Star Trek: Voyager – S04E23, Testimone oculare

8-2Senza ombra di dubbio considero la quarta stagione come la migliore fino ad ora per Star Trek: Voyager. Più coerente a livello di scrittura, con un cast che ha guadagnato parecchio col tempo (specialmente Kate Mulgrew, mentre Robert Duncan McNeill è l’unico che è andato in direzione opposta), e la sola stagione con un’atmosfera più o meno uniforme dall’inizio alla fine grazie al filo conduttore Borg, o più precisamente ex-Borg con Seven of Nine e la splendida Jeri Ryan a fare da protagonista. E questo episodio numero 23, Testimone oculare (Living Witness in inglese) se non è il migliore della stagione ci va vicino! Centrato sul Dottore interpretato magnificamente da Robert Picardo, qui funziona tutto alla grande: la trama è divertente, c’è suspense, i colpi di scena sono imprevedibili, e il tema della (rilettura della) storia è ben presentato e sviluppato. Che si può chiedere di più?

L’inizio dell’episodio è di quelli indimenticabili: una bellicosa Janeway pare prendere parte ad una guerra tra due civilizzazioni mai viste prima, i Kyrians e i Vaskans, e addirittura autorizza il Dottore a creare armi biogeniche per massimizzare il numero di vittime civili in un bombardamento planetario. Incredibile per chiunque conosca i metodi della Federazione, e ci sono vari particolari che rendono questo inizio peculiare agli occhi di uno spettatore attento: le uniformi dell’equipaggio sono leggermente diverse, ci sono guardie armate alle porte, e il Dottore è un androide, non un ologramma! Che sta succedendo? Semplice. Si tratta di una simulazione creata dal curatore di un museo, un Kyrian di nome Quarren (Henry Woronicz), che spiega come settecento anni prima l’arrivo della nave da guerra Voyager abbia cambiato per sempre la storia del suo pianeta. Quando la simulazione continua ecco altre situazioni improbabili come dei violentissimi Chakotay (con un tatuaggio Maori in faccia) e Kim interrogare dei prigionieri e vari droni Borg a bordo al servizio del capitano.

Finalmente, ecco apparire il nostro Dottore grazie all’attivazione di un suo programma di backup. Inizialmente confuso, farà di tutto per spiegare allo storico che i fatti si discostano non poco dalla versione del programma olografico, ma si scontrerà contro la difficoltà di mettere in dubbio una versione della verità non solo presa per buona dalla popolazione, ma che è anche la chiave di una difficile convivenza proprio tra le due civilizzazioni in guerra tra loro settecento anni prima all’arrivo della Voyager in questa parte del quadrante Delta!

Inutile dire che i temi trattati sono molteplici e molto interessanti. Volendo, uno è lo stesso dell’ottima puntata L’origine della specie della terza stagione, quello del mettere in dubbio una verità data per scontata da tutti. Ma qui si va oltre toccando anche come una popolazione decide di fare i conti col proprio passato e quali siano le conseguenze di sotterrare profonde divergenze sotto una pila di bugie. Un tema del genere (di cui ho scritto qui sul blog anche dopo aver visto film come El silencio de otros o Salvador Puig Antich) Star Trek riesce a trattarlo in maniera intelligente e pure con degli ottimi plot twist fantascientifici grazie all’uso intelligente del Dottore olografico e della tecnologia della sala ologrammi, per una volta usata bene e non per avventure stupide e che non portano a niente (parlando del Dottore, basti pensare a Eroi e demoni della prima stagione)! Insomma, Testimone oculare è un serio candidato per una eventuale lista di migliori episodi di Star Trek: Voyager, da vedere e rivedere! Ciao!

PS: il regista dell’episodio è il nostro vulcaniano preferito Tim Russ!


Episodio precedente: Indimenticabile

Episodio successivo: Demon


7 risposte a "Star Trek: Voyager – S04E23, Testimone oculare"

  1. Quest’episodio è considerato dalla maggioranza uno dei migliori di tutte e sette le stagioni di Voyager (e a ragione, direi, per i validi motivi da te notati e che ovviamente condivido)… ricordo come, ai tempi, l’inizio mi avesse tratto in inganno, visto che (prima del rivelarsi una simulazione di Quarren) mi ero convinto si trattasse della Voyager del Mirror Universe… ottimo lavoro, mr. Russ! 😉
    Certo che vedere un Dottore, qui, separato dai suoi compagni dall’abisso dei secoli riesce sempre a darmi una certa malinconica tristezza…

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    1. Effettivamente sarebbe stata possibile una storia con il Mirror Universe qui! Certo, forse ci sarebbero stati poi troppi elementi da far quadrare in un episodio di 43 minuti, però avrebbe potuto funzionare!

      E si, il dottore, così come Data, è destinato a vivere ben oltre la normale durata della vita di un umano/umanoide, e in una situazione del genere sarebbe normale farsi prendere dalla tristezza… ma il Dottore ne difende la memoria ottimamente senza lasciarsi prendere dal panico! :–D

      Davvero un episodio strepitoso, da vedere e rivedere, anche per me (e qui mi unisco alla maggioranza) tra i migliori della serie!

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  2. Pensa che ho sentito molti disprezzare questo episodio, motivandolo col fatto che per loro era impossibile che in 700 anni la Federazione non fosse ancora arrivata nel Quadrante Delta e di conseguenza che l’episodio fosse una falla logica.
    Mah, capisco il ragionamento ma non mi pare così scontato.
    Comunque è davvero un gran bell’episodio. Mia nonna era appassionata di Star Trek: guardavo con lei Voyager ed Enterprise così da spiegarle le parti più astruse (specialmente scientifiche o pseudo-tali). Ricordo che quando incominciò l’episodio con la Voyager “malvagia” dopo un pò si girò a guardarmi con una espressione che praticamente diceva “MA che cazzo…???” che fu veramente impagabile XD Come biasimarla.

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    1. Wow! Che un così piccolo dettaglio riesca a rovinare la visione di un episodio così bello e profondo mi sorprende! Che poi avrebbero potuto tranquillamente dire 100, o 200, o 400 anni, non era quello il punto della cosa.

      Però splendida la nonna appassionata di Star Trek!!!! :–)

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