Star Trek: Voyager – S03E22, Problemi di famiglia

picture-215Problemi di famiglia (Real Life) non mi ha convinto quasi per niente. È un episodio formato da due storie ben distinte: una è prevedibile e basata su una tecnobaggianata supportata da effetti speciali che, per le solite limitazioni dovute al budget, non mi hanno impressionato particolarmente. Protagonista della vicenda è lo spericolato Tom Paris che si lancia con uno shuttle verso dei tornado che si formano tra lo spazio e il sub-spazio e naturalmente si mette nei guai (ma alla fine Kim dice espressamente che è riuscito a recuperare lo shuttle! Incredibile!). Poco interessante.

La seconda è una storia con al centro Robert Picardo e il suo Dottore. Non è che questa storia non mi abbia convinto, tutt’altro! È molto profonda e con un messaggio finale, quello di non fuggire di fronte alle difficoltà, assolutamente condivisibile ed intelligente. È il tono di questa seconda storia che mi ha lasciato un po’ basito. Perché, vi starete chiedendo?

Il tema è il Dottore che si crea una famiglia olografica da cui tornare dopo le dure giornate di lavoro a bordo della USS Voyager. Inizialmente la cosa è comica, con la moglie Charlene (Wendy Schaal) e i due figli Jeffrey e Belle (Glenn Harris e Lindsay Haun) che sono semplicemente perfetti. Tanto da risultare stucchevoli agli occhi di B’Elanna, gentilmente invitata a cena dal dottore. Così la mezza Klingon si offre di rendere più realistico il programma… e così passiamo dalla comicità alla tragedia senza soluzione di continuità! Che il maschio adolescente abbia amicizie problematiche mi sembra sensato. Che la moglie abbia altro da fare che ascoltare tutti i test medici fatti durante il turno del lavoro dal marito (il Dottore si fa chiamare Kenneth in questo caso) anche mi sembra plausibile. Ma… era proprio necessario far morire la figlia in un incidente? Mi pare che B’Elanna sia stata un po’ esagerata nel suo voler insegnare al Dottore che la vita familiare non è tutta rose e fiori!

Insomma, il brusco cambio di tono mi è parso un po’ troppo eccessivo. Non che con me non abbia funzionato, io ho pianto sul finale (ma ormai piango con nulla, l’altro giorno ho ri-pianto per l’ennesima volta alla morte di Spock nel finale di Star Trek II: The Wrath Of Khan, L’ira di Khan), ma dal punto di vista narrativo questo Problemi di famiglia mi è sembrato troppo discontinuo per risultare un gran episodio. Ciao!

PS: mi sembra che Star Trek: Voyager abbia preso la stessa piega che già prese The Next Generation prima di lei, cioè quella di fare episodi centrati su singoli personaggi. Questo aiuta lo sviluppo delle personalità dei vari membri dell’equipaggio, ma mi ero abbastanza affezionato alle storie corali delle prime due stagioni, davano un bel senso di “Siamo una grande famiglia in territorio ostile, proviamo a tornare a casa“!

PPS: diventa sempre più chiaro che il percorso di ricerca di umanità del Dottore è lo stesso di Data in The Next Generation. Ma quanta forza in più aveva un episodio come The Offspring (La figlia di Data, terza stagione) dove Data diventava padre e poi perdeva tragicamente la figlia Lal dopo aver combattuto (insieme a Picard) per tenerla con sé di fronte all’interesse per motivi di studio della Flotta Stellare? La domanda è, naturalmente, retorica.


Episodio precedente: Prima e dopo

Episodio successivo: L’origine della specie


8 risposte a "Star Trek: Voyager – S03E22, Problemi di famiglia"

  1. Quel capolavoro de “La figlia di Data” ha fatto da apripista ma, ovviamente, non era affatto scontato che altri episodi su temi simili riuscissero a colpire con la stessa forza il che, altrettanto ovviamente, non li rende poco riusciti ma senz’altro diversi: qui B’Elanna deve pensato bene (dal suo punto di vista) di dover insegnare al Dottore le brutture della vita con un fondo di brutale “schiettezza” Klingon, assai più dura e immediata di quella umana…
    Per le storie corali non preoccuparti, ne arriveranno altre 😉
    P.S. Il mio primo incontro con Wendy Schaal è stato all’insegna del fanta-horror di grana grossa nel film “Creature” di William Malone (annata 1985), di cui tra l’altro puoi trovare un post dedicato dal buon Lucius nel Zinefilo 👍👌

    Piace a 1 persona

    1. Uuh, se ha attirato l’attenzione dello Zinefilo sicuramente si tratta di un filmone!

      Per quanto riguarda Data e Lal, ovviamente siamo su un altro piano, e non solo per l’originalità di quella storia rispetto a questa, ma anche per l’esecuzione! Peccato, perché con Picardo il potenziale c’è sempre tutto, ma qui sembra quasi una storia scritta in maniera sbrigativa…

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