The X-Files – S04E18, Tempus Fugit II

Max è la degnissima conclusione della storia cominciata nell’episodio precedente Tempus Fugit (infatti il titolo italiano è il molto più diretto Tempus Fugit II). Tutti i nodi vengono al pettine, o quasi, anche se come al solito alla fine nessuno può provare che la versione ufficiale dei fatti non corrisponda alla verità, o almeno a ciò che Mulder crede essere la verità (ma stavolta pure Scully è d’accordo con lui! Incredible!).

Inevitabile parlare di trama in un episodio della mythology con così tanti avvenimenti. Prima di tutto è chiarissimo come i militari abbiano effettivamente abbattuto l’UFO in prossimità del volo 549 causandone così lo schianto. È talmente chiaro che li vediamo recuperare i resti del velivolo non identificato insieme al prezioso carico radioattivo che Max Fenig stava tentando di portare a Mulder, qualcosa che poteva provare definitivamente l’esistenza di forme di vita aliene sulla Terra.

Stavolta finire nelle mani dell’esercito non costa troppo caro a Mulder che viene arrestato ma prontamente rilasciato nelle mani di Scully (per esempio non gli viene cancellata la memoria come successe in Il prototipo). Solo che tutte le possibilità di montare un caso svaniscono con la perdita di credibilità di Frish (Tom O’Brien) accusato formalmente di aver causato l’incidente del volo 549, e pure con la scoperta che Sharon (Chilton Crane) non è la sorella di Max Fenig, ma una psicopatica ex-ingegnera aeronautica che è stata internata più volte in manicomio. 

Ma Mulder non si dà per vinto, e dopo aver scoperto c’era un altro oggetto radioattivo in possesso di Max, riesce a trovarlo con dell’ottimo lavoro investigativo e… Monta su un aereo per tornare a Washington. In quello che sembra un remake dell’inizio dell’episodio precedente, però, c’è un sicario (Greg Michaels) incaricato di riprendere l’oggetto anche sbarazzandosi del portatore, in questo caso Mulder. Ma proprio durante uno scontro tra i due, arriva puntuale un UFO (chissà perché gli alieni vogliono riappropriarsi di questi misteriosi oggetti radioattivi proprio quando sono trasportati su aerei di linea!)… A farne le spese è proprio il sicario che viene rapito, e a Mulder non resta niente in mano, nemmeno uno straccio di prova. Morto Max, spariti gli oggetti che potrebbero provare l’esistenza di vita extraterrestre sulla Terra, e salvi i militari responsabili di tener segreta l’esistenza di quegli stessi allievi e di loro velivoli. L’unica soddisfazione di Mulder è che stavolta Scully era con lui, credeva più alla sua versione dei fatti che a quella ufficiale! Pure Millar (Joe Spano) sembrava abbastanza convinto… 

Ma è magra consolazione. Oltre a tutte le vittime del volo 549 che non otterranno mai giustizia, ecco anche la triste notizia della morte del povero agente Pendrell (Brendan Beiser), di cui non sapremo mai nemmeno il nome di battesimo. E Scully torna a perdere sangue dal naso, segno che il cancro diagnosticato in Memento Mori non accenna a scomparire… 

Insomma, gran bell’episodio che chiude bene quella bomba di Tempus Fugit, con i suoi mille avvenimenti spettacolari legati alla mythology. Certo, ci sono un po’ di cose che non funzionano benissimo a livello di trama. Per esempio, possibile che il sicario incaricato di uccidere Frish e anche di recuperare il prezioso carico di Mulder durante il volo verso Washington non si fosse curato la ferita inflitta da Scully qualche giorno prima (o non si fosse cambiato i pantaloni)? E perché Sharon avrebbe dovuto fingere di essere la sorella di Max, che bisogno c’era?

Ma sono dettagli in una coppia di episodi che contiene scene indimenticabili ed effetti speciali davvero notevoli che si nota essere tutti interamente pratici, senza nessuna traccia di datata computer grafica della seconda metà degli anni Novanta (l’episodio andò in onda per la prima volta il 23 marzo 1997). Perfetta la cabina dell’aereo sballottata come fosse un giocattolo, e impressionante il rapimento di Max verso l’accecante luce bianca, per esempio!

Kim Manners alla regia fece un ottimo lavoro insieme a Joel Ransom alla fotografia, così come il solito Mark Snow nel comporre una colonna sonora adatta alle atmosfere misteriose dei complotti segreti intorno all’esistenza di UFO e rapimenti alieni. Sempre di più sembra confermarsi la tesi che poteri oscuri all’interno delle più grandi potenze mondiali stiano cospirando per tenere segreta l’esistenza degli extraterrestri che, per qualche motivo, sono interessati a condurre esperimenti su esseri umani utilizzando tecnologie a noi sconosciute. Tempus Fugit e Max non aggiungono molto a queste informazioni che già erano in nostro possesso grazie ad episodi precedenti (vedasi, tra gli altri, Nuove creature, Ospiti interplanetari, Il file da non aprire e volendo anche Caccia all’alieno), ma grazie ad una storia avvincente riescono a ribadire bene il concetto! Ciao! 


Episodio precedente: Tempus Fugit I

Episodio successivo: Viaggi nel tempo


3 risposte a "The X-Files – S04E18, Tempus Fugit II"

  1. Una seconda parte del tutto degna della prima, sono assolutamente d’accordo 😉
    Il fatto che Sharon fingesse di essere la sorella di Max rimane effettivamente senza una vera e propria spiegazione: può essere che, essendosi incontrati in un istituto psichiatrico e condividendo segreti alieni, lei lo sentisse tanto affine da considerarlo letteralmente come un fratello (di sventura, ma pur sempre fratello)… ma, a parte questi perdonabili dettagli, il risultato finale è assai soddisfacente (e anche il ribadire più che svelare è funzionale a quello che verrà in seguito) 😉

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