Red Hot Chili Peppers: un post musicale

Conosco i Red Hot Chili Peppers da metà anni Novanta, un po’ grazie a mio fratello, e un po’ perché alle superiori durante la ricreazione mi scambiavo audiocassette con un ragazzo un paio di anni più grande di me che aveva conoscenze musicali ben più profonde delle mie. Fu così che conobbi, tra gli altri, Jane’s Addiction, Sonic Youth, Blind Melon, Soundgarden e, appunto, i Red Hot Chili Peppers: Anthony Kiedis alla voce, John Frusciante alla chitarra, Flea al basso e Chad Smith alla batteria.

Ammetto che i quattro album degli anni Ottanta della band non mi abbiano mai fatto impazzire. Con l’eccezione di True Men Don’t Kill Coyotes dal primo album del 1984 e la cover di Stevie Wonder di Higher Ground contenuta in Mother’s Milk del 1989, non c’erano molte canzoni che piacessero particolarmente. Però nel 1991 uscirono con Blood Sugar Sex Magik (prodotto guarda caso da Rick Rubin), e lì è difficile trovare una canzone che NON mi piaccia!

Quello fu anche l’album che li rese delle superstar internazionali, ma con singoli come Give It Away e Under the Bridge era praticamente inevitabile, con quei videoclip così perfetti nell’era in cui MTV significava davvero qualcosa per la musica. Ma poi, come ci ricorda il libro di Enrico Brizzi che tutti noi adolescenti degli anni Novanta abbiamo letto, John Frusciante uscì dal gruppo (e si infilò in una brutta dipendenza da eroina)… Tra l’altro ricordo ancora una trasmissione speciale sui Red Hot condotta da Alex Braga e con ospite Brizzi andata in onda intorno al 2000 su TMC2 (Nightfile si chiamava)!

Dopo la perdita del chitarrista, il nuovo album della band si fece aspettare fino al 1995, con Dave Navarro (dei Jane’s Addiction) alla chitarra, e di conseguenza con un cambio di stile notevole rispetto ai precedenti lavori. Se lo chiedete a me, questo è anche il loro album migliore, ma capisco che i puristi della band possano pensare che sia un’eresia. In ogni caso, nel 1997 Kiedis e compagni buttarono fuori un Navarro difficilmente gestibile per i suoi problemi di droga, e si ripresero un Frusciante vivo per miracolo e post rehab (per la quale deve ringraziare ancora oggi l’amico Flea). 

E come per miracolo riuscirono ad ottenere ancora più successo commerciale di prima con Californication del 1999 e By the Way del 2002. Poi, dopo Stadium Arcadium del 2006, Frusciante uscì di nuovo dal gruppo, e per quanto mi riguarda finì la parte musicalmente interessante dei Red Hot Chili Peppers. Cosa ci trovo di interessante? 

È innegabile che i Red Hot abbiano uno stile unico per cui ascoltando una canzone si capisce immediatamente che sia loro, cosa non banale. La combinazione dello stile chitarristico di Frusciante (non un virtuoso nel senso stretto del termine, ma comunque uno dei migliori chitarristi in circolazione), del basso inarrestabile di Flea, della solida batteria di Smith, e la voce suadente di Kiedis ha dato vita ad una miriade di canzoni memorabili e che tutti noi conosciamo volenti o nolenti. Poi nel corso degli anni, specialmente i primi venti della loro carriera, si sono evoluti in modo tale da stabilire loro stessi le mode, invece di seguirle: questo si può dire di pochissimi gruppi! 

Insomma, tutto questo per dire che non me li sono lasciati sfuggire il 4 giugno 2022 quando hanno aperto il loro tour europeo con un concerto allo Stadio della Cartuja di Siviglia, e ne sono uscito estasiato. Ero andato con aspettative basse, lo ammetto: dei loro concerti avevo solo sentito parlar male, tra serate troppo brevi e cantante non all’altezza. E invece… 

Il concerto è stato spettacolare (aiutato anche da un ottimo show di Beck in apertura). Me lo sono goduto a ridosso della zona VIP (la vasca più vicina al palco), dove l’acustica era ottima e si poteva distinguere perfettamente ogni strumento (mentre amici in altre zone dello stadio si sono lamentati dell’acustica). Tutti in formissima, quello che ha brillato meno è stato Kiedis, che ha cantato bene ma che non ha dominato la scena come avrebbe fatto un altro frontman con a disposizione quelle melodie e quei testi da cantare. Buffissimo Flea che dice stupidate tra una canzone e l’altra, e divertenti i momenti di improvvisazione suoi con Frusciante e Smith tra una canzone e l’altra (come quando si sono messi a improvvisare Hey Joe o Flea si è inventato una canzone che più o meno diceva “Che bella Siviglia, avete del buon gelato, ma io non lo posso mangiare“).

Nella scaletta avrei sicuramente sostituito le cinque canzoni dell’ultimo album per qualche vecchia gloria, e non è che le quattro prese da Stadium Arcadium mi piacciano particolarmente, ma questa è praticamente l’unica lamentela che mi sento di fare, e in fondo è normale che abbiano suonato varie canzoni dall’album appena uscito e che il tour in teoria dovrebbe supportare (anche se gli album non hanno più il ruolo e l’importanza che avevano un tempo). Ecco quindi la setlist, con link a video su YouTube di utenti vari in giro per lo stadio (un matto ha pure pubblicato un video di un’ora e 44 con tutto il concerto). Ciao!

PS: Comunque Flea for president, per davvero: bassista eccezionale, bestia da palcoscenico, l’unico della band che parla un po’ col pubblico, e per il bis è rientrato sul palco camminando sulle mani!

PPS: E qui qualche foto di pessima qualità fatta da me, oltre al biglietto del concerto!

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21 risposte a "Red Hot Chili Peppers: un post musicale"

  1. Grandissimi Red Hot! Li ho un po’ persi di vista ma li porto sempre nel cuore. Pensa che senza saperlo li conosco dal 1990 perché una loro canzone che adoravo era nella colonna sonora di “Pretty Woman”, e nel 1992 ho adorato “give it away”, a cui ho legato tantissimi bei rixordi, ma in realtà li ho conosciuti e amati davvero con “Scar Tissue”, “Otherside” e “Californication”, la santa tripletta che andava su Mtv a manetta e non mi stancavo mai di ascoltare adorante. Un gruppone da applauso.
    A proposito, Flea continua la sua carriera da attore: rapisce la principessa Leia nella nuova serie “Obi-Wan Kenobi” 😜

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    1. Show Me Your Soul la fecero per Pretty Woman, è vero! X–D

      Californication li portò al successo universale senza dubbio, nel 1999 era difficile trovare qualcuno che non la conoscesse, tra passaggi in radio, in tv musicali e il passaparola selvaggio tra amici.

      Flea si è sempre divertito con particine al cinema, e pure Kiedis (Point Break!), mi fa piacere che continui a spassarsela addirittura nell’universo di Star Wars! :–)

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  2. John Frusciante è stato anche spremuto come un limone dalla ex moglie: un giudice ha stabilito che, in virtù del suo patrimonio di 14 milioni di dollari, lui le deve passare un assegno di mantenimento di 53.000 dollari al mese. (fonte: la sua pagina Wikipedia italiana).
    Noto che nei commenti si parla anche di Katy Perry: ebbene, io la apprezzo non soltanto come cantante, ma anche come sex bomb. Nello showbiz solo lei ha delle tette più belle delle sue: https://wwayne.wordpress.com/2021/12/16/inseguire-i-propri-sogni-2/

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  3. Bell’articolo spaccato storico musicale! Mi hai fatto venire la nostalgia di TMC2 e questa settimana sei la seconda persona.
    Il libro di Brizzi lo amo profondamente.
    Fin dall’infanzia ho sempre avuto a che fare con fan dei Red Hot, da adolescente una mia compagna di classe era ossessionata da loro mentre io non sono mai riuscita ad andare oltre qualche singolo. Diciamo che date le loro origini sonore simili ho sempre sentito molto più affini i Faith No More che poi nel tempo hanno cambiato e sperimentato molto musicalmente. A me i red hot sembrano una band che probabilmente rende di più live che su disco.

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    1. Grazie!

      I Faith No More sono un altro di quei gruppi che vorrei tanto vedere dal vivo, spero di riuscirci prima o poi!

      Dei Red Hot live in realtà non si parla granché bene, temo, ma la mia esperienza personale è stata fantastica, fortunatamente. Hanno uno stile molto riconoscibile, comunque, e se non ti piacciono c’è poco da fare: i gusti musicali non si discutono! Tra l’altro è difficilissimo spiegare perché un gruppo ti piace e un altro no… :–)

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      1. I Faith No More li inseguo da anni e adesso spero che Mike si senta meglio perché avevano annullato il tour per credo un crollo psicologico suo. Senza Mike Patton non vivo, sono preoccupata.

        Il discorso sullo spiegare o meno a un’altra persona perché un gruppo ti piaccia è un non-discorso e poi è soggettivo. A me dei red hot piace qualche pezzo ma gli altri non hanno appeal. Magari in un altro momento della mia vita cambierò idea, non si può mai dire. Davvero non hanno grande fama dal vivo? Avrei detto il contrario, giuro.

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