The X-Files – S03E21, Visite in sogno

Come i precedenti DNA sconosciuto e L’insetto assassino, ecco un episodio di The X-Files che non è semplice da classificare, essendo inserito all’interno della mythology ma non avendo a che fare direttamente con rapimenti alieni e cospirazioni governative. O meglio, anche qui una cospirazione governativa c’è di sicuro, ma è “semplicemente” volta a far fuori l’Assistant Director Walter Skinner (Mitch Pileggi) vista la sua condotta rispetto a Mulder e Scully. Non ammira necessariamente il loro lavoro, ma di certo li sta proteggendo nonostante pressioni dall’alto e ha dimostrato in più occasioni di non avere paura di stare in prima linea per farlo!

La trama di Avatar (tradotto come Visite in sogno) in poche parole è la seguente: Skinner è il principale sospetto di un omicidio, quello di una donna (Amanda Tapping) conosciuta in un bar e con cui ha passato la notte. Al mattino, l’ha trovata accanto a lui morta strangolata. Il detective Waltos (Tom Mason) è convinto della sua colpevolezza, così come l’agente Bonnecaze dell’FBI (Malcolm Stewart) che fa di tutto per arrivare a sospendere Skinner. Il solo Mulder è convinto dell’innocenza del suo superiore e fa di tutto per provarla insieme ad una riluttante Scully.

Io ho adorato questo episodio. Prima di tutto mi è piaciuto scoprire qualcosa in più su Skinner, sui suoi problemi matrimoniali con la moglie Sharon (Jennifer Hetrick) e sul silenzio adottato praticamente come stile di vita. E poi ho apprezzato come la storia si incastrasse alla perfezione con gli avvenimenti di cui siamo venuti a conoscenza in questi quasi tre anni di episodi. Ho infatti immediatamente colto il riferimento all’esperienza di quasi morte durante la guerra in Vietnam menzionata da Skinner in L’ultimo respiro così come ho riconosciuto uno dei loschi figuri che avvertì Skinner di stare alla larga dal caso di Melissa Scully in L’ufo degli abissi I. Inoltre, riecco anche il sempre utile agente Pendrell (Autopsia di un alieno II e L’ufo degli abissi II). 

Bello anche il fatto che la trama, per una volta, abbia poco a che fare con il paranormale. Certo, c’è la storia della succuba (con un Mulder che si sbaglia di grosso quando dice che normalmente appariva come una vecchia: secondo il folklore appariva come una donna attraente!), ma è secondaria rispetto al tentativo di incastrare Skinner. E anche se l’Uomo che fuma (William B. Davis) si vede solo per un secondo, è normale pensare che sia stato lui a muovere i fili per farlo.

Notevole anche la regia di James Charleston che, nonostante la poca esperienza e per di più tutta televisiva, azzecca almeno una scena memorabile: durante la telefonata di Judy (Stacy Grant) viene rivelato con un cambio di focus della cinepresa che gli assassini sono giusto fuori dal locale dove la stessa Judy si trova insieme a Mulder e Scully. E tra montaggio e regia viene fatto un ottimo lavoro anche coi colpi di pistola risolutivi che chiudono l’episodio.

Insomma, un altro episodio tutto da gustare che continua a costruire il mondo di The X-Files e a svilupparne i personaggi in maniera più che realistica pur se in un mondo che presenta fenomeni difficili da spiegare con la sola scienza (nonostante Scully continui a provarci). E complimenti a David Duchovny che qui firma la storia insieme allo sceneggiatore Howard Gordon, avendo avuto la giusta intuizione che il personaggio di Skinner meritava molto più spazio di quanto non ne avesse avuto fino ad allora. Ciao!


Episodio precedente: Dov’è la verità

Episodio successivo: Il mistero del lago

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8 risposte a "The X-Files – S03E21, Visite in sogno"

  1. Ma sai che mica avevo riconosciuto Amanda Tapping? L’ho molto apprezzata prima come attrice poi come regista di “Stargate” e serie figlie, qua era così giovane che proprio non l’avevo collegata 😛
    Sia Duchovny e Anderson nella serie hanno mosso i primi passi nella sceneggiatura e nella regia, ma poi hanno fatto poco dopo X-Files, rimanendo in pratica solo attori: chissà se è stata una loro scelta o i produttori non avevano fiducia nelle loro doti tecniche.

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    1. In queste serie lunghissime è normale che gli attori provino cose nuove, sì, e non hanno fatto eccezione Duchovny e Anderson, temo con scarsi risultati al di fuori di The X-Files. In Star Trek era quasi tradizione che i membri del cast prima o poi finissero dietro la cinepresa, e alcuni hanno avuto anche carriere dignitose da registi (Jonathan Frakes, Robert Duncan McNeill…). Però per lo più queste sono le eccezioni! Poi magari agli stessi Duchovny e Anderson piaceva di più fare altro che non dirigere… chissà! Ho intenzione di esplorare l’universo X-Files con i tanti video di interviste che si trovano in giro e con fonti cartacee… :–)

      (io invece la Tapping non la conoscevo…)

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      1. Nel periodo pandemico oltre ad essermi sparato tutte le serie di Star Trek mi sono pappato anche grandi dosi di “Stargate”, dove la Tapping come attrice è protagonista sin dall’inizio, tornando anche nelle serie figlie, come l’ottima “Stargate: Atlantis”, che trovo un gioiellino. A forza di dirigere episodi è diventata regista “vera” e a un certo punto la carriera da attrice è diventata secondaria: ora la trovi alla regia televisiva di grandi serie.

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  2. Nulla da aggiungere da parte mia a quanto hai già ben scritto riguardo all’episodio (e sì, finalmente qualcuno ha deciso che Walter Skinner poteva e doveva crescere come protagonista) 👍 Per il resto, vedo che su Amanda Tapping mi ha brillantemente preceduto Lucio (io, tutt’al più, posso ricordare anche la sua partecipazione alla serie “Sanctuary”), mentre su Jennifer Hetrick tocca a me ragguagliarti: Sharon Skinner non ti ha per caso ricordato qualcuno che, seppur non a livello matrimoniale, una qualche relazione importante con un personaggio principale (di un’altra celebre serie) l’ha avuta? Magari nei panni dell’archeologa Vash con un certo Jean-Luc Picard in TNG? 😉

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