o, più facilmente, far cadere del tutto la cosa (sia legalmente che illegalmente, visto che far sparire dalla circolazione soldati considerati scomodi sembra essere pratica comune). Di fatto, il processo si chiude col generale Marks (Bruce Davison) che insabbia tutto: non poteva farlo subito? Cosa si aspettava? E perché l’ex commilitone di Tom, James Hernandez (Juan Carlos Hernández, hanno usato molta fantasia per dare il nome al suo personaggio), si comporta in un modo così stupido, provocando Tom ad ogni occasione? Che spera di ottenere? 

Poi chi sarebbero i responsabili degli attacchi a Claire e Charlie? Non viene mai spiegato. E a cosa servirebbero, a porre fine al processo? Praticamente abbiamo dei villain che alla fine risultano innocenti del crimine su cui si basa il processo, ma si comportano come se fossero colpevoli! 

E che coincidenza incredibile che un testimone oculare del massacro (Emilio Rivera) si trovi a San Francisco! Ma invece di testimoniare cerca vendetta, e la trova pure in un climax forzatissimo in cui Tom perde la testa e sta per uccidere la sua propria moglie perché a conoscenza della verità. E quale sarebbe il piano? Uccidere pure Grimes, visto che anche lui sa tutto? Geniale!

Insomma, per una storia che punta tutto sul mistero e la tensione, mi sembra che alla fine gli sceneggiatori buttino tutto via non spiegando punti cruciali, perdendosi in dettagli irrilevanti che fanno perdere tempo a scapito dello sviluppo dei personaggi, e chiudendo tutto con un po’ d’azione con la classica donna in pericolo.

Ci sono altre cose che non funzionano. Per esempio, non si capisce mai dove si trovano i personaggi: la base militare, San Francisco, la città (?) di San Lazaro… Non ci sono differenze tra le location, e non si capisce come i personaggi si spostino da un luogo all’altro. 

Non c’è nemmeno un po’ di approfondimento su cosa facessero i marines a El Salvador nel 1988, sulle decisioni politiche che avevano portato ad azioni chiaramente illegali in uno paese terzo. Volendo, si può leggere un sottotesto di critica verso l’esercito che crea macchine di morte che non si fanno domande e sono solo capaci di uccidere a sangue freddo, con generali che non battono ciglio quando devono nascondere la verità. E ci sarebbe anche una critica agli avvocati che liberano terribili criminali sfruttando cavilli legali (Claire lo fa per uno stupratore all’inizio del film) senza nessun rimorso di coscienza. Ma in realtà rimane tutto sullo sfondo, sono poco più che spunti di trama che veri e propri temi trattati dal film. 

Infine… io non mi considero particolarmente abile a prevedere gli sviluppi dei film, ma qui avevo capito il finale sin dall’inizio. [spoiler alert] Claire fa liberare un criminale all’inizio: riuscirà a liberare anche il marito, che si rivelerà colpevole, avrà il suo contrappasso! Cosa che puntualmente avviene.

Per concludere: a cervello spento, High Crimes può anche funzionare, ma la trama fa acqua da tutte le parti e alla fine il film sta in piedi soltanto grazie ai vari Judd, Freeman e Scott (il cui personaggio ha delle interazioni divertenti con quello di Amanda Peet), e anche grazie ad una regia competente con una fotografia non digitale di Theo van de Sande che con più di trenta anni di esperienza sulle spalle sapeva il fatto suo. Ciao! 



4 risposte a "High Crimes: recensione del film"

  1. Ricordo di essermi imbattuto per caso nel romanzo, e visto che adoro i legal thriller ho iniziato a leggerlo e mi ha appassionato: ti parlo di quasi vent’anni fa, ma a memoria ricordo che il romanzo è ottimo, non presenta i difetti che citi ma purtroppo crolla nel finale. Sempre a memoria, mi pare l’unico punto debole della storia fosse il personaggio del marito, mentre gli atlri personaggi funzionano.
    Curioso di sapere se quel finale deludente fosse stato “aggiustato” nel film, l’ho visto e ricordo solo una profonda delusione, perché non solo rimaneva il finale deludente ma si rovinava tutto il resto!
    Ripeto, vent’anni sono tanti per avere ricordi freschi, ma la tua recensione mi conferma le sensazioni che ricordavo 😉

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    1. Nom conosco il romanzo, ma se il film lo segue fino in fondo suppongo che effettivamente il finale possa essere facilmente il suo punto debole, perché la storia non ha molto senso. Poi di sicuro il libro non avrà tutti i difetti del film, che ha una combinazione di montaggio e scenografie che rendono impossibile capire dove si trovino i protagonisti in nessun momento…

      Piace a 1 persona

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